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contributo inviato da verduccifrancesco il 30 aprile 2011
           

Sono comparsi, sui muri di alcune facoltà universitarie di Firenze volantini, inneggianti alla  Rsi (repubblica sociale italiana); sono firmati dal centro sociale di destra antagonista di Firenze. I manifesti riportano le scritte: "Onore d'Italia" e l'immagine di alcuni combattenti di Salò. E poi: "Tu va' sicuro con il tuo motto: non ho tradito". E ancora: "Ai caduti della Rsi morti per la patria". 

Il tutto nell'indifferenza delle istituzioni preposte a far rispettare la legge.

 

Inneggiare alla repubblica di salò e ai suoi caduti significa inneggiare al fascismo, ovvero, apologia di fascismo in una nazione dove la costituzione lo proibisce cosi come proibisce la ricostituzione del partito nazionale fascista ma anche le idee che ne sono alla base. Questo è possibile solo grazie ai continui attacchi sia alla costituzione antifascista, democratica e repubblicana da parte del centro destra sia alla cultura nata dalla costituzione.

 

Gli attacchi alla costituzione portati avanti in questi anni, uniti a proposte di leggi miranti a creare la cultura del più forte, stanno dando sempre più spazio a tendenze reazionarie - la dove per reazionario s'intende l'opposizione a un tipo di cultura basata sullo stato sociale e ugualitaria - permettendo la formazione di gruppi basati sulle idee fasciste o, comunque, dittatoriali.

È pur vero che anche a sinistra esistono gruppi che basano le loro idee sulla dittatura, ciò non toglie che, questi gruppi sono costantemente presi di mira e accusati di essere sovversivi nei confronti della democrazia, mentre i gruppi di destra no, che, anzi, vengono difesi se non addirittura condivisi anche da esponenti del governo.

 

Questa politica si basa su una menzogna ben precisa e va individuata nella falsa idea che in democrazia tutti, inclusi coloro che inneggiano alla dittatura, possano esprimere le proprie idee e organizzarsi in conformità ad esse.

È una menzogna poiché, un'idea contraria e opposta alla democrazia, come la dittatura, non può convivere con la democrazia stessa senza entrare in conflitto con essa. Conflitto che sposterà il dibattito politico su un piano sempre più conflittuale fino alla spaccatura degli equilibri sociali.

 

Si può pensare che oggi ciò non stia avvenendo, che, anzi, il dibattito avviene sul piano costituzionale e non violento, che i gruppi di stampo fascista non usano la violenza per affermarsi ecc.. Certo, non siamo nel 22 del secolo scorso, ma ciò non significa che detti gruppi, ma anche l'attuale centro destra, non abbia come fine l'instaurazione di una dittatura. I metodi usati riflettono, semplicemente, lo stato attuale delle cose; tanto per intenderci, se dovessero usare oggi il manganello e l'olio di ricino, verrebbero condannati da quegli stessi elettori che oggi votano il centro destra. Inoltre, nel 22 la situazione socio politica era ben diversa dall'attuale. Era normale amministrazione usare metodi violenti da ambo gli schieramenti così come era comune l'idea della dittatura per affermare i propri principi - con questo non intendo dire che oggi non si usi la violenza. Ieri a Milano, il gruppo di forza nuova ha tentato un blitz contro una manifestazione di giovani di sinistra innestando disordini sedati poi dalla polizia.

 

Ecco che, allora, scatta la necessità di presentarsi al popolo, anziché come portatori di una dittatura, come portatori di un ordine democratico forte e capace di soddisfare (almeno a parole) quelle istanze che da sempre gli elettori chiedono: sicurezza, lavoro, etica ecc.

Ed è qui la menzogna! Lasciar intendere, a mezzo della parola e attraverso la propaganda mediatica, che non c'è nessun altro in grado di realizzare una società equa, perché coloro che in passato hanno sostenuto la società equa, in realtà stanno, ora, difendendo i risultati raggiunti dalla classe che li sostenenva a danno degli altri.

Perciò, per evitare il perpetuarsi di una situazione sociale considerata statica, c'è bisogno di modificare la struttura sociale attraverso la modifica dei principi su cui si basa l'attuale società che ha prodotto i privilegi.

In questo modo, si riesce a nascondere il vero intento che, pur essendo esplicito nelle leggi approvate o in fase di approvazione, viene occultato dalla propaganda.

 

Per concludere, la formazione, più o meno legale, dei gruppi fascisti, ma anche nazisti, pur essendo a parole condannata, nei fatti viene accettata, dalla destra, come necessità di avere un supporto forte in caso il disegno politico attuale non dovesse produrre i risultati sperati.

TAG:  FASCISMO  CENTRODESTRA  POLITICA 

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