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contributo inviato da Achille_Passoni il 27 maggio 2011


In base ai dati forniti dall'Irpet, l'export ai prezzi correnti per la Regione Toscana è cresciuto nel 2010 del 15,6%, un dato in parte condizionato, come altre ricerche avevano messo in luce, dall'escalation dei prezzi delle materie prime. Si tratta di una ripresa nominale, più che reale: certo, se ci si accontenta del bicchiere mezzo pieno si può valutare il risultato positivamente. Poi però, se la si proietta sulle dinamiche dell'attività produttiva, la ricerca non registra una crescita della produzione e dell'occupazione.

Dal rapporto emerge ad ogni modo che la Toscana dovrà rafforzare la sua presenza sui mercati più dinamici come quelli dei paesi del Bric, dove la regione presenta numeri inferiori alla media nazionale.A sostegno di questa tesi ci sono le confortanti stime dell'Istituto per il Commercio estero, che evidenziano nel biennio 2011 e 2012 una crescita della domanda mondiale di paesi emergenti dell’Asia, Medio Oriente e America Latina in settori dove la Toscana è forte, come la meccanica, la metallurgia e la moda. Buone aspettative anche per il mercato americano, mentre l'Europa dovrebbe rallentare.

Assieme al superamento del distretto per il modello di filiera inoltre, internazionalizzazione e tecnologia sembrano le due parole d'ordine per una crescita reale e non solo nominale dell’industria toscana. Occorre però un supporto pubblico per sostenere le attività di internazionalizzazione, soprattutto sui mercati lontani. Quindi sarà importante anche favorire l'aggregazione in filiere delle imprese toscane: dai distretti industriali occorre passare a sistemi più aperti, uscire dal localismo e diventare più globali. 

Per raggiungere questi obiettivi ambiziosi però servirebbe un Governo con una politica industriale chiara, ma tant’è!
TAG:  TOSCANA  IRPET  LAVORO  ECONOMIA  CRESCITA  SVILUPPO 

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