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contributo inviato da MarcoBorciani il 19 maggio 2011

Nell'analisi del voto che ho fatto l'altro giorno non ho menzionato il tema "grillini", ma apposta perchè era mia intenzione dedicare una riflessione ad hoc al tema.
Innanzitutto questo fenomeno non va ignorato affatto. Né tantomeno minimizzato. Ma va affrontato, per come la vedo io, con il piglio giusto e con le idee chiare.

Il fenomeno c'è tutto ed è in una fase crescente, straordinariamente positiva per loro.
Dopo il successo dello scorso anno alle Regionali, in cui ottennero il 7% in Emilia Romagna (col loro candidato che oggi è Consigliere Regionale) e in cui risultarono determinanti per la sconfitta della candidata Mercedes Bresso, ora portano a casa un 10% di consensi a Bologna e uno (o più?) Consiglieri Comunali.
Dal loro punto di vista il trend è straordinariamente positivo ed entusiastico. Come non compiacersene?

Il problema è per gli altri. Per tutti, ma un po' di più per il centrosinistra.
Perchè, checché ne dicano loro stessi, i valori di base e le linee politiche ideologiche non sono così distanti dalle "carte dei valori" dei partiti della sinistra italiana odierna, partendo dal Partito Democratico.
Giusto per citarne alcuni, i temi della legalità, della "onorabilità" dei candidati, delle energie rinnovabili, del contenimento della spesa politica, sono aspetti non secondari nelle battaglie politiche del centrosinistra. Non c'è nulla di nuovo nel loro teorizzare queste problematiche, niente di nuovo.
Poi, ad esempio, sbandierano con orgoglio (penso, ad esempio, all'intervista rilasciata lunedì a RaiNews dal Cons. Regionale dell'Emilia-Romagna Favia) le teoria del "prestito alla politica" dei loro candidati, dicendo che loro al massimo operano in ambito politico per 10 anni. Bene, bravi!
Hanno mai letto che nello Statuto del PD, redatto ben prima che loro cominciassero a scendere in campo con liste politiche nel Paese, è di prassi la candidatura per al massimo 2 mandati (da 5 anni)? Non mi sembra sia un'idea nuova....
In questo mi si potrà obiettare che, ad esempio alle ultime Politiche, si siano fatte delle eccezioni per consentire ad alcuni parlamentari di continuare il loro Servizio al Paese. Non lo nego. Ma c'è una ragione di fondo, altra cosa che i grillini dovrebbero considerare: una cosa seria e alta come la Politica non la si improvvisa. Non ci si presta alla Politica per 10 anni, venendo dal nulla e amministrando il Paese. Occorre che vi siano dei "senatori" della politica che guidino e istruiscano le giovani generazioni, in modo che il loro Servizio sia realmente utile per la cittadinanza. Come possono pensare su temi delicatissimi e fondamentali come l'Assistenza, la Scuola, l'Urbanistica, di amministrare città e paesi senza esserne minimamente istruiti? In quei settori non ci si improvvisa Amministratori se al proprio fianco non vi sono persone "navigate" e sufficientemente pratiche del caso...

Inoltre, detto francamente, l'espressione "prestati alla politica" è davvero brutta! La Politica è un Servizio! Non ci si presta a un servizio del genere: lo si fa per convinzione, per passione, per spirito di sacrificio al Bene Comune.

Questi aspetti credo vadano messi in luce, soprattutto dai nostri leader, perchè c'è il rischio che molti elettori, ripeto soprattutto del centrosinistra, vivano in un "limbo" di interpretazione di questo movimento e, una volta tentati, finiscano per votarli. E questo ci rovina. Occorre che Bersani, Vendola e altri, dicano chiaramente che quei voti sono nostri, che quei voti mettono in crisi noi e che il loro messaggio politico non si discosta dal nostro. Occorre mettere in guardia gli elettori più deboli e indecisi: un voto a loro è un voto dato per istinto, non per passione politica.

