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contributo inviato da grandmere il 11 maggio 2011

E' troppo tempo che sono fuori dalla scuola per poter giudicare con conoscenza di causa, ma non riesco a capire l' ostilità con cui pare siano stati accolti i test Invalsi. , così almeno pare di capire dall' articolo che si trova qui:

http://www.repubblica.it/scuola/2011/05/10/news/test_invalsi_polemiche-16056222/?ref=HREC1-11

La scuola è stata molto maltrattata da questo governo , è indubbio; l' idea però di proporre delle prove uguali a livello nazionale per ogni grado dell' istruzione non mi pare una cattiva idea. perchè potrebbero consentire di verificare l' aderenza o meno dell' attività didattica svolta agli obiettivi fissati dai programmi scolastici nazionali.

Potrebbe essere un' occasione per trovare gli stimoli a rinnovare, ove ce ne fosse bisogno, , metodi di insegnamento e contenuti.

Mi è già capitato di raccontare come durante la mia vita di insegnante capitasse spesso di accogliere bimbi provenienti da altre regioni e constatare che la preparazione di quello scolaro non era adeguata alla classe in cui era inserito, ma non per lacune imputabili alle sue capacità o al suo impegno, bensì al programma non svolto dai suoi docenti e questo  mi ha sempre indignato: ogni bambino, in qualunque regione risieda, ha diritto a tenere il passo coi suoi coetanei. Mi si dirà che in certe regioni già l' andare a scuola è un atto eroico sia da parte degli alunni che da parte degl' insegnanti, ma credo che qualunque situazione possa essere suscettibile di miglioramenti e questi test  (ovviamente se ben calibrati) potrebbero rappresentare un valido stimolo

TAG:  SCUOLA  TEST  OSTILITÀ  OCCASIONE  STIMOLO. 
Leggi questo post nel blog dell'autore eldas
http://eldas.ilcannocchiale.it/post/2640798.html


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commenti a questo articolo 12
commento di seamusbl inviato il 15 maggio 2011
Instead of promoting innovation, creativity and imagination, the current obsession with raising test scores discourages these things. Students are learning to pick the right answer and being penalized for thinking differently. Subjects that spark students’ imagination, like the arts, are being squeezed out of the school week. And some districts plan to develop standardized tests for all subjects, which are guaranteed to do damage to students’ ability to think creatively.

All this in the name of beating other nations on scores—which has little bearing on our success as a nation.

Yes, our schools need to improve. But they should pursue proven strategies, under which schools, families and communities work together to make sure that children arrive in school ready to learn. Our schools need experienced teachers and a curriculum with more time for in-depth study of history, science, civics and other subjects that prepare students for the duties of citizenship. After all, that’s the primary purpose of public education: to sustain our democracy.

Diane Ravitch is the author of "The Death and Life of the Great American School System: How Testing and Choice Are Undermining Education."
commento di magnagrecia inviato il 15 maggio 2011
Trovo questa lettera ridicola, indovinate perché. Anzi ve lo dico: è come accusare il termometro perché misura la febbre. Bisogna curare la febbre, non rompere il termometro.

LA LETTERA
Noi genitori contro la scuola che non va
LetteraBO

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/05/14/news/noi_genitori_contro_la_scuola_che_non_va-16224074/
commento di magnagrecia inviato il 15 maggio 2011
D'accordo, nulla è perfetto, ma che senso ha tutto questo bla bla bla? L’Italia ormai fa parte della UE, ogni Paese è autonomo ed ha le sue regole, ma in quasi tutti (ed in alcuni da parecchi anni) ci sono le prove di valutazione per monitorare gli istituti e/o il sistema educativo a fini di confronto e miglioramento. Gli insegnanti bravi dovrebbero pretenderle. Dovremmo piantarla finalmente con la mentalità tipicamente democristiana, meridionale e mammona, guarda caso omogenea con quella degli intelligentoni di estrema sinistra (COBAS) refrattari all'autorità ed alle regole, che rifiuta la valutazione, il giudizio, il merito!

