.
contributo inviato da Giuseppe Ardizzone il 4 maggio 2011

 

 
Una giornata di lotta contro il Governo attorno ai temi del fisco e del lavoro.
Venerdi 6 maggio la CGIL scende in piazza rivendicando un mutamento di rotta della politica Italiana.
Le ragioni dello Sciopero Generale indetto dalla suddetta organizzazione sono state così sinteticamente indicate nel sito della confederazione:
1. Per uscire dalla crisi e avviare la crescita - Difendere il lavoro con un sistema di ammortizzatori sociali che copra tutti coloro che lo hanno perso. Promuovere buona occupazione e nuove occasioni di impiego. Potenziare l’economia con investimenti, spesa in opere pubbliche, innovazione e ricerca, controllo sui prezzi e qualificazione della Pubblica Amministrazione.
2. Per difendere i redditi - Un fisco giusto attraverso una vera lotta all’evasione. Un fisco più leggero per le famiglie dei lavoratori e dei pensionati. Un fisco più pesante sulle transazioni speculative, sulle rendite e sulle grandi ricchezze.
3. Per una nuova politica industriale e per rilanciare gli investimenti - Riordino degli incentivi per un maggiore e migliore sviluppo, puntando su ricerca e innovazione industriale, con particolare attenzione al Mezzogiorno. Nuove misure per il sistema produttivo per portarlo verso settori e prodotti sostenibili ad alto valore tecnologico e di conoscenza. Favorire la crescita dimensionale delle piccole e medie imprese.
4. Per la scuola pubblica, l’università e la ricerca - Investimenti sulla conoscenza e sul diritto allo studio. Sviluppo della qualità per la scuola pubblica, l’università e la ricerca. Considerare la cultura come un investimento per la crescita civile, morale ed economica. Valorizzare il patrimonio storico, artistico, architettonico e culturale del paese.
5. Per un welfare diffuso e di qualità - Rifinanziare adeguatamente il servizio sanitario, il fondo per le politiche sociali, il fondo per la non autosufficienza. Definire un piano nazionale contro la povertà e l’esclusione sociale.
6. Per un adeguato livello delle pensioni e del benessere oltre il lavoro - Meccanismi di rivalutazione delle pensioni e il riconoscimento della quattordicesima. Garantire alle future generazioni un reddito da pensione adeguato. Ripristinare la flessibilità dell’età pensionabile.
7. Per i giovani e per il futuro - Avviare interventi straordinari per creare occupazione e sradicare la precarietà. Costruire un sistema di welfare che dia ai giovani autonomia dalla famiglia.
8. Per le donne, una battaglia per la dignità - Introdurre incentivi fiscali all’occupazione. Garantire la tutela concreta della maternità e introdurre il congedo obbligatorio di paternità. Una legge che impedisca il licenziamento preventivo come le dimissioni in bianco.
9. Per il lavoro pubblico - Rinnovo dei contratti nazionali e dei contratti integrativi contro ogni accordo separato. Blocco dei licenziamenti dei precari e definizione di un piano occupazionale.
10. Per una nuovo politica di accoglienza e cittadinanza attiva dei migranti - Regolarizzare i lavoratori immigrati per sconfiggere la piaga del lavoro nero. Fornire i livelli essenziali di welfare. Regolare i diritti di cittadinanza per superare le discriminazioni a partire dal diritto di voto.
11. Per un federalismo solidale ed efficace a livello regionale e comunale - Definire i livelli essenziali delle prestazioni sociali affinché il federalismo non divida ulteriormente il paese. Garantire agli enti locali le risorse per i diritti sociali, il welfare e l’equità della tassazione. Promuovere l’integrazione socio-sanitaria investendo nei servizi territoriali e nella riqualificazione della rete ospedaliera.
12. Per più democrazia nei luoghi di lavoro - Eleggere ed estendere le Rsu in tutti i settori privati. Misurare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali sulla base degli iscritti e dei voti ricevuti nelle elezioni delle Rsu. Garantire ai lavoratori la possibilità di esprimere un voto vincolante sugli indirizzi e sugli esiti contrattuali, ancora di più in presenza di accordi separati
I temi indicati valgono da soli l’adesione alle manifestazioni che si terranno in tutt’Italia.
Particolarmente importante il riferimento ad un Fisco più giusto che effettui un tentativo di redistribuzione delle ricchezze e consenta di reperire le risorse per lo sviluppo, la stabilità , i servizi e gli ammortizazatori sociali mecessari in un’epoca così diversa dal passato e così bisognosa d’intervento dopo le ferite lasciate dalla profonda crisi economica .
Un altro aspetto importante è il risalto dato ai lavoratori immigrati. Si intuisce la volonta di porsi come punto di riferimento e di aggregazione per un cammino verso la cittadinanza ed i relativi diritti e doveri. Non sono dimenticare neanche le donne ed i precari, asse debole del mondo del lavoro.
Al di là delle parole d’ordine su cui si aprirà il dibattito ,l’importante è la partecipazione degli “ ultimi” insieme ai lavoratori stabili ed organizzati. La saldatura di questo mondo del lavoro può essere il primo passo verso il cambiamento purchè sia aperto e disponibile al confronto con le altre forze sindacali e con le forze politiche disponibili a rappresentarli.
TAG:  SCIOPERO GENERALE 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
10 giugno 2010
attivita' nel PDnetwork