Questo valga anche a livello "internazionale". Lo dico perchè ho appreso ieri sera che la stampa spagnola alle prese con la dilagante protesta dei giovani contro la politica locale avrebbe additato nei grillini un modello di riferimento ed esempio per quella protesta. Finchè si idealizza il "Movimento 5 Stelle" come movimento popolare, di protesta e di ribellione, è ammissibile la cosa. Ma nel momento in cui questo movimento diventa un partito politico, entra nella macchina politica nazionale, comincia a sedere nelle poltrone cui concorre, ... , si è entrati in una dimensione meno di protesta e più di "partito costituito", qualcuno in più che si sfama nella Pubblica Amministrazione.
In Italia esistono vari movimenti di protesta, non costituiti in partiti: il "Popolo Viola", il movimento femminile dello scorso marzo, "Articolo 21", ... Questi sì, sono esempi di moti di "ribellione" a un sistema da migliorare e, in molte cose, da ricostruire. A loro sì che si deve guardare con attenzione e ammirazione, per accoglierne le istanze e rilanciare alcuni aspetti del nostro Paese.
Grillo e i suoi, ormai, si sono messi nell'agone politico: hanno perso la verve polemica iniziale e stanno diventando sempre più politici di ruolo, spesso impregnati, ecco il loro peggio, di un populismo facile e non-utile.

Riflettete gente, riflettete!

TAG:  GRILLO  BOLOGNA  FAVIA  POLITICA  SERVIZIO  CENTROSINISTRA  POPOLO VIOLA  DONNE  ARTICOLO21 
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http://Borcio.ilcannocchiale.it/post/2645147.html


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commento di MarcoBorciani inviato il 1 giugno 2011
A proposito di Grillo & co., vi invito a leggere questo commento di Massimo Gramellini sulla Stampa di oggi. A mio parere, splendido intervento:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41
commento di magnagrecia inviato il 22 maggio 2011
La scelta politica è sempre la conseguenza della struttura psicologica, frutto dei geni e, soprattutto, dell'educazione.
Questo ovviamente vale anche per i grillini. Basta leggere i loro commenti qui:
Quei voti a 5 stelle , per poterli assimilare sotto parecchi aspetti agli “ottusi” (= intelligentoni) di estrema sinistra ( Differenza tra ‘destri’ e ‘sinistri’ ), i quali – come dire? – seguono una logica… illogica, per cui è difficile se non impossibile trovare un terreno d’intesa e, com’è anche per Grillo (che però forse lo fa soprattutto – come rivelò la moglie quando egli si candidò a segretario del PD – per combattere la noia…) persino un terreno di dialogo.

Pertanto, come rilevò il politico pragmatico Sergio Chiamparino al tempo della sconfitta della Bresso in Piemonte, è inutile recriminare su di loro, occorre togliergli l’acqua in cui nuotano, facendo proprie le proposte migliori, tra cui la scomoda riduzione dei costi complessivi della politica<(b> (oltre a quelli della PA), sia per un fatto etico, sia per reperire risorse da utilizzare per finanziare l’indispensabile crescita economica e lo stato sociale universale.
Sul caso dei grillini, pertanto, è inutile invitare a riflettere (poi, quest'invito a riflettere di solito lo rivolgono i berlusconiani...), se si rimane all’interno della logica politica strettamente difensiva ed auto-conservativa. Occorre innovare: sia gli uomini che la mentalità.
commento di Parola Mia inviato il 22 maggio 2011
@Marco

Come hai corretamente segnalato a Bologna la proposta di riduzione l'ha presentata il M5stelle ed il PD ha fatto bene ad approvarla.

Che la base del PD sia in accordo con il M5stelle su questo punto è esattamente quello che penso anche io, sarebbe forse opportuno che il partito su questi temi si allinei con la sua base e sulla riduzione dei costi della politica prends l'iniziativa sia a livello nazionale che locale più che nadare a rimorchio di altri.

Io non mi lascio incantare da nessun facile messaggio, mi incantano i fatti e che il Movimento a 5 stelle ha fatto campagna grazie al volontariato dei suoi sotenitori senza ricorrere a soldi pubblici è encomiabile ed onestamente non vedo cosa abbia a che fare il compenso di un comico per una sua esibizione privata con questo.