Prove nazionali di valutazione degli alunni in Europa: obiettivi,
organizzazione e uso dei risultati
TestEuropa

http://eacea.ec.europa.eu/education/eurydice/documents/thematic_reports/109IT.pdf

Chi ha paura di dare un voto ai professori?
http://www.pietroichino.it/?p=13233

PD, sulla scuola prendi esempio da Obama
http://www.pietroichino.it/?p=13744

Valutazione e misurazione nella scuola: facciamo come in GB
http://www.pietroichino.it/?p=290
commento di seamusbl inviato il 14 maggio 2011
Sono piuttosto scettico sull'applicazione dei test, che possono provocare molte piu' distorsioni che benefici.
In ambito matematico indubbiamente hanno una qualche valenza, e forse per verificare alcune conoscenze grammaticali. (Ma gli usi linguistici sono assai piu' complessi).
La scuola "moderna" e' nata inizialmente per indottrinare i sudditi, abituarli all'obbedienza e trasmettere conoscenze utili per il lavoro. (La classe dominante per altre vie si garantiva l'esclusivita' di certe professioni e ruoli).
Se con la scuola di massa anche una mediocre come la Gelmini (per fare un nome) si e' laureata significa che la laurea e' alla portata di tutti, che il differenziale e' rappresentato prevalentemente dal reddito e dalla famiglia.
Oggi con le nuove tecnologie l'apprendimento potrebbe essere molto diverso, sospetta e' invece una certa discussione sulla scuola, siccome si va verso una riduzione delle aspettative e una maggiore poverta' diffusa, e' probabile che tanta propaganda serva solo a tutelare caste e privilegiati e frenare l'accesso all'itruzione superiore, per non avere concorrenza. La concorrenza viene esaltata solo tra poveracci che poi vengono anche incolpati di non avere studiato abbastanza, una farsa.
I propositori dei test e compagnia bella IMHO sono solo dei somari e/o abili distrattori. Purtroppo il PD non ha una sua grammatica e al massimo va a rimorchio, cosa che la maggioranza degli elettori capisce. La cultura popolare italiana e' ancora superiore a tante altre e fa la differenza.
commento di car me lo inviato il 14 maggio 2011
Io li applicherei solo come semplici attività di formazione e specializzazione.
Eviterei l'ambito del giudizio e di validazione di una scuola anzichè un'altra perchè, come dice Cristina con la quale sono d'accordo, la nostra scuola è strutturata attraverso ambiti culturali e pedagogici del tutto particolari e diversificati.
La nostra stratificazione culturale impregnata dalla sapienza derivata dalla nostra storia culturale, artistica, scentifica e tecnologica non può essere sintetizzata limitata e valutata attraverso test che se pur validi sono e rimangono domande fredde, asciutte dove il tempo è padrone e non il pensiero la parola il confronto. Chissà il povero Fermi cosa sarebbe diventato. Magari uno dei tanti che rispondeva a non tutte le domande e che per colpa della sua incapacità a confrontarsi con il tempo si sarebbe sentito pure responsabile del suo pessimo contribuito da studente al declassamento della sua scuola.
La scuola ha infiniti problemi. Grossi problemi che già la declassano di suo e che sono quelli strutturali, economici, organizzativi e di collegamento con la vera e primaria finalità che la stessa scuola doveva avere e che non ha, la capacità di collegarsi con il mondo esterno con il mondo del lavoro, della cultura, delle arti e dei mestieri. Abbiamo un Ministero chiuso non aperto alle istanze che arrivano dall'esterno e dalla modernità e che per questo si rifugia in cose che forse potevano essere gestite meglio e non in modo così schematico.
La scuola pubblica è in seria difficoltà non la si vuole fare crescere, a scapito di altro, è diventata per il governo un peso, visto i tagli e la mancanza degli investimenti. Allora ben vengano le valutazioni attraverso le prove invalsi se servono a migliorare ma prima di valutare attraverso i test dovrebbe il Ministero valutare il proprio comportamento e la propria capacità gestoniale e propulsiva che come tutti sanno è uguale a zero.

