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contributo inviato da Idolo il 12 maggio 2011

Volete la vita comoda? Nooooooo"! gridava la piazza disciplintamente inquadrata. Volete la guerra? Siiiiiiiii urlava la folla per dovere di servizio. Era stata portata lì apposta per urlare, oceanicamente. Poi la guerra venne,quella vera, le folle oceaniche, si rifugiarono sotto terra e negli scantinati per difendersi dalle bombe, il pane divenne raro e scomparve non solo la vita comoda, ma la vita semplicemente in nome della morte.L'ultima esibizioone del nostro evocava esattamente quella memoria storica. La sceneggiatura era assai più modesta. Mussolini il piccolo non ha  una finestra del palazzo Venezia. Si contenta di un luogo piuttosto ristretto e rassicurante. L'eroe milanse del giorno teme le statuette, non si sa mai. Che pena quel giornalista strattonato, ristretto contro un muro dai suoi scagnozzi solo perché faceva il suo mestiere.Ma era uno del Fatto Quotidiano, un nemico. Vuoi mettere? Meritava ben altra lezine.Ma la scena era monca. Oltre gli spintoni, i trascinamenti di peso, mancava la rituale boccetta di olio di ricino. Registava il dissenso ,un infiltrato che urlava, un venduto, uno che tutte le mattine davanti al tribunale dice cose che non piacciono al reuccio milanese e merita una lezione e gliela daremo e come, dietro le quinte, con discrezione. Intanto Mussolini il piccolo, a braccia larghe dietro il pulpito grida: Volete la sinistra al potere? Nooooo! Volete i giudici politicizzati?: Nooooooo! Volete me, soltanto me? Siiiiii e tante allre cazzate..Il Ministro che ha definito l'attore un guitto non s'accorge che lui stesso obbedisce agli ordini di un guitto? Intanto la Sardegna minaccia di voltarla alla tunisina. Aveva un buon presidente, spigoloso, ma serio, si ritrova ora un amico degli amci che deve averne fatte di tutti i colori se i sardi sono così imbufaliti. Anche lì andò lui a tirrargli la volata e i risultati sono lì che parlano con assai maggiore evidenza delle sue parole. Dove passo io non cresce più l'erba, sembra dire cone di Attila e gli Unni. Quella a cui sta tirando la voltta ora, appena ieri ci ha detto quanto vale con un linguaggio assai più convincente di qualsisai altro gesto. Ha tentato di infangare l'avverssario con un'accusa calunniosa ed infamante per distruggerne la credibilità  senza appello in piena campagna elettorle.Mi auguro che i giudici cui il calunniato si è rivolto le diano una sonora legnata che non sarà mai abbastanza sonora per quel che vale..

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