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contributo inviato da professional consumer il 20 giugno 2011

Quando funziona l’economia funziona pressappoco così:

Produttori e Consumatori si danno un gran da fare, c’è  chi fa tutto quel che può per mettere merci sul mercato e chi fa ancor di più per acquistarle.

Si, insomma, c’è chi impiega risorse per produrre merci che vendute diventano ricchezza e chi spende quella ricchezza, con la spesa, per smaltire quelle merci e dare continuità al ciclo produttivo.

Risultato: tutti hanno tutto, pure la natura depredata, la terra inquinata: non è un bel vedere!

Quelli che producono cercando il profitto, non sanno far altro; sono per la crescita senza se, senza ma.

Noi Consumatori pure ma, disponendo del potere della Domanda, possiamo fare di più e meglio.

Con la domanda possiamo imporre ai Produttori cosa e come produrre, quali risorse impiegare, quali confezioni adottare per limitare lo smaltimento epperchènno  contrattare il prezzo.

Giustappunto  Operatori di Mercato, in barba alla vulgate che ci vuole scemi, potremo meglio amministrare la produttività, quella civile, delle nostre azioni e non solo.

Eggià, migliorando la convenienza del nostro fare prendiamo in carico la responsabilità del nostro ruolo, salvaguardiamo la risorse naturali, puliamo l’ambiente e miglioriamo la redditività del nostro smilzo reddito: bingo!

Ecco, si, Professional Consumer, cos’altro sennò!

Mauro Artibani

Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE

Paoletti D’Isidori Capponi Editori

Marzo 2009

 

www.professionalconsumer.splinder.com

www.professioneconsumatore.org

 

 

 

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commenti a questo articolo 0
commento di valberto33 inviato il 22 giugno 2011
Trovo l'argomento "Produttore/consumatore"di estrema attualità,per una politica di sviluppo compatibile con il benessere diffuso , lo stato sociale avanzato e la tutela dell'ambiente.Una politica che ponga al centro questi obiettivi, presuppone cambiamenti significativi, sia nella produzione dei beni e loro durata, sia al sistema commerciale e alle abitudini del consumatore...
Il rilancio dello sviluppo basato sui canoni trdizionali, finalizzato all'occupazione e alla domanda pura e semplice, porta con se alcune contraddizioni. Da un lato, ci sta la richiesta di ingenti risorse da investire che solo la capacità di spesa di tutta la popolazione può garantire attraverso la piena occupazione;Dall'altro, la necessità di spingere al massimo la produttività con l'adozione delle tecnologie che espellano manodopera umana dai posti tradizionali; Dall'altro la spinta verso il consumismo esasperato per smaltire la super produzione; Dall'altro ancora l'incapacità dell'ambiente di assorbire le rimanenze di tutti i rifiuti...! Queste cose messe insieme, contengono tali e tante problematiche che io credo, non possano essere ignorate,dal P.D e dall'insieme del C.S,per un nuovo sviluppo in Italia ....! Come? Invertendo alcuni fattori e riscoprirne altri...Primo , le merci non alimentari devano avere una durata maggiore per ridurre l'impatto negativo con l'ambiente e minor spreco delle materie prime ; Secondo, l'alta produttività della tecnologia deve avere, in parte, una ricaduta sociale positiva anche attraverso la riduzione dell'orario di lavoro degli addetti; Terzo,la diminuzione dell'occupazione conseguenziale ai tre fattori( durata del prodotto,tecnologia e orario di lavoro) deve essere compensata con il recupero di nuovi posti nel terziario e nella tutela dell'ambiente; Quarto,maggiore equità distributiva e stipendiale, rendendo più dinamica la domanda interna in ogni paese, per sviluppare l'interscambio e una maggiore dinamicità circolatoria del denaro. Quinto, crea
commento di fabio1963 inviato il 20 giugno 2011
CONTINUA DA PRIMA

Migliore utilizzazione dei manufatti

Invece di avere una durata limitata programmata i prodotti dovranno essere costruiti per durare più a lungo possibile;
Per limitare l'obsolescenza programmata i prodotti dovranno essere facilmente aggiornabili;
I prodotti devono essere già progettati per il riciclo.
Facendo rimanere il più a lungo possibile in funzione i prodotti e condividendoli se ne diminuisce il numero inquinando di meno.

Diminuzione del peso dei prodotti

Il progresso scientifico e tecnologico e lo sviluppo del terziario ha causato una drastica diminuzione del peso dei manufatti. Le automobili e gli oggetti della casa hanno molte componenti in plastica. Gli stessi televisori e gli stereo Hi-Fi pesano un decimo rispetto a 40 anni fa. Addirittura i libri e i dischi avranno un supporto informatico senza peso e sono già scambiati via internet. Il consolidamento di questo progresso porterà ad un'ulteriore diminuzione dell'inquinamento.

DA http://fabiomarinelli.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2465515
commento di fabio1963 inviato il 20 giugno 2011
La cosa più eversiva che potrebbe fare il cittadino per vincere questo sistema perverso che tende a impoverirlo, favorendo invece i più ricchi, è: rinunciare alle attuali forme di denaro e al consumismo!


La banca del tempo;
Il ritorno del baratto o "swapping";
I gruppi G.A.S.;
Transition Town;
Bilanci di giustizia.

I gruppi di acquisto solidale, rappresentano una nuova filosofia in cui il consumatore si associa insieme ad altri per seguire la produzione e la distribuzione dei prodotti. I produttori sono persone di fiducia che il consumatore va a visitare personalmente. Si pensa che il giro economico generato dai GAS sia intorno al 7% del totale del comparto!
La rinuncia al denaro è una filosofia di vita, che ben si armonizza con i concetti di microcredito, sviluppo sostenibile e commercio equo e solidale.

La fine del possesso e la nuova era della condivisione (sharing)

La moda iniziata in internet con lo sharing dei files (P2P) si sta ormai diffondendo anche con gli oggetti reali: bike sharing, car sharing, Couchsurfing (condividere il divano di casa), car pool ecc. ecc.

La tendenza è ormai quella della Pop Economy: un'economia partecipativa. Dato che i beni sono distribuiti in una rete condivisa, occorre un controllo della rete per vigilare sulla manutenzione e il buon uso degli stessi: i posti di lavoro persi per la diminuizione della vendita dei beni sono compensati dalle assunzioni nelle rete di controllo degli stessi.

Il vantaggio finale è quello ambientale: produrre meno beni inquina di meno.

Migliore utilizzazione dei manufatti

Invece di avere una durata limitata programmata i prodotti dovranno essere costruiti per durare più a lungo possibile;
Per limitare l'obsolescenza programmata i prodotti dovranno essere facilmente aggiornabili;
I prodotti devono essere già progettati per il riciclo.
Facendo rimanere il più a lungo possibile in funzione i prodotti e condividendoli se ne
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