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contributo inviato da giancarloba il 18 maggio 2011

METTIAMOLA COSI'...... IO PRENDO 20MILA EURO AL MESE , NON SONO ALL'ALTEZZA DEL LAVORO CHE FACCIO ED ORA DEVO TAGLIARE IL POSTO DI LAVORO AL POPOLO CHE MI HA VOTATO! TANTO MI DIFENDE LA FORZA PUBBLICA......... DOMANDA? FINO A QUANDO?.........AMEN!

FONTE ANSA

Lavoro: scontri a Palermo, tre fermati

Tra forze ordine e lavoratori enti di formazione professionale

17 maggio, 22:34
 
Lavoro: scontri a Palermo, tre fermati (ANSA) - PALERMO, 17 MAG - Scontri tra forze dell'ordine e lavoratori di enti di formazione professionale, tra cui molte donne, a Palermo davanti Palazzo dei Normanni. Nella sede dell'Assemblea regionale siciliana, si discuteva un disegno di legge che prevede un fondo di garanzia a sostegno di possibili esuberi nel settore. Nei tafferugli una persona e' stata ferita e 3 manifestanti sono stati fermati. A fine seduta i lavoratori hanno inveito contro i parlamentari regionali protetti dagli agenti.

 
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commento di alby500 inviato il 19 maggio 2011
Nelle pause tra una dichiarazione ad effetto,tra un litigio e l'altro e tra una fumata di sigaro,il segretario e tutta la sua ghenga spendessero una parola a favore della partecipazione ai referendum e sulla necessità di votare SI a tutti e 4. Sono spaventati? Complici e interessati con loschi traffici con chi ha interessi per il nucleare e la privatizzazione dell'acqua. Pronunciandosi su quello per il legittimo impedimento temono di fare arrabbiare Berluconi? Forza dite qualcosa di sinistra,tirte fuori le palle.
commento di nino55 inviato il 19 maggio 2011
Premesso,che non voto per Grillo e continuerò a farlo solo per il PD, ma quel tipo di spreco che citavi è da tempo denunciato dal movimento 5 stelle.
Però,se queste cose ce li dice un certo Grillo "non è credibile" è un uomo di spettacolo và isolato.Cosa vogliamo fare quindi, come si suol dire stiamo con due piedi in una scarpa e facciamo finta di niente sul cattivo funzionamento degli apparati della P.A.?
Oppure ci diamo una mossa anche noi, rifacendo con priorità un elenco di sprechi individuati senza partito preso e farci sopra una vera battaglia ?
commento di magnagrecia inviato il 18 maggio 2011
Ciao, Cilloider, non so se l’hai già letto, ma ti suggerisco di dare un’occhiata all’articolo allegato di Valerio Selan.

Gli esempi potrebbero continuare. Chi segue Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera legge continuamente notizie che appaiono incredibili e che testimoniano di un fortissimo degrado del senso dello Stato nell’uso delle risorse pubbliche. Ma oltre a questo degrado morale vi è il costo che il ceto politico con i suoi annessi oggi rappresenta. Diverso è l’ammontare di questo costo secondo i parametri che si usano e dell’inclusione o meno di settori della Pubblica amministrazione. Si tratta di un costo comunque non inferiore agli 11/12 miliardi di euro stimati dalla Uil e che sale ad alcune decine di miliardi di euro secondo quanto affermato da Valerio Selan in un recente articolo (Dov’è la polpa per i tagli al bilancio Dov’è la polpa per i tagli ) pubblicato su E&L.

La riduzione di questi costi, quindi, potrebbe fornire una parte non piccola delle risorse necessarie a risanare il debito pubblico e contribuirebbe fortemente a risanare anche la nostra politica. Che cosa aspettano i partiti di sinistra a battere un colpo su questo punto?

commento di cilloider inviato il 18 maggio 2011
Ho letto tutto ...ma sono di fretta .....complimenti Magnagrecia...ottimo apprendimento.

Ciao
commento di magnagrecia inviato il 18 maggio 2011
Effettivamente, in tutto il documento di 92 pagg., tranne un accenno alla “razionalizzazione” del numero delle province ed ai piccoli comuni, non ci si dilunga troppo sulla riduzione dei costi della politica!

