.
contributo inviato da Claudia Castaldini il 28 aprile 2011
Anche l'Eni rafforza l'interesse, che mostra da tempo, per lo shale gas, il gas estratto dalle rocce scistose, e da tutti ambiguamente definito "non convenzionale".
Una notizia di oggi, giovedì 28 aprile 2011, di Agi Energia, riporta l'intesa tra Eni e Sonatrach (una compagnia che tratta idrocarburi in Africa) per lo sviluppo della ricerca di shale gas. La riporto integralmente dal sito Agi Energia:
(AGI) - San Donato Milanese, 28 apr. - <Eni e Sonatrach hanno firmato oggi un accordo di cooperazione per lo sviluppo di idrocarburi non convenzionali, con particolare interesse per lo "shale gas" rafforzando ulteriormente la stretta collaborazione tra le due societa'. Data la vasta esperienza nell'esplorazione e produzione di idrocarburi non convenzionali, sottolinea una nota, Eni e Sonatrach svilupperanno insieme le attivita' volte a valutare la fattibilita' tecnica e commerciale, l'esplorazione e lo sfruttamento dello "shale gas". Sulla base delle valutazioni gia' espresse, Eni conferma l'alto potenziale presente in Algeria di "shale gas" che Eni e Sonatrach si impegnano a esplorare e sviluppare. Questo permettera' a entrambe le societa' di effettuare importanti scoperte che andranno a rafforzare ulteriormente le prospettive di crescita del gas nel paese. Eni e' presente in Algeria dal 1981. L'attuale produzione giornaliera equity e' di 75.000 barili al giorno. In Algeria Eni partecipa in 24 licenze gia' in produzione, 8 in fase di sviluppo e una in fase di esplorazione.>

Si può dire che lo shale gas presenti vantaggi di mercato e svantaggi ambientali: il suo sfruttamento nell'America del Nord ha portato a conseguenze in breve tempo influenti su tutto il mercato mondiale del gas, con una maggior disponibilità che ha modificato il rapporto con una fonte sempre più diffusa arrivando a verificarsi un surplus significativo e prezzi più bassi, mentre i metodi della sua estrazione sono considerati invasivi e non privi di conseguenze sull'ambiente. Tutte le aziende energetiche europee si stanno interessando all'eventuale disponibilità di gas non convenzionale, sul proprio territorio o altrove,  in considerazione anche del fatto che il gas naturale e le moderne tecnologie per le centrali termoelettriche a gas consentono una buona resa sul piano ambientale locale al momento della produzione di energia.
Diverse sono invece le considerazioni riguardo l'estrazione del gas stesso dalle rocce scistose: si tratta infatti di perforare e frantumare strati rocciosi nel sottosuolo, anche orizzontalmente, mediante il ricorso ad acqua ad alta pressione addizionata chimicamente, ed estrarre il gas finemente imprigionato tra le rocce. Le principali preoccupazioni riguardano le possibili contaminazioni delle falde acquifere, e le dispersioni di metano al momento dell'estrazione, dato che il metano stesso è un potente gas ad effetto serra.
Sono in corso esplorazioni anche in vari Stati europei, per esempio in Polonia dove partecipano anche Eni e Sorgenia, ma per ora si tratta di una tecnica diffusasi in America, dove la fonte contribuisce già per il 15-20% al totale.

Il sito di Agi Energia con la notizia di cui sopra:
http://www.agienergia.it/NewsML.aspx?idd=89183&id=65&ante=0
TAG:  INQUINAMENTO  ENERGIA  RISCALDAMENTO GLOBALE  METANO  EFFETTO-SERRA  SHALE GAS  GAS NON CONVENZIONALE 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
28 luglio 2010
attivita' nel PDnetwork