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contributo inviato da Vincenzo10 il 10 giugno 2011
 
Se uno riesce ad immaginare una rete intelligente che connette tutta l’incredibile eterogeneità delle fonti di energia pulita e rinnovabile mediante una miriade di centri di produzione mediopiccoli e mediante l’apporto di una buona quantità di persone occupate, certamente voterà con entusiasmo contro il nucleare. Non importa un fico secco che il quesito referendario sia poco esplicito e nel tempo potrebbe darsi che i fautori del business tornino a riproporre il nucleare. Ci mobiliteremo ogni qual volta cercheranno di riesumare le centrali nucleari.

Mi dispiace, però, che questo sforzo di immaginazione, scienziati come Margherita Hack, non siano stati in grado di realizzarlo. Se si pensa alla ricerca bisogna pur dire che noi fisici, con l’atomo e il suo nucleo ci siamo divertiti abbastanza. Vogliamo continuare con la centrale a fusione? Forse per qualcuno di noi può essere ancora divertente e se darà i risultati sperati……perché no?
Per gli altri è molto più divertente cercare di aggirare il secondo principio della termodinamica e inventare qualcosa di veramente potente, economico e pulito.

Faccio il seguente ragionamento: Per un fabbisogno di 340 TWh elettrici (vedi GSE2009 a pg. 21) discende una potenza media di poco inferiore a 40GW= 40x10E6 kW con due picchi di assorbimento da 60GW. Dato che il sole mediamente genera una potenza di 200W/mtq si ricava che la superficie esposta al sole necessaria sarebbe di 300Kmq. Si assicurerebbero anche i due picchi. Ora io non sono un esperto ma considero che un pannello solare fotovoltaico abbia un rendimento del 25% minimo. Significa che dovremmo utilizzare una superficie di 1200Kmq e pannellarla tutta. A mio parere una soluzione potrebbe essere quella di applicare una o più strisce di materiale fotosensibile sulla linea centrale delle autostrade.

Ma a parte ciò, suddividiamo l’area di 1200Kmq in venti regioni. Ad ogni regione spetterebbe di reperire un area di 60Kmq ovvero un fazzoletto di 7,5x7,5 Km. Ora se in Italia ci sono 8100 comuni ogni regione potrebbe trovare 405 aree per il solare. Quindi ogni comune dovrebbe trovare 0,148 Kmq uguali a un fazzoletto di 385 mt di lato ma, si badi bene, anche frammentati. Corrisponde a 21 campi di calcio, a 1500 tetti di case da 10x10 mt.

A ogni comune corrisponderebbe uno o più centri di produzione energetica sia dal solare che da altre rinnovabili e questa sarebbe la soluzione più potente, sicura ed efficiente di allocare i siti per mille ragioni.
Ovviamente io qui ho citato il solare come unica fonte energetica ma proprio perché c’è anche l’eolico e una miriade di altre fonti, il discorso vero è come realizzare una buona rete di connettori e di centri di reindirizzamento rapido. Da li, dalla sua standardizzazione e dall’intelligenza con cui sapremo costruirla che otterremo il paradiso. Altro che nucleare.

Penso anche che se oggi ci mettiamo “a copiare” la Germania, nei prossimi venti anni potremo superarla e fare meglio. Da loro c’è un grande entusiasmo. Date un occhiata a cosa si fa oggi a
Monaco e vi rendete conto che il nucleare è già morto.


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TAG:  SOLARE  RETE  RINNOVABILI  MONACO 

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