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contributo inviato da team_realacci il 25 aprile 2011
Roma, 25 aprile 2011
 
“Quanto accaduto a Fukushima ha purtroppo riportato alla drammatica ribalta delle cronache i 25 anni del disastro nucleare di Chernobyl. Gli italiani che allora scelsero democraticamente di abbandonare il nucleare perché lo ritennero una fonte di energia insicura e sbagliata oggi sanno, nonostante la propaganda dei pro-atomo, che la loro decisione fu giusta. L’Italia che in questi anni si è dimostrata in Europa fra i paesi più generosi con l’accoglienza di oltre 360mila bambini provenienti dalle zone contaminate della Bielorussia, oggi ha più chance di altri paesi per ribadire la sua contrarietà alla scelta dell’energia nucleare. Dopo Fukushima dal Governo italiano abbiamo assistito a numerose giravolte: dalla propaganda sfrenata e ideologica a favore del nucleare, a bollare per sciacallo chi dopo il disastro giapponese ricordava i pericoli intrinsechi dell’attuale nucleare. Oggi la paura di perdere consensi elettorali unita alla certezza che il quorum sul referendum sarebbe stato raggiunto, sono le vere ragioni che hanno fatto rimangiare al governo la scelta nucleare. Ma è una mossa per fare marcia indietro cercando di salvare la faccia. Le ragioni che stanno dietro ad una scelta vecchia, insicura, impopolare e antieconomica per l'Italia sono forti e sono sostenute da potenti interessi. Vigileremo perché questo dietro front non sia l'ennesimo trucco che il governo riserva agli italiani”, lo afferma Ermete Realacci, responsabile green economy di Pd Alla vigilia dell’anniversario dei 25 anni di Cernobyl.
“L’anniversario di domani”- prosegue Realacci – sia un momento per ricordare ma anche per guardare avanti. A maggior ragione dopo lo stop al nucleare è arrivato il momento per investire sulla ricerca, sul risparmio e sull'efficienza energetica, sulle fonti rinnovabili. Tutti campi in cui l'Italia può dare molto e che possono rappresentare il vero futuro per il nostro Paese”.

Ufficio stampa On. Realacci
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