Se vogliamo concentrarci in trovare contraddizioni e limiti nel M5stelle sicuramente ne troviamo molti cosi come fanno loro impietosamente col PD,
ma a chi conviene ?
commento di MarcoBorciani inviato il 22 maggio 2011
@Carmelo
Nei miei interventi sul blog troverai spesso riflessioni critiche verso il PD, proprio perchè, come te, credo che anche al nostro interno ci siano difetti da correggere e criticità da oltrepassare. Sulla capacità di dialogare dei nostri dirigenti potremmo dissertare a lungo, perchè temo sia una semplificazione eccessiva dei problemi che per anni ci hanno visti sconfitti alle urne.

@Parola Mia
I grillini, che scemi non sono, sanno bene che a sbandierare la riduzione dei costi della politica chiesta e ottenuta, ad esempio, in Consiglio Regionale a Bologna, ottengono l'attenzione di molti.
Ma dovrebbero sapere loro, e anche i nostri elettori, che esistono anche amministrazioni del PD (quella di cui ho fatto parte io fino allo scorso novembre) in cui si è optato per la riduzione degli stipendi agli Amministratori per dare un duplice segnale, e di contenimento dei costi delle PP.AA. e di contegno rispetto alla crisi economica di questi anni. Lo dico non a vanto personale, ma come notizia del fatto che non ci sono solo i grillini ad essere attenti a questo tema! Anzi!
E proprio in Consiglio Regionale a Bologna, la proposta del M5S è passata col pieno e convinto sostegno del PD, a riprova del fatto che questo tema sia fondamentale anche nelle linee politiche del centrosinistra.

Non lasciamoci incantare da questi facili messaggi, perchè è qui che loro hanno facile presa nel sentimento generale verso la politica. Ed è nel facile consenso a questi messaggi che trovano i propri voti.

Un elemento ancora, della contraddizione di questo gruppo.
Qualche anno fa, sul nascere di questo movimento, Grillo venne a Parma in Teatro per una serata, cui parteciparono alcuni miei amici. Mi venne riferito che per serate come quella Grillo chiedeva diverse decine di migliaia di Euro. Allora, un domanda mi viene spontanea: non è contraddittorio sventolare una campagna elettorale di 4000€ a Bologna, e chiedere 50/60000€ per una singola serata di "rif
commento di Parola Mia inviato il 22 maggio 2011
Movimento 5 Stelle:

ho letto il loro programma, le sezioni riguardanti ambiente, energie alternative, riciclaggio rifiuti, uso delle nuove tecnologie per ampliare sia i controlli sulle che la partecipazione dei cittadini alle scelte politiche, riduzione costi della politica, sono ben dettagliati e molte proposte (non tutte) sono condivisibili.
Su altri punti fondamentali quali ad esempio lavoro, giustizia, finanza pubblica,.. altri, il programma del M5stelle non va molto oltre enunciazioni di principio sufficientemente generiche e fumose da consentire a chiunque di essere in accordo (il che è sempre un brutto segno).

Programmi a parte ci sono i fatti:
1) Il M5stelle ha ottenuto risultati elettorali ottimi, quando non clamorosi, con pochissimi soldi e nel semitotale ostracismo dei media, unicamente grazie alla partecipazione attiva sul territorio dei suoi aderenti.
2) Hanno annunciato che rinunciavano ai rimborsi elettorali e lo hanno fatto.
(personalmente li avrei presi ed usati, in esempio, per lanciare un programma di microcredito a favore di giovani imprenditori, ma capisco che gestire soldi bene è assai più difficile che rifiutarli)
3) I loro eletti accettano l'autoriduzione degli stipendi (non so bene in che forma ne come vengono utilizzati i soldi)

Io ritengo questi siano fatti importanti e sono molto più sospettoso con chi li bolla come "demagogia" che con chi li ha concretati.

