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contributo inviato da professional consumer il 6 giugno 2011

Per uscire dalle nebbie della crisi comincia a farsi strada la necessità di ripristinare la capacità di acquisto dei Consumatori.

Viene in mente che per farlo occorra redistribuire in altro modo la ricchezza che il meccanismo economico genera.

Al solo bisbigliarne la possibilità politici di sinistra divagano; quelli di destra nicchiano, quelli di centro.. boh!

Già, la politica, tutta fuoco e fiamme, parla d’altro mentre la crisi rigurgita crisi.

Bene, diamo un’occhiata: nel sistema economico i redditi vengono distribuiti in funzione del contributo fornito dagli agenti economici alla produzione del Valore.

Funziona pressappoco così: i Produttori producono ed incassano profitto, quelli che lavorano alla produzione percepiscono reddito; i Consumatori quel reddito lo spendono.

Quando sul mercato stazionano più merci di quelle che il reddito disponibile dei Consumatori consente di smaltire, quell’eccesso svaluta il valore di quella produzione, riduce il contributo dei Produttori, brucia ricchezza. Così si entra nella crisi.

Se invece i Consumatori dispongono di reddito adeguato a smaltire, viene restituito valore a quelle merci; quelle merci, ancorchè consumate, debbono essere ri-prodotte generando nuovo valore, nuovo lavoro e crescita economica: così si da’ una stoccata alla crisi.

Qui si mostra il pasticcio: nell’economia dei consumi questo straordinario contributo, fornito alla produzione del valore, non trova remunero.

Et voilà l’opportunità: riallocare le risorse economiche generate  per remunerare quest’esercizio del consumare buono a garantire la crescita.

Una scommessa che la politica, quando smetterà di parlar d’altro, dovrà giocare tuttodunfiato per andare oltre la crisi e chessò, magari, ritrovare pure credito di ruolo.

 

Mauro Artibani

Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE

Paoletti D’Isidori Capponi Editori

Marzo 2009

 

www.professionalconsumer.splinder.com

www.professioneconsumatore.org

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commento di magnagrecia inviato il 9 giugno 2011
Ecco in questo bell’articolo di Rosaria Amato la controprova che le tre leggi finanziarie di Berlusconi-Tremonti-Bossi sono state una vera macelleria sociale, con tagli micidiali della spesa sociale, i cui effetti peggiori si vedranno quando le Regioni e soprattutto i sindaci esauriranno le risorse residue.
A fronte di questo, i ricchissimi, i ricchi ed i più abbienti sono stati (quasi) completamente risparmiati, con l’aumento delle disuguaglianze!
Questo dovrebbe suscitare l’indignazione e la reazione della maggioranza del popolo. Invece, la più parte o ignora i dati o fa ammuina.
Forse se il ceto medio-alto sarà toccato dalla prossima, che si preannuncia cospicua, e colpirà necessariamente altre categorie ed altri capitoli di spesa, questa non subirà la sordina come è avvenuto per le precedenti. Speriamo che questo possa contribuire ad un risveglio completo e collettivo anche di quelli che se ne fregano o si dilettano a fare ammuina, proprio quell’ammuina che – come si vede - favorisce i ricchi.

CGIL
La crisi ha distrutto il welfare e i diritti "Società disgregata, disuguaglianze record"
Presentato nella sede del sindacato il "Rapporto sui diritti globali 2011". Spesa sociale tagliata del 78,7%, si aggravano povertà e vulnerabilità. "Servono quaranta miliardi di euro per abbattere la povertà"
dI ROSARIA AMATO

La crisi ha distrutto il welfare e i diritti ‘Società disgregata, disuguaglianze record’

commento di magnagrecia inviato il 7 giugno 2011
Il 90% della manovra correttiva 2010 (L. 122/2010), 24,9 mld per il biennio 2011-2012, è stata scaricato dal duo Tremonti-Sacconi sul ceto basso (inclusi i poveri) e parte del ceto medio, risparmiando quasi del tutto i più abbienti, e completamente i ricchi ed i ricchissimi.

Ugualmente con la legge di stabilità 2011.

Ora Tremonti sta preparando quella durissima di oltre 40 mld, per raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2014. Chi colpirà?
Io non sarei così sicuro che "Per uscire dalle nebbie della crisi comincia a farsi strada la necessità di ripristinare la capacità di acquisto dei Consumatori".
Almeno, non nella testa dello sleale, incompetente, puerile, dannoso ministro dell'Economia, Giulio tremonti.
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