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contributo inviato da verduccifrancesco il 6 maggio 2011
           

Mentre il governo s'impegna "forsennatamente" a legiferare, con decreti, sulla privatizzazione anche dei beni essenziali come l'acqua e il demanio pubblico facendoci credere che è il modo migliore per evitare sprechi e per far girare l'economia, non fa nulla per impedire lo sfruttamento indiscriminato del lavoro, che anzi, con gli accordi Fiat, di cui ne è responsabile avendo dato il tacito consenso, sta peggiorando incanalandosi verso un sistema di ricatti.

 

Succede a Messina dove gli operai stranieri regolari, ma anche italiani, vengono fatti lavorare sottopagati e senza versare per intero i contributi.

Succede che se protestano vengono invitati, anche con minacce, a dimettersi.

Succede che se si iscrivono al sindacato vengono licenziati.

Succede che, i datori di lavoro, possono evadere impunemente il fisco.

 

Come si può, venendo a conoscenza di fatti che denotano una volontà di sfruttamento indiscriminato del lavoro da parte delle aziende, sperare che dare in gestione a privati i beni pubblici siano gestiti in modo tale da apportare il miglioramento necessario?

 

L'unica risultato certo, come d'altronde già ipotizzato senza ombra di dubbio da molti, sarà un maggior guadagno per le aziende senza nessun utile per il popolo e la perdita progressiva dei beni pubblici che, in mano ai privati, finiranno di essere accessibili a tutti perché, come si sa, le aziende private agiscono in nome del mercato e non della distribuzione dei beni essenziali.

 

NB: il ministro dice che il passaggio sulle spiagge sarà comunque garantito - questo non è vero già oggi perché ci sono tratti di spiaggia "chiusi", una persona per passare deve entrare in acqua -, quello che non dice è che portare sdraio o altro per stendersi al sole è già proibito. Inoltre, il periodo di 90 anni di affitto creerà sicuramente i presupposti per un ampliamento dei siti; d'altra parte, il ministro stesso giustifica il decreto asserendo che: "il termine lungo favorisce la programmazione economica da parte delle imprese e tutela gli investimenti." e questo è la ciliegina sulla torta perché, l'investitore "a lungo termine", investirà unicamente se avrà la certezza della continuità dell'investimento, esattamente come oggi, con la differenza che gli investimenti proseguiranno nel tempo - ristrutturazioni e ampliamento in base alle necessità, cosa che, comunque, succede già oggi - con l'impegno di capitali superiori rispetto a oggi. Il che significa che l'azienda "pretenderà", come minimo, di prolungare sempre più il periodo di gestione del terreno, come sta già facendo.

La reazione dell'UE

 

TAG:  LAVORO  SFRUTTAMENTO  SPIAGGE  PRIVATIZZAZIONE 

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