È indubbio che, specialmente in rete, non pochi sostenitori del M5stelle assumono attegiamenti pregiudiziali ed arroganti difficili da digerire, nonostante ciò ritengo che assumere in ripsota attegiamenti analoghi sia un errore e che i punti di contatto tra la base del M5stelle e del PD siano molti di più e molto più "pesanti" che non quelli di rottura.
commento di Parola Mia inviato il 22 maggio 2011
Aderisco al PD (pur non riuscendo ad iscrivermi) per una sola ragione:
riconosco nel suo statuto una solida base democratica che, in teoria, dovrebbe permettere a chiunque di far prevalere le propie idee ed anche proporre la propia persona (o persone che reputa degne) alla guida del partito.

Come gia segnalato dalla teoria alla pratica la distanza è spesso, putroppo, abissale, un esempio di tale abisso è la questione del limite dei mandati, mentre esempio contrario sono, dove hanno funzionato, le primarie.

Una volta deciso un limite di mandati (2, 3, o N che siano), lo si rispetta e basta, non si fanno eccezioni inventadosi scuse, scusate, risibili.
Non è il discorso sull'esperienza ad essere risibile ma il fatto che un "esperto" possa essere tale solo esercitando il potere, infatti il limite di mandati riguarda l'esercizio del potere non la partecipazione alla politica in quello spirito di disinteressato servizio che tutti magnificano.
Quindi, a chi ha esperienza è capacità indubbie nessuno impedisce di continuare a contribuire consigliando ed appoggiando chi lo sostituisce nell'incarico.
commento di magnagrecia inviato il 22 maggio 2011
1) Tra il dire (Statuto) ed il fare (autoconservazione ed autoreferenzialità del gruppo dirigente del PD) c’è - come si usa dire - di mezzo il mare. C’è molto lavoro da fare.

2) I politici non fanno parte in senso stretto della Pubblica Amministrazione.

3) Ballottaggi: il Movimento 5 stelle si affranca dalla leadership
Il Movimento 5 stelle si affranca dalla leadership

4) Assodato che il M5S sottrae - in parte piccola? - voti al PD e, poiché rifiuta di allearsi, mette a rischio il successo del Csx, il problema per il PD non è tanto o almeno soltanto quello di rimarcarne i difetti e le manchevolezze, ma di non andare al suo traino, e sottrargli i consensi facendo sue le istanze migliori.

5) Fatta salva la prudenza necessaria a scoprire troppo le carte prima delle elezioni su temi delicati, ora in seconda pagina c’è un mio contributo ( Due domande a Pierluigi Bersani ), nel quale ho ribadito le seguenti due domande:
1) Questo silenzio della sinistra sui costi della politica fa guadagnare o perdere voti? 2) Il PD prenderà l’iniziativa o andrà al traino del M5S?
commento di Anpo inviato il 22 maggio 2011
Il m5s è un fenomeno cotnraddittorio. Da un lato sono encomiabili e dovrebbero ispirare i partiti ed in primo luogo il Pd le loro idee sui costi della politica o sull'energia.

Dall'altro sembrano fare di tutto per non realizzare un programma (che oltre a contenere elementi di criticità, vedi l'abolizione del quorum e della authority) ancora trascura molti temi.

A Milano avrebbero potuto appoggiare Pisapia e ottenere qualche impegno da parte sua ma hanno scelto di non farlo nel nome della diversità e si dovranno accontentare di avere Calise in consiglio Comunale a fare non si sa bene cosa.

Peraltro mi pare che scelte di qesto tipo le faccia Grillo e che gi altri si limitino ad adeguarsi.
commento di nino55 inviato il 22 maggio 2011
Due rilievi importanti :
"tenere sotto controllo i rappresentanti eletti e farli tornare dai cittadini ogni sei mesi".
" vorremmo organizzare assemblee ,anche su internet, per lasciare decidere ai cittadini le voci di spesa"""
In tutto ciò trovate immaturità politica, oppure ha capito quali sarebbero le garanzie migliori per la nostra democrazia?
commento di nino55 inviato il 22 maggio 2011
Ecco ciò che dice Grillo al Fatto Quotidiano, sintetizzando :

Adesso, però, tocca anche a voi amministrare. Riuscirete a restare puri?
“Noi chiediamo due cose: che i candidati abbiano il certificato penale pulito e che abitino dove si candidano. È già una rivoluzione. Qualcuno lo perderemo per strada, entrerà anche qualche furbo. Ma stiamo attenti a chi si imbarca con noi, perché adesso tutti vogliono salire sul carro. Vedo gente che fa tripli salti mortali”.

