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contributo inviato da torquemada58 il 23 maggio 2011

Tumulto e fragore,  la battaglia sembra caotica ma non c’è disordine : le truppe che manovrano ordinatamente  non possono essere vinte.

Sun-Tzu, L’arte della guerra


Non è detto che quello che è chiaro per noi sia evidente anche per gli altri ed è per questo che è fondamentale spiegare bene le ragioni di una battaglia politica che come suo obbiettivo iniziale deve avere  le dimissioni del Presidente del Consiglio ma che deve guardare anche al futuro immediato del Paese attraverso una proposta in grado di modificare il quadro degli equilibri e una proposta programmatica con la quale dare un carattere positivo all’iniziativa politica. La partita decisiva deve essere giocata anzitutto sul fronte della chiarezza ovvero sulla capacità di spiegare in modo semplice le ragioni per le quali il Presidente del Consiglio deve dimettersi, questo è il punto di partenza della mobilitazione permanente.

 

1.       Perché SB si deve dimettere


Spezzare l’incantesimo del berlusconismo è diventato urgentissimo : non si tratta solo di rompere il groviglio di false promesse, rituali e credenze su cui è fondato questo credo pagano, l’aspetto critico è costituito dal fatto che il berlusconismo ha ormai raggiunto la sua configurazione estrema : la pornocrazia.

Per pornocrazia si deve intendere una forma di egemonia caratterizzata dall’onnipresenza dell’oscenità : quando è oscena l’ampiezza del potere politico, legislativo, economico e finanziario di cui dispone il dominus , quando è oscena l’estensione del conflitto di interessi di cui il dominus è portatore,  quando è oscena la virulenza dell’attacco che viene portato all’equilibrio dei poteri, quando è oscena la potenza mediatica che viene messa in campo, quando è oscena la dimensione della stupidità collettiva che sostiene il potere, quando è oscena la diffusione dei comportamenti borderline e criminogeni  alimentati dal dominus, quando è  oscena la protervia con quale il dominus stesso diffonde le sue menzogne, allora  il potere assume la forma di una pornocrazia.

Quando il potere assume la forma di una pornocrazia, il dominus è in grado di far leva sul potere esecutivo per manipolare a comodo suo il potere legislativo allo scopo di disarticolare il potere giudiziario e  ottenere per sé l'impunità. Non solo, nella pornocrazia la manipolazione dell'opinione pubblica con false promesse e menzogne plateali è all’ordine del giorno ma si può arrivare addirittura a manipolare una nuova maggioranza parlamentare non legittimata dal voto popolare per avallare una storiella fantasmagorica riguardante il caso di una prostituta minorenne fermata per furto ma fatta liberare per evitare una presunta crisi diplomatica.  

Quando il potere assume la forma di una pornocrazia e il dominus usa il potere politico per aggiustare le proprie pendenze con la Giustizia e per aumentare la dimensione e il peso dei propri interessi personali  mettendo in crisi tutto l’equilibrio dei poteri su cui si fonda l’assetto di un regime democratico, quando il dominus non è credibile, non è affidabile, non è idoneo, non è degno, non è capace, non c’è che una strada per opporsi alla deriva : la mobilitazione permanente.

Per fermare il dominus quello che conta è far capire alla maggioranza degli italiani che un «uomo malato» che frequenta minorenni, lenoni e spacciatori condannati non può fare il Presidente del Consiglio, un indagato per mafia non può fare il Presidente del Consiglio,  un collezionista di processi non può fare il Presidente del Consiglio, uno sbandato che mente spudoratamente - le storielle sulla «nipote di Mubarak», sulla «fidanzata», sulla «villa di Lampedusa», sul «patto scritto tra Fini e la Magistratura» sono solo alcune delle perle più recenti – non può fare il Presidente del Consiglio ma soprattutto il Paese non può essere guidato da chi spergiura sulla Costituzione. 


2.       La proposta politica


Se dunque è prioritario spiegare bene ai cittadini tutte le motivazioni che sottostanno alla richiesta di dimissioni del Presidente del Consiglio in modo da provocare una vera e propria crisi di rigetto nell’opinione pubblica, non è di minore importanza avanzare una proposta politica in grado di spostare l’asse degli equilibri politici e parlamentari e il consenso si può spostare quando si offre una prospettiva, quando si indica una strada per uscire dalla palude. Questo deve diventare un punto di snodo della mobilitazione permanente.

Come si è già detto in precedenza, SB teme fondamentalmente tre scenari  :

1. un nuovo governo di centro-destra  a guida Tremonti o Maroni
2. un governo tecnico-istituzionale senza politici
3. un Governo di Emergenza e di Unità Nazionale con le forze politiche disponibili

ma lo scenario che in assoluto teme di più è il secondo, una sorta di replica del Governo Ciampi , perché con un governo del genere l’attuale Presidente del Consiglio perderebbe inesorabilmente non solo il potere che gli viene dalla carica istituzionale ma anche lo status di intoccabile.


In tal senso una proposta idonea potrebbe essere quella di un "Governo del Presidente e della Costituzione" , un Governo formato da personalità di spicco e di alto profilo morale e culturale, senza il coinvolgimento diretto dei partiti politici ma con il sostegno esterno di tutte le forze parlamentari disposte a voltare pagina, che avrebbe appunto il compito di varare una serie di provvedimenti urgenti in tema di crisi economica, di avviare un programma di riforme condiviso dalle principali forze politiche e di preparare il terreno per una legislatura costituente.


3.      
La proposta programmatica

Ma chiedere con forza le dimissioni del Presidente del Consiglio ed avanzare una proposta politica in grado di normalizzare il quadro politico non può bastare, manca ancora il passaggio decisivo, quello che può rendere veramente efficace la mobilitazione permanente  : un ventaglio di proposte concrete per attaccare la crisi morale ed economica che attanaglia il Paese e farci uscire dall’incantesimo del berlusconismo. Quando milioni di individui, uomini e donne in carne ed ossa,  vogliono contare come cittadini e i più giovani  vogliono un’opportunità per realizzarsi  e soprattutto vogliono un futuro, solo un progetto politico complessivo e un arsenale di proposte concrete possono sviluppare una mobilitazione permanente in grado di incidere sul mondo come è adesso per farlo diventare come vorremmo che fosse. 

Una mobilitazione che al momento ha il carattere della spontaneità e della protesta episodica può diventare una mobilitazione permanente e una «rivoluzione etica» in grado di cambiare lo stato delle cose solo se riesce ad ancorare la sua azione a dei principi-guida solidi, lungo direttrici ben delineate  -  la giustizia sociale, la lotta al privilegio, la difesa degli svantaggiati, la centralità del lavoro, la "questione morale" come fulcro dell'etica pubblica e della convivenza civile, la tutela della salute e dell’ambiente, i diritti civili, la democrazia intesa come partecipazione e condivisione – e a sviluppare idee, progetti e proposte concrete in grado di attirare consenso e creare quello slancio verso il futuro di cui hanno bisogno le giovani generazioni.

Il profumo dei gelsomini ha annunciato una nuova primavera, il fremito dell'indignazione annuncia adesso un nuovo futuro.


(continua)
TAG:  CRISI  PD  INDIGNADOS  RIVOLUZIONE ETICA 

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