Ricavo dal documento del PD EUROPA. ITALIA. UN PROGETTO ALTERNATIVO PER LA CRESCITA

3.1 La riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni
Il settore pubblico in Italia è spesso percepito come una zavorra per i cittadini e le imprese. È una logica da ribaltare: una Pubblica Amministrazione al servizio dei cittadini è condizione di civiltà, di democrazia e di sviluppo. La PA dovrebbe essere la “spina dorsale” del Paese: un sistema in grado di dare opportunità alle persone (di spostarsi, di curarsi, avviare un’attività imprenditoriale, raggiungere i massimi gradi di istruzione indipendentemente dalla propria condizione sociale). Per raggiungere questo obiettivo la pubblica amministrazione deve essere ad un tempo snellita e resa più efficiente, cioè capace di erogare servizi superiori per qualità e quantità, valorizzando le risorse di cui dispone e orientandole al raggiungimento degli obiettivi collettivi, al servizio dei cittadini.
Il rapporto tra contenimento della spesa e obiettivi di efficienza è particolarmente delicato, e può determinare esiti contraddittori. I tagli trasversali della spesa delle pubbliche amministrazioni hanno finito col determinare il blocco di ogni istanza di riforma. La scelta di congelare gli stipendi dei dipendenti pubblici ha portato qualche beneficio immediato al bilancio, ma non ha aumentato in alcun modo l’efficienza.
(continua/1)
commento di magnagrecia inviato il 18 maggio 2011
(segue/2)
D'altra parte, il cambiamento delle PA non può che procedere in parallelo con un'azione di rinnovamento della politica. È compito della politica quello di progettare le politiche pubbliche e il percorsi per la loro attuazione, nel rispetto di criteri di rigore nel controllo della spesa, verifica della qualità e dei risultati, rispetto delle regole. I partiti devono sfatare con i fatti il luogo comune che li
considera la fonte dell’inefficienza delle PA e della loro deriva clientelare.
È dunque necessaria un'estesa azione riformatrice della macchina pubblica. Ciascuna amministrazione ha le sue peculiarità che vanno considerate in modo specifico. È tuttavia possibile individuare alcuni criteri e linee generali.

3.3 L'attuazione del federalismo
Snellire l'apparato dello Stato.
Nell'ambito dell'attuazione del Titolo V della Costituzione, lo Stato centrale, pur mantenendo la sua forza e autorevolezza, deve essere snellito attraverso una riorganizzazione, sul piano quantitativo e delle competenze. Proponiamo: il mantenimento degli uffici decentrati dei ministeri esclusivamente per le materie di competenza esclusiva dello Stato
centrale, istituendo gli Uffici Territoriali del Governo; l'immediata attuazione delle città metropolitane; una razionalizzazione del numero delle provincie; processi associativi per i piccoli comuni, con meccanismi partecipativi. Deve essere favorita la mobilità del personale delle amministrazioni, dall'amministrazione centrale agli enti territoriali.

Europa. Italia. Un progetto alternativo per la crescita
(Fine/2)
commento di magnagrecia inviato il 18 maggio 2011
La crisi economica ed occupazionale è e sarà dura e lunga (almeno 15 anni). Occorre finanziare l’indispensabile crescita e gli altrettanto indispensabili ammortizzatori sociali universali. Dove si prendono le risorse?

Nella lettera di PDnetwork ( Lettera PDnetwork ), le proposte riguardavano:
- Piano di sviluppo economico ed occupazionale;
- Reddito di cittadinanza universale;
- Riforma della legislazione sul lavoro precario, a favore dei precari, facendolo costare di più di quello stabile;
- Sgravio fiscale sul lavoro e sulle imprese;
- Piano di edilizia residenziale pubblica e popolare;
- Questione femminile, Rivoluzione culturale e Mezzogiorno (obiettivi strettamente intrecciati).

Prendendo i soldi, tra l’altro, da:
- taglio selezionato della spesa pubblica relativa all'apparato burocratico [Nota 13], per gli armamenti [14] e la politica [15].
- un maggior onere delle classi agiate:
• reintroduzione dell'ICI sulla prima casa di proprietà dei ricchi e degli abbienti [16];
• aumento della aliquota sulle rendite finanziarie (eventualmente, esclusi i BOT);
• imposta pluriennale di scopo sui ricchi ed i ricchissimi.
(continua/1)
commento di magnagrecia inviato il 18 maggio 2011
(segue/2)

Due domande a Pierluigi Bersani: Questo silenzio della sinistra sui costi della politica fa guadagnare o perdere voti? Il PD prenderà l’iniziativa o andrà al traino del M5S?

Sui costi della politica silenzio a sinistra
Dal Parlamento agli enti locali un fiume di denaro dei contribuenti mantiene – spesso lussuosamente – almeno un milione di persone. I confronti internazionali mostrano spese sideralmente più alte di qualsiasi altro paese comparabile e l’esame dei casi specifici rivela situazioni scandalose. Ma nei programmi della sinistra il problema viene ignorato
Maurizio Benetti

“(…). Se non sorprende che l’attuale governo non intraprenda azioni su questi versanti è invece sorprendente, per non dire deludente, che altrettanto faccia il Partito Democratico. Nel pur ponderoso documento “Europa. Italia. Un progetto alternativo per la crescita” non vi è nessun cenno a questi problemi (…)”.

Sui costi della politica silenzio a sinistra
(Fine/2)
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15 febbraio 2008
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