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contributo inviato da verduccifrancesco il 24 maggio 2011

Prima parte.

Dopo la batosta presa al referendum sul nucleare in Sardegna, il governo cerca di arginare "l'interferenza popolare" mettendo la fiducia al decreto Omnibus  dove è inserita la moratoria "temporanea" sulla costruzione delle centrali nucleari.

 

Come si sa, e per ammissione dello stesso premier, il decreto che blocca la costruzione delle centrali è stato inserito perché "Siamo assolutamente convinti che l'energia nucleare sia il futuro per tutto il mondo". "La gente era contraria, fare il referendum adesso avrebbe significato eliminare per sempre la scelta del nucleare".

 

Dunque, alla base dell'azione del governo c'è la paura del risultato, la consapevolezza che il popolo non vuole le centrali; e non tanto perché spinto da emozioni derivanti dall'incidente giapponese - i due milioni di firme sono state raccolte prima dell'incidente - ma per una piena consapevolezza che, oltre ad essere pericoloso, non risolve il problema energetico - passare dalla dipendenza del petrolio a quella dell'uranio non cambia nulla perché, oltre a non averne sul territorio nazionale, sono due fonti esauribili -  e che i soldi si possono usare meglio. Ad esempio per le rinnovabili ma anche per risolvere il problema delle centrali chiuse e quello delle scorie.

 

Inutile dire che l'azione del governo implica la negazione del diritto ad esprimersi entro un'istituzione costituzionale come il referendum, diritto che se "represso" implicherebbe anche la volontà di ridurre, o annullare, la volontà popolare - d'altronde, la stessa legge, ora bloccata, definisce bene questa volontà perché non tiene conto del voto sfavorevole dato nel referendum del 1987 dal popolo  -, ovvero, diventerebbe un colpo di mano del governo contro quanti vogliono avvalersi di questo diritto.

 

Far fronte a questo ennesimo attacco ai diritti costituzionali diventa, allora, un'azione primaria per quanti hanno a cuore, sia un ambiente pulito e vivibile, sia la possibilità,in futuro, di interferire con le decisioni dei governi.

TAG:  NUCLEARE  REFERENDUM  SCORIE  GOVERNO   

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