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contributo inviato da Achille_Passoni il 3 giugno 2011


Prima di trasferirsi alla Banca Centrale Europea, Mario Draghi lascia un programma di otto punti per rilanciare l’economia, bacchettando chi è stato incapace di fare le riforme necessarie per far tornare a crescere il Paese. E’ una relazione estremamente lucida quella del Governatore, che ha ribadito con forza la necessità di tornare a una cultura della legalità, del rispetto delle regole e della subordinazione dell’interesse personale a quello di tutti. Un discorso “politico” che raffigura un Paese in declino, che però può e deve avere la forza di risollevarsi.

Mario Draghi ha indicato otto punti necessari per ridare slancio al Paese, a partire da una riforma della giustizia che sia veramente - e non a parole - indirizzata a ridurre i tempi della giustizia civile, ha parlato della necessità di implementare una seria riforma dell’istruzione che premi il merito nelle università, dell’allargamento della concorrenza al settore dei servizi, basata non su privatizzazioni selvagge ma su regole chiare per proteggere al meglio i cittadini.

E ancora: per tornare a crescere è necessario investire sulle infrastrutture, storico problema del nostro Paese, intervenire per ridurre la precarietà, ammodernare il sistema delle relazioni industriali, sostenere chi perde il lavoro e aiutarlo nella ricerca di un’altra occupazione, consentire alle donne italiane di accedere con più facilità nel mercato del lavoro trovando impieghi di qualità.

Sono tutti punti cruciali quelli che il Governatore della Banca d’Italia ha approfondito nella sua relazione, e che indicano chiaramente che il Paese è allo sbando. L’Italia è bloccata da una macchina amministrativa che funziona male, da una scarsa cultura della legalità, da una sempre maggiore difficoltà per i giovani di trovare un’occupazione adeguata alle aspettative. 

Eppure una strada per uscire da questa situazione c’è: è la strada delle riforme, del sostegno alla crescita, dell’allargamento dei diritti. E’ la strada che il Partito Democratico propone da tempo, è che il Governo non ha voluto e non è stato in grado di seguire. E i risultati di questa incapacità, purtroppo, sono ogni giorno di fronte ai nostri occhi.
TAG:  DRAGHI  CRESCITA  CRISI  RIFORME  BANCA D'ITALIA 

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commento di pietra64 inviato il 26 giugno 2011
L'ex Governatore della Banca d'Italia e oggi Presidente della Bce Mario Draghi non può indicare nessuna vera soluzione per la crescita di questo Paese.
Per il motivo che lui e tutti i parassiti capitalisti come lui, sono la causa di questa crisi!
L'unica soluzione è che il popolo dei lavoratori italiani prenda esempio e inizi a percorrere anche lui la strada che hanno intrapreso i lavoratori greci, arabi e non solo, che cominciano sempre di più a comprendere che solo attraverso le mobilitazioni si riuscirà a far pagare finalmente il conto ai padroni!
Bisogna espropriare la proprietà delle fabbriche e delle banche attraverso un programma di nazionalizzazioni che ridistribuisca il lavoro con il motto "lavorare tutti, lavorare meno" e che porti finalmente attraverso le lotte ad abbattere questo sistema criminale che si chiama capitalismo!

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