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contributo inviato da cristina1950 il 13 giugno 2011

L'Italia ha dimostrato la volontà di cambiamento col voto di queste ultime tre tornate elettorali.

Il PD si faccia portavoce di questa richiesta popolare e proponga un governo per le riforme.

Le riforme devono prevedere:

- La drastica riduzione del numero dei parlamentari attraverso il superamento del bicameralismo perfetto, con una sola camera per la promozione delle leggi nazionali e l’istituzione del senato delle regioni nella prospettiva delle riforma federalista dello stato.

- Il rifacimento delle mappa dei seggi che preveda un deputato ogni duecentocinquantamila elettori e un senatore ogni cinquecentomila elettori, per un totale di circa trecento parlamentari.

- La riforma della legge elettorale che, attraverso i collegi uninominali, ridia ai cittadini il diritto di scegliersi i propri candidati.

Dopo si deve tornare al voto.

TAG:  RIFORME  RICHIESTE POPOLARI DI CAMBIAMENTO. 

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commento di cristinasemino inviato il 15 giugno 2011
Per impopolari intendo riforme che tocchino l'elite e la casta, non certo i poveri disgraziati, come me, che hanno sempre pagato le tasse e che da sempre la sinistra tartassa iniquamente (vedi Prodi, ultimo governo).
Sono d'accordo con te che il vero disastro è l'economia, ma senza uno Stato che funzioni nessuno sarà in grado di avere un'idea di paese da terzo millennio, adeguato agli altri paesi occidentali. Ci sarebbe pooi da discutere su quale tipo di economia vogliamo, ma qui il discorso si allarga e devono parlare persone competenti e io non lo sono.
Ciao Seam, take care you too.
commento di seamusbl inviato il 14 giugno 2011
"Ecco cosa manca al PD: il coraggio di fare scelte impopolari, "

dear comrade Cristina l'idea di impopolari e' abbastanza equivoca, forse significa scelte contro la maggioranza della popolazione, la solite litanie dei sacrifici e misure per impoverire la massa e tutelare l'elite. O invece scelte impopolari nel senso di rare perche' toccano l'elite e vere caste?

Il PD ha sostanzialmente subito i referendum ed essi segnano un punto importante pur nella deprimente situazione, la diffusione di un circuito informativo alternativo ai grandi organi di disinformazione di massa. Ormai dagospia e' persino diventato l'organo piu' autorevole.

Tuttavia il problema di fondo e' che i veri dilemmi del paese non vengono toccati, e si cerca di aggirarli o mistificarli come fanno gli organi di disinformazione. Questi ultimi fintamente progresisti con l'intenzione di massacrare la massa per proteggere l'elite.

La situazione complicata e' economica e l'Europa nella quale l'Italia e' posizionata come Argentina, in pratica senza moneta, senza politica monetaria e fiscale puo' solo deflazionare. Il disastro e' a vista. Il mondo e' ad una svolta, il capitalismo e il capitale finanziario stanno per eliminare quel poco di democrazia reale concessa nell'epoca del comunismo.
Il resto e' abbastanza noia.
Take care
commento di cristinasemino inviato il 14 giugno 2011
Sono d'accordo con tutti voi.

A Nino dico che la coperta sarà sempre più corta perchè il potere, ovunque esso si annidi, non molla la presa su suoi privilegi. Dobbiamo essere noi, gli elettori del referendum, a obbligarli a farlo. Come? Con una grande manifestazione di piazza che ci veda tutti uniti da destra a sinistra.

A Car me lo dico che se la rincorsa del PD verso gli altri partiti servisse a far cambiare il sistema Italia e a fare finalmente le riforme, quelle che servono al paese per poi tornare al voto, mi andrebbe anche bene. Invece, da quello che capisco, è solo un'ennesima rincorsa al potere, senza idee e senza coraggio. Ecco cosa manca al PD: il coraggio di fare scelte impopolari, ma decisive per il futuro del paese. Gli elettori sono stati chiari. Vogliono un cambiamento reale, di cui Berlusconi è solo un minimo aspetto. Come fanno i nostri dirigenti a non capirlo? I giovani non vedono un futuro e se hanno votato è per dare una scrollata al sistema. Non ci vogliono grandi strateghi per rendersene conto. E' venuto il tempo per i grandi cambiamenti. Noi dobbiamo impegnarci su questo.

