.
contributo inviato da verduccifrancesco il 1 giugno 2011

 

PAPA.jpg

 Il Papa, nell’udienza al dicastero per la nuova evangelizzazione denuncia il tentativo di marginalizzare il cristianesimo dalla vita pubblica .

DICE:  «La crisi che si sperimenta porta con sé i tratti dell’esclusione di Dio dalla vita delle persone, di una generalizzata indifferenza nei confronti della stessa fede cristiana, fino al tentativo di marginalizzarla dalla vita pubblica».

E ancora: «Nei decenni passati era ancora possibile ritrovare un generale senso cristiano che unificava il comune sentire di intere generazioni, cresciute all’ombra della fede che aveva plasmato la cultura. Oggi, purtroppo, si assiste al dramma della frammentarietà che non consente più di avere un riferimento unificante; inoltre, si verifica spesso il fenomeno di persone che desiderano appartenere alla Chiesa, ma sono fortemente plasmate da una visione della vita in contrasto con la fede».

Pur tralasciando i metodi usati dalla chiesa cattolica per creare quel “generale senso cristiano”, credo che il papa stia prendendo un granchio enorme. Ciò che sta avvenendo oggi non riguarda la società e la sua visione della vita in quanto ognuno è libero di professare le idee che ritiene più idonee al suo sviluppo, caso mai l’ineffabilità della fede stessa; in un mondo dove le parole e l’esperimento sono sempre più la chiave per esprimere e comprendere l’esistenza, è ovvio che la fede, basata sul mistero della creazione, non può più avere quell’attenzione degli uomini perché, la fede non spiega, con i fatti, ne la natura dell’uomo ne la sua origine. Spiegazione di cui l’uomo ha estremamente bisogno per giustificare la sua presenza, e il suo agire, nel mondo, essendo esso portato alla ricerca di se stesso.

Per questo la visione moderna della vita è in contrasto con la fede. Però ciò non implica che l’uomo non creda più in un dio, caso mai cerca una via diversa, più individuale, che lo identifichi, non più come “sovrano” della natura, ma come parte integrante della stessa. Per poter fare questo passaggio, ha bisogno di affrancarsi dalla religione – che non viene più identificata con dio ma sempre più con la volontà umana di potere – in quanto la ritiene un limite al suo evolversi verso qualcosa di superiore (spirituale?).

Le parole del papa, più che un richiamo alla fede, sembra un richiamo alla fedeltà verso l’organismo che pretende di rappresentare dio sulla terra. Quello che lascia perplessi è la contraddizione insita nelle sue parole: da una parte il richiamo alla fede, dall’altra il tentativo di emarginarla dalla vita pubblica, ovvero politica. Cosa questa che non rispecchia affatto il pensiero di Gesù che, come lui stesso disse “date a Cesare quel che è di Cesare e a dio quel che è di dio”, il cristiano dovrebbe separare la fede dalla vita pubblica. Ma come sappiamo, il clero ha sempre confuso le due cose. Per secoli (quasi duemila anni) ha sempre preteso di costituire nella società le basi del loro “paradiso” arrivando ha commettere ogni sorta di prevaricazione, anche fisica, su quanti non si adeguavano alla loro visione.

Per concludere, la frase di Gesù riportata, potrebbe essere interpretata come un esempio di laicismo, ovvero, il cristiano deve vivere nello stato rispettando le sue leggi e agendo in modo che ognuno possa agire in base al proprio credo religioso, filosofico o ideologico che sia.

TAG:  PAPA  CHIESA  FEDE  FEDELI  CRISTIANESIMO 

diffondi 

commenti a questo articolo 1
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
10 marzo 2009
attivita' nel PDnetwork