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contributo inviato da team_realacci il 7 giugno 2011
Roma, 7 giugno 2011

“Sul referendum è bene che il Governo chiarisca subito e senza possibilità di contese postume come intende comportarsi con il voto degli italiani all’estero. Non ci risulta, infatti, che il Ministero dell’Interno abbia reso nota la sua posizione ufficiale a questo proposito”, lo afferma Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd che oggi ha presentato un’interrogazione parlamentare ai Ministri Maroni e Frattini”.
“Dopo la pronuncia della Corte Costituzionale e della Consulta che ha dato il via libera all’ammissibilità al quesito sul nucleare ma con una nuova formulazione”, spiega Realacci, “si è aperta la questione sul voto dei 3,2 milioni di italiani residenti all'estero che si sono già espressi sulle schede con il vecchio quesito e per i quali, come ha annunciato il Viminale, non ci sono i tempi tecnici per stampare ed inviare all'estero le schede con la nuova formulazione. Ci risulta, inoltre, che al comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’ siano arrivate decine di richieste di chiarimenti sulla necessità o meno di votare la scheda sul nucleare contenuta nel plico ricevuto dal consolato in attesa della pubblicazione del nuovo quesito e che dal Viminale, nonostante le formali richieste inviate, non siano arrivati chiarimenti. Non vorremmo che nelle pieghe dell’incertezza si nascondesse una truffa a danno degli italiani e che magari, proprio sul voto degli italiani all’estero si giocasse la soglia del quorum”.

Ufficio stampa On. Realacci
TAG:  NUCLEARE  REFERENDUM  VOTO  ITALIANI ALL'ESTERO  INTERROGAZIONE PARLAMENTARE  CONSULTA  CORTE COSTITUZIONALE 

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