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contributo inviato da moreno bucci il 20 giugno 2011
La guerra si fa anche con le bombe.
In economia a volte basta una valutazione negativa della capacità di rimborso del debito pubblico per gettare un paese nel caos.

Moody's ci prova ora con l'Italia. venerdì 17 giugno fa sapere del rischio di un possibile ribasso della valutazione della capacità di rimborsare il debito pubblico italiano.
Hanno scoperto che la crescita è debole, che bisogna attuare un piano per il consolidamento dei conti pubblici (il piano dell'Unione europea) e che in Europa si sta discutendo come cambiare il sistema di finanziamento dei paesi più indebitati.

Moody' era stata preceduta il 21 maggio  da Standard & Poor's che ha passato le previsioni per l'italia da stabili a negative, proprio a causa del basso tasso di crescita dell'economia e delle ridotte prospettive di riduzione del debito pubblico.
D'altro canto Standard & Poor's il 18 aprile scorso ha trasformato il rating di lungo termine degli USA da negativo a stabile. E questo a causa della loro economia ad alto reddito, altamente diversificata e flessibile; per la prudente e credibile politica monetaria, capace di sostenere la crescita e di contenere le spinte inflazionistiche. e poi perché, avendo il dollaro un posto di preminenza nelle monete mondiali, se ne avvantaggia.

Insomma, le agenzie di rating, sembra che vedano solo quello che fa comodo.

Abbiamo visto in quali condizioni si sono trovate Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna. E con loro tutta l'Unione europea che ha dovuto inventarsi una politica di copertura del debito di questi stati membri.
Se per un verso questo ha spinto l'Unione a far fronte a situazioni non previste o quanto meno assolutamente nuove, dall'altro ha rivelato un lato debole della politica europea che, specialmente dal versante politico e sociale, mette a repentaglio la convivenza all'interno degli stati colpiti.

A pagare gli errori della gestione politica e delle tensioni finanziare innestate da grossolani errori del mondo bancario e della finanza, sono sempre state le classi subalterne, col risultato di provocare situazioni di grave tensione sociale e col rischio di forti sommovimenti politici che, nel breve e medio termine indeboliscono tutta la struttura europea.

Ebbene, sembra che ora il metodo "Boffo" nella finanza stia prendendo di mira l'Italia, un paese che sembra "sgovernato" da anni, sottoposto a penose  politiche di difesa personale del premier o a ciniche politiche razziste e di ottusa difesa di piccoli privilegi territoriali da parte della Lega.

Se all'attacco che si vede materializzarsi contro il debito italiano non si risponde con una politica vera, ma si va alla ricerca di soluzioni di stampo elettoralistico, il nostro destino è già segnato. Sono tanti ai quali farebbe comodo un bel "bailamme" sul debito italiano, non ultimi gli speculatori pronti a guadagnare sulle nostre disgrazie.

Tra non molto si conoscerà la manovra da 40 miliardi di euro richiesta dal'Unione europea per diminuire il nostro deficit di bilancio nel biennio prossimo.
E' da dove si prendono queste risorse che si vedrà dove va a parare l'Italia.
E' di qui (e non da  Pontida) che si valuta la reale consistenza del governo in carica.
E' da questa risposta che può partire un fermo al tentativo di invischiarci in una speculazione di enorme dimensione.

Insomma, per non morire di "rating" siamo obbligati a ben governare.

Esercizio raro negli ultimi anni, in casa nostra.
TAG:  RATING  MOODY'S  STANDARD & POOR'S  GRECIA  IRLANDA  PORTOGALLO  SPAGNA  MANOVRA EUROPEA  SPECULAZIONE  BUONGOVERNO 

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