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contributo inviato da Claudia Castaldini il 31 maggio 2011

Anche oggi, nel solco della più totale inconsistenza della sua azione, il governo sceglie di non intervenire nella disputa tra Enel/Assoelettrica e Terna sulla questione dell'accumulazione e modulazione dell'energia elettrica, che in questi giorni ha raggiunto i toni dello scontro. Il Consiglio dei Ministri, riunito oggi per recepire il cosiddetto Terzo pacchetto energia dell'Unione Europea, ha rinviato il tema ad un parere futuro dell'Autorità per l'Energia.   La questione coinvolge in realtà, al di là dei cavilli normativi, alcuni aspetti centrali dello sviluppo del sistema energetico nel futuro prossimo. Se si intende procedere sulla strada della diffusione delle rinnovabili infatti, come è auspicabile, saranno necessari sistemi di accumulo e il trasferimento dell'energia dalle zone di produzione alle zone di consumo, che di solito non coincidono. Dunque è necessario adeguare la rete elettrica italiana alle nuove esigenze, che richiedono un sistema di produzione e trasmissione capace di fornire energia elettrica con la sicurezza della copertura delle necessità. Nel futuro, le smart grid, le reti intelligenti, consentiranno di ottimizzare la distribuzione dell'energia in relazione alla richiesta, e organizzeranno la rete in modo da ottenere un'alta penetrazione dell'energia prodotta da fonti intermittenti, quali le fonti rinnovabili.
Queste sono le priorità da affrontare, e non certamente l'incremento della capacità installata con centrali a carbone o con centrali nucleari. Di potenza in Italia infatti, ne abbiamo in abbondanza:  quasi il doppio (oltre 100 GW) della richiesta massima alla punta (sempre inferiore a 60 GW). Questo aspetto è stato rilevato anche da Fulvio Conti, a.d. di Enel, che ha ammesso (secondo quanto riportato da Gualerzi di Repubblica): “In Italia abbiamo fatto molti investimenti e c’è un eccesso di capacità disponibile per far fronte a ogni emergenza e c’è una forte crescita delle rinnovabili che con una migliore e più ampia tagliatura di rete si potrà portare a fruizione di tutti i consumatori. Quindi si facciano le reti quando sono necessarie perché c’è un’abbondanza di riserve e di capacità a disposizione su tutto il sistema”.  In questo quadro - che naturalmente non cambia quanto detto riguardo le nuove necessità legate alle rinnovabili - dovremo incrementare fortemente le fonti di energia rinnovabile stesse per raggiungere gli obiettivi dell'Unione Europea.    Dunque - e come è noto da tempo a coloro che si occupano di energia - non abbiamo alcun bisogno di nucleare, e non abbiamo alcun bisogno di centrali a carbone, contrariamente a quanto viene fatto credere da anni in quella che può definirsi come una delle maggiori opere di disinformazione mai condotte.

L'articolo di Valerio Gualerzi su Repubblica:
http://gualerzi.blogautore.repubblica.it/2011/05/31/terna-contro-enel-il-nodo-resta/

TAG:  ENERGIA  CARBONE  ENEL  NUCLEARE  ELETTRICITÀ  ENERGIA ELETTRICA  CENTRALI NUCLEARI  TERNA  CENTRALI A CARBONE  RETI INTELLIGENTI  SMART GRID 

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