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contributo inviato da team_realacci il 28 aprile 2011
EMERGENZA. Dopo il fallimento del piano pasquale nel napoletano ci sono quasi 7.000 tonnellate di spazzatura non raccolta. Impianti e traffico in tilt. Caccia a una nuova discarica provinciale.

Napoli resta sepolta dai rifiuti. Da Fuorigrotta a Pianura, dalla zona Orientale al centro, secondo una stima dell’assessore all’Igiene urbana del Comune Paolo Giacomelli, a terra ci sono oltre 2.000 tonnellate di immondizia non raccolta. Che in Provincia salgono a 5mila. «Siamo di fronte ai soliti ritardi», denuncia il presidente di Legambiente Campania Michele Buonomo. «Come sempre Napoli è all’anno zero, perché tuttora non c’è alcuna soluzione in vista per smaltirla visto che all’appello mancano le discariche, venti impianti di compostaggio e 200 isole ecologiche. Il problema che riguarda l’immediato è diventato eterno. È come se avessimo un arto da amputare che viene fatto incancrenire», aggiunge Buonomo.
 
I cittadini partenopei, dopo una Pasqua passata tra la spazzatura, sono esasperati. Ribaltano i cassonetti dell’immondizia a centro strada. A Corso Umberto, ieri era percorribile soltanto la corsia preferenziale, perché quelle laterali erano piene di rifiuti. Senso unico alternato anche a Via Toledo, nel quartiere Montecalvario e nell’area del porto. Tutte zone centrali. Il traffico è andato in tilt, il trasporto pubblico si è paralizzato. Proseguono anche i roghi notturni. I vigili del fuoco appena cala il buio vengono infatti chiamati a spegnere le fiamme appiccate dai residenti in diverse zone della città. Una situazione che non accenna a migliorare.
 
Gli impianti attualmente operativi non sono nemmeno in grado di trattare la produzione giornaliera della Provincia di Napoli. Martedì i conferimenti di immondizia sono stati davvero esigui: appena 120 tonnellate nella discarica cittadina di Chiaiano, a cui per fortuna si aggiungono gli Stabilimenti di tritovagliatura (Stir) di Tufino (209), Giugliano (433), Caivano (350) e Santa Maria Capua Vetere (169). L’immondizia continua così ad accumularsi sui marciapiedi. Ieri nella Prefettura di Napoli si è tenuta una riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. L’obiettivo è cercare di sbloccare la crisi dei rifiuti, prima dell’arrivo del caldo estivo. è stata decisa la costituzione di una task force composta dalle forze dell’ordine, dalla polizia municipale e provinciale, che vigilerà nelle aree più critiche di Napoli caratterizzate da una maggiore giacenza di rifiuti per prevenire «manifestazioni estemporanee di protesta» e blocchi alla circolazione e garantire «la tutela dell’ordine pubblico».
 
Intanto, di soluzioni strutturali nemmeno l’ombra. Per tamponare l’emergenza «servono nuove aree in cui portare la spazzatura - conferma l’assessore Giacomelli - la soluzione peggiore sono le discariche, gli impianti di trattamento quella intermedia, la raccolta differenziata la migliore». Proprio su quest’ultimo fronte, si registrano piccoli passi avanti. Per l’assessore regionale all’Ambiente, Giovanni Romano, «nel 2010 la Regione certificherà il raggiungimento del 42% di raccolta differenziata». Dei 92 Comuni della Provincia di Napoli, soltanto 29 non hanno raggiunto nel corso del 2009 l’obiettivo del 25% previsto dalla legge. Con ben 23 amministrazioni, tra le 63 in regola, oltre il target del 50 per cento entro il 2010, anche se lontano dal 65 per cento che l’Unione europea impone di raggiungere per fine anno. Maglia nera per Napoli ferma al 19 per cento, una percentuale troppo bassa per ridurre considerevolmente la quantità di immondizia da conferire in discarica.
 
Al punto che l’assessore all’Ambiente della Campania ha lanciato un ultimatum: «Se entro 15 giorni le amministrazioni inadempienti non attueranno almeno il piano di separazione tra secco e umido, invierò commissari ad acta». Una dichiarazione che ha scatenato un mare di polemiche. Il commissario regionale del Sole che ride Francesco Emilio Borrelli e il segretario cittadino Vincenzo Peretti, ritengono sia proprio Romano la «causa primaria dell’ennesima emergenza rifiuti». Intanto per i residenti della provincia di Napoli, al danno si aggiunge la beffa. La tassa sui rifiuti, tra le più alte d’Italia, potrebbe aumentare per la terza volta in appena un anno. L’unica nota positiva è proprio su quest’ultimo punto. Stamattina verrà inaugurato a Salerno il primo impianto di compostaggio della Campania (il caso fu denunciato proprio da Terra). Per questa provincia significherà un risparmio di 100 euro a tonnellata per la frazione umida attualmente trattata fuori regione. A costi elevatissimi.

Fonte: Terra News
Autore: Alessandro De Pascale
28 aprile 2011
TAG:  NAPOLI  EMERGENZA  RIFIUTI  TONNELLATE  IMMONDIZIA  NON RACCOLTA  LEGAMBIENTE  CAMPANIA  MICHELE BUONOMO  IMPIANTI  DISCARICA  CHIAIANO  CAIVANO  GIUGLIANO  DIFFERENZIATA 

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