commento di grandmere inviato il 13 maggio 2011
Grazie, Cristina!
commento di cristinasemino inviato il 13 maggio 2011
Le vostre sono tutte considerazioni sensate e condivisibili.
L'insegnante può essere di entrambi i generi, ma se non ama "appassionatamente" il suo lavoro, lo svolgerà comunque male. Stare con i ragazzi è spesso molto difficile, necessita di continue autocritiche che non tutti gli insegnanti sono disposti a fare, di ore e ore "perse" in correzioni e preparazioni, mai retribuite. Per non parlare poi del fatto che ormai l'insegnante supplisce spesso al ruolo di assistente sociale senza esserlo e averne le competenze. Se le fa con la sua esperienza, dopo anni e anni.
Il problema non è nei test, che lasciano il tempo che trovano comunque, ma nell'uso che poi se ne vuol fare. E' ridicolo pensare di capire da essi se una scuola è valida o no. La scuola lavora in ambiti culturali e sociali talmente diversi anche in una stessa città che i risultati che si ottengono non possono essere estrapolati a livello generale.
Sono tuttavia utili, perchè insegnano ai giovani a confrontarsi con prove cui nelle vita dovranno sottoporsi quotidianamente.
Mamme e insegnanti che li difendono troppo? Certamente sì, anche se andrebbe considerato ogni caso, come caso a sè stante.
commento di magnagrecia inviato il 13 maggio 2011
Che bel modo di ragionare hai, Grandmere. Non è utile? E’ OT? Forse tu avrai altri mille impegni, ma qui la discussione langue, in questo network moribondo; ed allargare il discorso alle cause dei problemi non mi sembra affatto un esercizio inutile, anzi. Ma occorrerebbe averne la volontà, e questo, al di là di te e dei tuoi distinguo, sembra impossibile oggi in Italia, soprattutto alle donne, che sanno quasi solo lamentarsi.
Per quanto riguarda il dominio dei posti di comando da parte dei maschi, non voglio ripetere ora cose che ho scritto qui più volte; mi limito a farti presente che: a) numericamente siete in maggioranza; b) la cultura (l’educazione) la fanno soprattutto le donne, che dominano nell’ambito domestico ed ora anche in quello scolastico.
commento di grandmere inviato il 12 maggio 2011
Scusa, Magnagrecia, ma io ho voluto solo dire che il post riguardava la validità o meno dei test di verifica e che quindi non era utile ampliare troppo il discorso... tutto qui.. solo una semplice regola di comportamento che dovrebbe valere nel forum : ci si attiene all' argomento di discussione.
Ricordati però che nei posti di comando qui in Italia ci sono gli uomini...
commento di magnagrecia inviato il 12 maggio 2011
Avendo avuto nella mia prima infanzia “amiche” e non “amici”, ho vissuto per decenni, fino al 1999, con un pregiudizio positivo verso le donne. Se potevo, sceglievo il medico, l’avvocato, l’insegnante, ecc. donna perché mi fidavo di più. Poi ho cambiato idea, nel senso che, in base all’esperienza, essendosi esaurito l’effetto distorcente del pregiudizio positivo, mi sono reso conto che la donna (ed essendo meridionale e vivendo al Sud mi riferisco alla donna meridionale) per tanti aspetti non è la soluzione, ma il problema. Ho cercato di indagarne le cause e sono arrivato alla conclusione che è l’effetto dell’educazione in famiglia (in senso lato), che per le femmine è più severa, più repressiva, e la repressione si dispiega per prima e/o principalmente nella sfera sessuale.