A frapem dico che, in qualunque modo abbiamo votato, i cittadini italiani hanno mandato un messaggio chiarissimo e che la volontà di cambiamento sui temi delle riforme ne esce rafforzata. Toccare i privilegi e rendere meno affollato il parlamento sono temi che uniscono. Su questo dobbiamo continuare ad impegnarci.
commento di frapem inviato il 14 giugno 2011
Cona questa classe dirigente di destra e di sinistra e questa base di destra e di sinistra il paese è destinato al tracollo..
Si scambiano il potere, fanno finta di battersi una casta contro l'altra, politica magistratura, associazioni imprenditori, associazioni lavoratori, ma è solo una biblica soap opera, anche divertente, in fondo io medesimo passo le serate tra Mentana, la Gruber, L'infedele, Ballarò, Annozero, ecc.ecc. Ma così facendo, tempo un paio d'anni e la grecia saremo noi. Ci avviciniamo ai duemila miliardi di debito pubblico. Oggi il vero capo del sistema è tremonti è lui che tiene stretto il bilancio dello stato, perchè sa che se cede è la fine del paese.
Bersani cerca di offrirgli una sponda assicurandogli che con il PD al governo i boccaloni onesti, che ancora hanno qualche risparmio, sono pronti ad un nuovo salasso all'amato, alla ciampi, alla prodi.. Mi piacerebbe vedere quelli che sciaguraemente hanno detto no al nucleare e no all'acqua pubblica, impegnarsi con lo stesso vigore per la riforma del sistema.. figuriamoci!
commento di car me lo inviato il 14 giugno 2011
QUALE PD, CRISTINA, DOV'E' IL PD.
Ci fosse il PD, cari amici a quest'ora si parlava di ex governo.
Avete visto Di Pietro, ha una posizione molto cauta e per forza il PD rincorre Casini che a sua volta rincorre il centrodestra senza Berlusconi, che a sua volta rincorre la Lega pur di fermarsi ancora un po' al governo, la Lega che deve rincorrere i suoi elettori per garantire che le riforme le fa. Si le fa ma son passati vent'anni e non l'ha fatte.
La rincorsa dei partiti, si rincorrono l'un l'altro, per cui fa bene Di Pietro a fare ciò che sta facendo.
Se ci fosse il PD a quest'ora sarebbe forte di 27.000.000 di voti ma non c'è stato prima e non c'è adesso e lo dico con tanto rammarico e dispiacere. Il PD si è solo ultimamente accodato ai referendum non scordiamocelo, il PD non c'era prima.
Se ci fosse il PD prenderebbe il manubrio in mano e ci portava fuori da questa crisi di merda. Invece staremo, nonostante questa valanga di voti, quì a vedere ed aspettare che cosa farà la Lega e che cosa farà Tremonti.
Il PD comunque potrebbe, ma mettendocela tutta, ancora esserci ma solo e soltanto con una seria proposta politica.
commento di nino55 inviato il 14 giugno 2011
L'alternativa che 26 milioni di italiani vogliono e pretendono, questa è la richiesta che esce dalle urne del referendum.Non ci possono essere inciuci o compromessi con altri partiti, se alternativa deve essere dalla prima proposta programmatica deve venir fuori la migliore idea per il bene del popolo italiano.Non è più tempo di tatticismi ed accordi fatti dietro le quinte, chi vuole governare lo deve fare nelle migliori condizioni di massima trasparenza e di coerenza.Se come dice Scalfaro, per favorire le politiche sociali - meno irpef da pagare - si deve raddoppiare la manovrina di 40 miliardi, si deve capire il perchè abbiamo una coperta troppo corta, e se non ce la facciamo a coprirci bene occorre metaforicamente che tutti ci mettiamo a tessere un'altra coperta.
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