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contributo inviato da dianacomari il 13 giugno 2011

Sembrava tutto troppo bello per essere vero: Milano conquistata da Pisapia, la giunta nuova arrivata con tanto di parità di genere e l’avvio di un nuovo percorso per la città, come auspicano i cittadini.
E invece no, qualcuno deve cominciare a pestare i piedi, senza troppi motivi validi.
Chi? Roberto Cornelli il segretario provinciale del Partito Democratico a Milano. Persona importante, rispettabilissimo e apprezzatissimo sindaco a Cormano e anche ottimo docente universitario, esperto di criminologia e problematiche della sicurezza ma che – spiace dirlo – come segretario metropolitano qualche perplessità la suscita.
Gli ottimi risultati ottenuti dal Partito Democratico a Milano a questa tornata elettorale (più per merito di alcuni candidati che non del partito stesso, a dire il vero) avevano fatto accantonare tutti i problemi pregressi e ci si era uniti in una festosa euforia da vittoria che aveva permesso anche di non dare troppo peso ad alcune scelte poco opportune (come quella di non farsi neanche vedere a salutare i propri elettori durante la festa per Pisapia in piazza Duomo il pomeriggio della vittoria per cedere il palco ad altri esponenti di altri partiti), ma evidentemente i dirigenti locali sono recidivi nei loro errori.
A giunta fatta, con tanto di validi assessorati conquistati dagli eletti del Partito Democratico (Majorino al Welfare, Maran alla mobilità e ambiente, Granelli alla sicurezza, Boeri alla cultura con delega sull’Expo) nonché il ruolo di vicesindaco assegnato a Maria Grazia Guida; Roberto Cornelli ha pensato bene di protestare per l’assegnazione di un incarico a Tabacci (Api) appellandosi alle stesse motivazioni dell’Italia dei Valori, ovvero il doppio incarico.
Motivazione giustissima, soltanto che, mentre l’Idv protesta perché pur essendo una lista che ha sostenuto la candidatura di Pisapia non ha avuto nulla (del resto non ha preso neanche molti volti), il Partito Democratico ha avuto molto e questo andare a rompere le scatole è un po’ pretestuoso.

Non che la nuova giunta sia perfetta, alcune scelte suscitano perplessità (non tanto nelle persone che sono indubbiamente tutte meritevoli, quanto nell’assegnazione degli incarichi), ma ha una sua logica di fondo.
Il Pd voleva Boeri vicesindaco scrive Il Giornale. Ipotesi molto probabile, anche in virtù dei tantissimi voti presi da Stefano Boeri, ma Pisapia aveva annunciato subito dopo la sua vittoria di volere una donna come vice (decisione che va tanto di moda) e anche alcune componenti dei democratici, all’inizio, si erano espresse favorevolmente in tal senso. Non è colpa di Pisapia se poi le donne a cui si è rivolto o di cui si è fatto i nomi (Adamo, Pollastrini, Toia) non erano disponibili perché già elette in altri ruoli a cui non avevano intenzione di rinunciare (e il vicesindaco è un ruolo un po’ complesso da gestire con doppio incarico). Pisapia ha fatto la scelta più ovvia, andando a prendere una figura in vista come Maria Grazia Guida, cattolica e quindi in qualche modo in grado di fare da contraltare all’immagine di “uomo di sinistra estrema” che gli hanno attribuito durante la campagna elettorale, e che era in lista con il Pd (anche se certamente di voti non ne ha presi poi moltissimi e non è una figura rappresentativa del Partito Democratico).
In merito a Stefano Boeri, forse tutti si aspettavano Expo o urbanistica, dimenticando che il noto architetto ha perso le primarie anche perché molti non volevano votarlo proprio per il suo conflitto di interessi sull’urbanistica e per le vicende legate all’Expo (di cui è espertissimo e spiace che non possa mettere a frutto a pieno le sue competenze ma un segnale di discontinuità Pisapia, evidentemente, vuol darlo).
Di tutte le altre poltrone democratiche, quella più azzeccata sembra essere quella ottenuta da Pierfrancesco Maran.
Curioso infatti che Marco Granelli, da tempo noto per il suo impegno nel mondo dell’associazionismo e del volontariato cattolico, sia stato messo a gestire la sicurezza (anche se ufficialmente figura come “Sicurezza e coesione sociale, Polizia locale, Protezione civile, Volontariato”… una definizione un po’ surreale, per dirla con un eufemismo). Così come una qualche perplessità l’ha suscitata la sua prima dichiarazione da assessore che, dalle pagine di Repubblica, ha detto di voler valorizzare il ruolo del volontariato: parole giustissime e meritevoli ma forse Granelli non ha ben chiaro che i milanesi, da chi gestisce la sicurezza, si aspettano appunto sicurezza e non altro.
Stessa problematicità per Pier Francesco Majorino al welfare che ha dichiarato a Repubblica “Chiamerò gli artisti”… Viene da chiedersi “a fare che?” dato che il suo ambito è “Politiche sociali e servizi per la salute”.