Detto questo, ne derivano, almeno per me, come logico corollario:
1) l’ovvia considerazione che c‘è differenza (per fortuna), ma in un contesto - positivo - di complementarità tra i generi;
2) per nessuno, uomo o donna, neanche per un genio, esistono tutti e solo punti di forza, ma la coesistenza di punti di forza e punti di debolezza;
3) un’adeguata educazione(basata su molto amore e poche regole buone) può modificare sostanzialmente l’output, sia per i singoli individui (maschi o femmine), accrescendone le qualità intellettuali (QI) e morali (autostima), sia per i popoli.
(1/continua)
commento di magnagrecia inviato il 12 maggio 2011
(2/segue)
Per cui, non per pregiudizio, Grandmere, ma per motivazioni razionali, mi permetto di dirti con franchezza che finché si ragionerà e si scriverà, come fai tu:

“A questo punto il discorso si amplierebbe troppo e investirebbe la preparazione degl'insegnanti e il metodo di selezione e non si finirebbe più”

oltre a confermarmi nell’idea che mi sono dovuto purtroppo fare sulla responsabilità delle donne circa l’andazzo delle cose italiane, non avremo molte speranze e possibilità che le cose cambino in meglio. (Fine/2)
commento di grandmere inviato il 12 maggio 2011
A questu punto il discorso si amplierebbe troppo e investirebbe la preparazione degl' insegnanti e il metodo di selezione e non si finirebbe più... Ciao!
commento di magnagrecia inviato il 12 maggio 2011
Sono d'accordo, Grandmere. Ma il risultato è quello sotto i nostri occhi, che anche tu lamenti: non vogliono i test di valutazione. Solo che in Italia è proibito parlar male delle mamme. Sia insegnanti, sia madri degli alunni, che spesso - dovresti saperlo - sono in guerra tra loro. Almeno le insegnanti un po' più severe e le mamme difenditrici ad oltranza dei figli-alunni-mammoni. Con grave danno per la qualità dell'insegnamento, se è vero, come dice il maestro Marco Rossi Doria, che l'insegnamento è 50% didattica e 50% alleanza insegnante-genitori. Ciao!
commento di grandmere inviato il 11 maggio 2011
Scusa, ma non sono d' accordo coll' addossare alle donne la responsabilità dell' andazzo del nostro popolo; almeno devi riconoscere che se le donne prevalgono in campo educativo in famiglia è perchè gli uomini si dichiarano spesso contumaci e se imperversano nella scuola è perchè gli uomini rifuggono quell' ambiente di lavoro perchè mal pagato e troppo impegnativo (forse)
commento di magnagrecia inviato il 11 maggio 2011
Io ho lavorato per 25 anni nell’ambito del controllo economico di una grossa impresa, con capitale a maggioranza pubblico. Poiché era ricca e guadagnava molto e vi comandavano al suo interno quelli della produzione, che dovevano essere i controllati, il controllo era molto lasco, edulcorato. Poiché allora ero molto stupido, io invece lo esercitavo con imparzialità, rigore e severità. Mal me ne incolse.
Ho fatto questa premessa per dire che conosco bene il problema. Nessuno ama il controllo; in Italia è particolarmente mal sopportato.
Ma la valutazione ed il controllo dei risultati sono consustanziali alla valutazione del merito. In Italia, si fa fatica ad affermare questo principio. per ragioni storiche e culturali. Ripeto: il nostro è un popolo antico, cinico e mammone.
(continua/1)
commento di magnagrecia inviato il 11 maggio 2011
(segue/2)
I soggetti principali, checché se ne dica, che hanno agito e continuano ad agire in profondità e ne costituiscono il sostrato culturale più autentico - e conservatore - sono, da una parte, mamma-Chiesa - oscurantismo, nepotismo, controriforma, anti-giansenismo (non è l’uomo che si deve elevare per meritare la grazia, operando bene, ma il contrario) e, dall’altra, la donna-mamma, soggetto dominante nella sfera privata. In Italia, soprattutto al Sud, vige il matriarcato. Ora la donna ha preso in mano anche le redini della scuola.
Poi ci si meraviglia che il mammone Silvio Berlusconi sia refrattario alle regole ed ai controlli…
La soluzione è nell’educazione, prima in famiglia (in senso lato) e poi a scuola, che devono svolgerla tenendo insieme la dimensione affettiva (amore) con la dimensione etico-normativa (regole) : la sola educazione positiva, completa e che costituisce un fattore protettivo enorme; la sola capace di formare individui forti ed equilibrati, e non soggetti deboli e con l’idiosincrasia alle valutazioni ed ai controlli. (Fine/2)
commento di grandmere inviato il 11 maggio 2011
Hai ragione, Magnagrecia: la presenza massiccia delle donne influisce non tanto sul livello e sulla qualità dell' istruzione e della formazione educativa, quanto direi sul livello retributivo. Infatti le donne in genere possono contare sullo stipendio di un marito e i pochi uomini in genere svolgono un doppio lavoro... questo smorza la voglia di lotta per adeguare gli stipendi. Quando ancora insegnavo, nel mio circolo già si preparavano prove comuni classe per classe per testare il livello di preparazione raggiunto e si confrontavano i risultati. Se invece di farlo a livello di dircolo si fa a livello nazionale non vedo che gran guaio possa scaturirne... certo i test devono essere ben formulati e devono tendere unicamente a rilevare la preparazione in aree specifiche. Ciao!
commento di magnagrecia inviato il 11 maggio 2011
Discussione interessante. Come sapete, il problema dell’educazione (di cui la scuola è una componente importante, ma che viene dopo la famiglia) mi appassiona. Tempo fa ce ne è stata una analoga tra me e Cristina1950 nel “3d”
“Questa persona non può essere ministro della Pubblica Istruzione”
http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2609200
Ne riporto qualche mio commento (come si vede, il rifiuto degli insegnanti, appoggiati dagli intelligentoni dei Cobas, era preannunciato):