Ma qual è il segreto per allontanare le tentazioni?
“Togliere i soldi dalla politica. Addio a paghe stratosferiche, bonus, viaggi gratis, doppi e tripli incarichi. La politica si fa per passione. E poi c’è il rapporto tra gli eletti e gli elettori: noi non lasciamo soli i nostri rappresentanti. Ma li teniamo anche sotto controllo: ogni sei mesi si ripresenteranno a chi li ha votati per farsi dare un voto. Una lettera di dimissioni in bianco, nessuno ha il posto garantito. Ancora: nei comuni vorremmo organizzare assemblee, anche su internet, per lasciare decidere ai cittadini le voci di spesa”.
commento di car me lo inviato il 20 maggio 2011
@ Marco
Le mie considerazioni prescindevano dalla maturità del movimento 5 stelle.
Anchio reputo il movimento, almeno lo vedo così come lo vedi tu, solo di rottura, non hanno una proposta di governo non hanno uomini per governare quella modernità di cui loro stessi parlano. E poi anchio non condivido assolutamente il "mandare tutti a casa" senza avere altro da prospettare e da promuovere e poi per fare cosa?
La cultura del governare non è come la cultura del conoscere e del sapere.
Molti uomini del PD hanno una buona cultura del governare, in primis il segretario Bersani, tutto gli si può contestare ma non quello di non aver un bagaglio tale da poter governare il paese. Detto questo rimane in piedi la base del mio ragionamento e cioè l'incapacità della nostra classe politica di parlare e dialogare con questi giovani, prendendola più alla larga, compresi quei movimenti di opinione che se pur formati da potenziali nostri elettori non si sono riconosciuti non tanto nel progetto politico del partito ma negli uomini, non tutti, che l'hanno rappresentato e che, sono convintissimo, non sono certo quegli uomini che intendi e fai riferimento tu.