Però tutte queste scelte non sono state fatte a caso, c’è una logica di Pisapia ben precisa che va al di là dei singoli interessi personali degli assessori (si capiva bene che l’aspirazione di Majorino era la cultura, di Granelli il welfare e di Boeri qualcosa di più) e che tiene conto della necessità di non creare conflitti di interessi. Lo si nota molto bene anche con altri assessori non Pd, che sostanzialmente hanno le stesse situazioni di “poca pratica” con il campo loro affidato. Questo forse rischia di creare qualche problema sulle competenze ma, essendo anche una giunta di persone prevalentemente giovani, si presume che siano più duttili di mentalità e quindi più facilmente ricollocabili nei nuovi ambiti rispetto a ciò di cui si sono sempre occupati.

Così come una scelta precisa del sindaco è stata quella di non farsi incastrare negli equilibrismi dei partiti, rivendicando da subito una sua autonomia. Scelta questa che dovrebbe aver intrapreso intanto mirando ad un’idea di linea politica che intende mettere in atto ma poi anche alla solidità della giunta stessa e al garantire la governabilità (di qui la decisione di coinvolgere il centrista Tabacci, che inizialmente era stata accolta favorevolmente anche dal Pd).

Essendo Cornelli un uomo di “ area Bersani”, lo inviterei a seguire il consiglio del segretario nazionale di non stare a guardarsi l’ombelico o la punta delle scarpe: abbiamo vinto, abbiamo preso tanti voti, abbiamo ottenuto dei buoni assessorati, hanno preso incarichi le persone che per voti e per esperienza potevano prenderli; cerchiamo di far funzionare bene ciò che abbiamo ottenuto e non andiamo a protestare sui giornali per problemi che - per quanto reali - non dipendono da noi.

Questo, ovviamente, non giustifica Tabacci, che in realtà farebbe bene a non sminuire il problema del doppio incarico (come ha fatto nell’intervista a Repubblica di questa mattina) perché sarebbe opportuno che chi è dedito alla cosa pubblica si occupasse di gestirla bene e non di collezionare poltrone, ma l’approccio con cui va affrontato è certamente diverso dalle proteste sulle pagine dei giornali, soprattutto in questo momento.
 

La giunta di Giuliano Pisapia, Sindaco
Partecipate, Innovazione, Risorse umane e organizzazione, Giovani, Agenda digitale, Sistemi informativi, Avvocatura, Facility management, Comunicazione, Sistema di gestione della qualità

Maria Grazia Guida, Vice sindaco
Educazione e Istruzione, Rapporti con il Consiglio comunale, Attuazione del programma

Assessori
Daniela Benelli
: Area metropolitana, Decentramento e municipalità, Servizi civici
Chiara Bisconti: Benessere, Qualità della vita, Sport e tempo libero
Stefano Boeri: Cultura, Expo, Moda, Design
Lucia Castellano: Casa, Demanio, Lavori pubblici
Franco D'Alfonso: Commercio, Attività produttive, Turismo, Marketing territoriale
Lucia De Cesaris: Urbanistica, Edilizia privata
Marco Granelli: Sicurezza e coesione sociale, Polizia locale, Protezione civile, Volontariato
Pierfrancesco Majorino: Politiche sociali e servizi per la salute
Pierfrancesco Maran: Mobilità, Ambiente, Arredo urbano, Verde
Bruno Tabacci: Bilancio, Patrimonio, Tributi
Cristina Tajani: Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e ricerca
 

Organi di Garanzia
Valerio Onida:
Autorità per le Garanzie civiche (partecipazione e trasparenza). Si avvarrà della collaborazione dell’Avv. Umberto Ambrosoli

Piero Bassetti: Consulta per l’internazionalizzazione del Sistema Milano

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