Il problema della scuola italiana preesiste e quindi prescinde sia da Berlusconi sia dalla Gelmini.
Ci sono troppe donne nella scuola; e la debordante presenza femminile non è ininfluente sia sulla qualità dell’educazione, sia sul livello retributivo.

Che “nessuno sia contro il merito” è una grande balla. In generale in Italia, Paese culturalmente cinico mammone e a-meritocratico (cfr. il mio lungo commento in “Le mimose che diamo all’Italia…” http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2607567,
ed anche per quanto concerne la scuola:

Gli insegnanti rifiutano l’autovalutazione, e i premi, della Gelmini
http://francescorocchi.splinder.com/post/23831288/gli-insegnanti-rifiutano-lautovalutazione-e-i-premi-della-gelmini-teachers-reject-gelminis-selfevaluation-system

e la Pubblica Amministrazione in generale […].
commento di grandmere inviato il 11 maggio 2011
Guarda, cilloider, per quel che ne so nella scuola privata , in molti casi il personale docente è anche più vessato e mal pagato che in quella pubblica, e poi questo non toglie che i test siano una cosa a mio avviso utile. Io li utilizzavo ai miei tempi per controllare velocemente il livello di preparazione dei miei scolari, già a partire dalla 3^ elementare e diventavano un' occasione anche divertente....
commento di cilloider inviato il 11 maggio 2011
Grandmere dicendo queste cose mi fai sentire vecchio!

15 anni fa chi veniva ripetutamente bocciato ad un Liceo classico statale, piuttosto che scientifico, la famiglia borghese lo mandava alla "privata" sapendo che occhi diversi ...diciamo...:) lo avrebbero valutato.

Si la scuola pubblica statale ERA di gran lunga più selettiva di una scuola privata.

