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contributo inviato da verduccifrancesco il 18 maggio 2011
           

Dopo le critiche degli ambientalisti sul diritto di superficie, il ministro Tremonti afferma tranquillamente che "pittoresca l'attenzione per le spiagge:non me ne frega un tubo. Quello che importa sono i distretti turistici". 

 

Nella frase è racchiusa tutta la filosofia del centro destra riguardo al tipo di economia che, ormai da tempo, si sta delineando in Italia: l'affermazione del diritto privato anche sul pubblico ovvero, la privatizzazione di tutto e tutti.

Quello che colpisce maggiormente è la sfrontataggine, ma anche l'irriverenza nei confronti di coloro che non condividono, con cui si affermano i principi; "non me ne frega un tubo", vale a dire che ogni discussione è chiusa. Ogni rapporto, basato sul dibattito,  tra le parti è annullato.

 

Come nel miglior copione romanzesco, nel momento in cui si definisce il proprio ruolo di "comandante", tutti devono attenersi agli ordini. Tutti!!

 

Vien da pensare che gli attuali personaggi del centrodestra, invece di essere portatori di valori atti a gestire la cosa pubblica in modo equo - più nessuno chiede di eliminare il privato - valorizzando si, l'intervento privato, ma in una dimensione economica dove il pubblico, cioè la politica, cioè il popolo, mantiene un ruolo reale di controllo sugli interventi onde evitare inutili sprechi e danni all'ambiente, si fanno carico di interessi particolari in favore di singole categorie senza considerare l'impatto negativo qualora gli interventi vengano fatti senza coordinazione con altre realtà territoriali come la montagna che, in molti casi, si fonde con la costa.

Non tener conto di ciò implica che gli interventi nei distretti turistici, che il ministro nomina come essenziali per un concreto intervento, e che coinvolgono più tipologie di categorie, se non vengono coordinati tra loro, rischiano di produrre situazioni di estrema discordanza ambientale. Discordanza che, alla fine, si rifletterà negativamente sulla loro economia dato che molti siti turistici si avvalgono di diverse tipologie di ambienti.

 

È pur vero che le varie categorie tendono ad agire secondo i propri interessi, ma è proprio per questo che si rende necessario dare agli enti locali la possibilità di essere i garanti della cooperazione tra le diverse categorie e i diversi siti che, per loro natura, hanno problemi e interessi diversi. Cosa questa che viene propagandata dal federalismo leghista ma, che nella pratica, attraverso le leggi, la si nega in continuazione.

 

Per concludere, il privato, per sua natura, è portato ad agire in base al proprio tornaconto, ciò implica un minor interesse per l'ambiente qualora dovesse comportare costi maggiori o minori introiti. Ne consegue che, le spiagge, lasciate al privato, saranno valutate non in rapporto al territorio nella sua integrità, ma unicamente al guadagno del proprietario che vi opera.

TAG:  AMBIENTE  TREMONTI  SPIAGGE  TERRITORIO 

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