commento di MarcoBorciani inviato il 20 maggio 2011
@car me lo
Capisco bene le tue considerazioni, e ammetto che in parte siano condivisibili.
Ma lo spirito della mia riflessione era proprio quello di stanare, in un certo senso, la reale matrice politico-ideologica dei grillini. Che fondamentalmente credo sia il senso anche del tuo intervento.
Però, c'è di più. O meglio, nel mio testo volevo andare anche più a fondo, cercando di smascherare dietro questo successo una sostanziale "immaturità politica" che, per come la vedo io, emerge in loro.
Per essere anche più esplicito, ho l'impressione, sia nelle loro interviste che in ciò che leggo/vedo su di loro, che fondamentalmente debbano ancora maturare sul piano politico. Mi sembra che il movimento di protesta che è all'origine del loro movimento non sia mai stato trasformato in proposta politica, in manifesto di idee e progetti. Mi sembra di cogliere solo una voglia di "disfare", non finalizzata a realizzare nulla che non sia un "sovvertimento" dell'esistente.
Certo la politica la si impara soprattutto facendola (parlo per esperienza personale diretta) e non avendone ancora avuto occasioni, forse devono ancora imparare. Ma bisogna essere capaci di dire qualcosa di più del semplice "andate a casa tutti!".
In fondo, nel mandare a casa tutti, non avranno mai qualcuno da cui imparare standogli al fianco, scrutandone le mosse e capendone gli intenti. Almeno, io, per quel poco di politica che ho praticato, mi sono mosso in questo modo e, non per vanto, ma qualcosina credo di averlo imparato.
Infine, non mi piace questa dichiarazione eterna di "non-schieramento". Avessero l'onestà intellettuale di dire da che parte stanno. Anche per capire noi, partiti costituiti, come dialogare con loro. Perchè il loro elettorato era nostro elettorato di sinistra, non dimentichiamolo o non facciamo finta di non saperlo ...
Spero di essere stato un po' più chiaro.
commento di car me lo inviato il 20 maggio 2011
Scusate ma la 2° postata inizia così:
....non condivido le sue ricette, non condivido le sue drastiche soluzioni, ma esiste perchè dall'altra parte c'è una classe dirigente immobile ferma incapace di dare risposte concrete sui temi da lui analizzati.
Purtroppo la soluzione di tutto questo, se si continua così, non è nelle mani e nella capacità di questa classe dirigente. Non tutta sia chiaro, diciamo una piccola minoranza, minoranza che conta o che fino adesso ha contato.
Che ne pensi?
commento di car me lo inviato il 20 maggio 2011
Continua:....non condivido le sue drastiche soluzioni, ma esiste perchè dall'altra parte c'è una classe dirigente immobile ferma incapace di dare risposte concrete sui temi da lui analizzati.
Purtroppo la soluzione di tutto questo, se si continua così, non è nelle mani e nella capacità di questa classe dirigente. Non tutta sia chiaro, diciamo una piccola minoranza, minoranza che conta o che fino adesso ha contato.
Che ne pensi?
commento di car me lo inviato il 20 maggio 2011
Caro Marco Borciani dovremmo riflettere un po meglio tutti quanti, ma dovrebbero soprattutto riflettere coloro i quali hanno avuto in questi ultimi anni la responsabilità di guida soprattutto nel PD. Vedi il senso della tua analisi è condivisibile punto per punto solo però che c'è tra questi un punto che non mi convince affatto ed è quello che secondo me sta alla base della disaffezione alla politica poi cavalcata dal populismo alla Grillo. Questo punto non è la persona capace di istruire alla politica, non è il leader ma è come si fa' la politica e cosa essa sia diventata. Il pensare che basti uno statuto per qualificare una forza politica, basti pensare che i giovani e/o i cittadini leggendo lo statuto si convincano delle tue buone intenzioni non è una buona analisi non ti porterà lontano.
Una forza politica, a maggior ragione che si identifica ad un siffatto statuto che rimane chiusa nel palazzo, tuttavia non riuscirà ad attirare a se le nuove generazioni; una forza politica incapace di lanciare messaggi a queste generazioni, incapace di leggere le loro dimostranze i loro bisogni, le loro istanze poi non si può lamentare che esista il grillismo. Il grillismo esiste perchè non siamo stati capaci di dialogare con questa generazione, non siamo stati capaci di dare più opportunità a questi giovani, loro sì capaci di leggere il futuro e di costruirsi una propria identità.
La sinistra deve, ma anche noi dobbiamo, smetterla di pensare che i problemi li creano gli altri, caro Marco, ogni tanto un po' di autocritica fa bene.
Lo statuto è lo statuto ma il politico è lui che deve rappresentare le istanze, lanciare le idee e se la politica si riduce soltanto a quella cosa che abbiamo tutti sotto gli occhi non ci si può lamentare degli altri.
Non ci dimentichiamo poi che i movimenti, forse non proprio quelli che tu accenni, sono stati ortiche per molti dirigenti del PD.
Grillo è un personaggio, un comico intelligente che riesce a fare analisi corrette, io non c
commento di grandmere inviato il 19 maggio 2011
Devo dire che rispetto chi vota per Grillo, ma che non ho nessuna stima di Grillo come politico, mentre lo ammiravo moltissimo quando faceva il suo vero mestiere che è quello del comico...
commento di arcmarc inviato il 19 maggio 2011
Naturalmente ognuno la pensa come vuole, ma io ho il massimo rispetto per i ragazzi del M5s e auguro loro di lavorare bene laddove gli elettori hanno ritenuto giusto offrire loro la possibilità di farlo.
Buon lavoro , ragazzi.
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8 febbraio 2008
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