Ora siamo in un'epoca diversa, la precariarizzazione del corpo docente non ha solo dei riflessi sociali e lavorativi, ma anche didattici, inutile nasconderlo!
La scuola pubblica italiana, se prima era l'Alma Mater di ogni valido professionista che riusciva ad imporsi ed essere apprezzato all'estero, ora non è più quella fucina di formas mentis.
Ci sono bimbi che finita la scuola elementare, non hanno ancora acquisito gli "strumenti culturali" per affrontare un programma di 1a media.
Che dire poi della scuola superiore?
E dell'Università?
E dell'integrazione con l'handicap?
Insomma la curva discendente è stata ripida....a mio avviso ripidissima.
Con questo NON ACCUSO...chi ora di TASCA PROPRIA, prende materiali per la scuola materna o elementare che sia....
Ma anche questo atteggiamento è il "segno dei tempi".
Osce-pisa parla chiaro: insegnanti demotivati, senza valutazione, studenti pigri e poco stimolati, grandi differenze tra nord e sud, sia nella scuola primaria che secondaria, il tutto generalmente al di sotto della media osce.
Punto.....questa è la realtà!
Politicamente bisognerebbe solamente farsene una ragione e assumersi delle responsabilità.
commento di grandmere inviato il 11 maggio 2011
Io mi permetto di dissentire: qui da noi le scuole statali hanno un livello ben più alto della gran parte delle scuole private, frequentate a livello medie superiori e inferiori soprattutto da chi viene espulso dalle statali, almeno fino a poco tempo fa.... E se il test rispecchia gli obiettivi dei programmi nazionali, non vedo come ci si possa scagliare contro i test; non è il test che mi obbliga a raggiungere certi obiettivi , è il programma ... Se poi si bvuiole buttare il discorso in "politica" allora capisco che tutta la scuola pubblica ha motivi di ostilità verso il governo e il ministero, ma ciò nulla toglie all' occasione di verifica rappresentata dai test. Ciao, cilloider! Grazie della tua attenzione!
commento di cilloider inviato il 11 maggio 2011
I test agli italiani non piacciono, mentre da altre parti vengono idolatrati e strumentalizzati.

Il problema è la parola "meritocrazia" , che sta assumendo sempre più i connotati di un giustificato neo-fascismo, dove lo studente privato è assai più avvantaggiato.

Il test diventa quindi formalmente una scusa per declassare una scuola italiana non esente da problematiche enormi che vanno dalla didattica alla frequenza passando per la mancanza di adempiere gli obiettivi programmatici.

Un test ...non è un male in se, anche se questo viene profondamente criticato per eccessiva puntualità : ovvero se sbaglio la data di unificazione dell'Italia, significa che non so nulla su Garibaldi.
Ma è la connotazione politica e sociale nella quale viene svolto questo test, a demonizzarlo.
Se lo studente più svogliato e scarso mette in dubbio che il professore non ha a cuore la sua materia, allora il problema si sposta automaticamente sul professore.
identicamente se il personale docente/studente ritiene che questo governo non ha a cuore l'istruzione pubblica, anzi ne è quasi palesamente avverso, difficilmente riuscirà a tollerare un test che metterà sicuramente in luce alcune lacune..(anche drammatiche).
Mi scuso per il parallelismo .....ma credo di spiegare meglio la mia opinione.
E' come fare pesanti tagli sulla sicurezza in fabbrica e sui macchinari...per poi fare un test di produttività degli operai.
L'operaio parte prevenuto, perchè sa che questi test non sono fatti da chi a cuore la produttività dell'azienda, ma sono solo una scusa per tagliare ancora personale.

Inoltre non nascondiamoci OCSE-Pisa ha fatto una fotografia a mio modo di vedere perfetta della situazione scolastica italiana.
Questo test, criticabile senz'altro ....non farà altro che attestare maggiormente quello che gli ispettori europei hanno già verificato da tempo.
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