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contributo inviato da Claudia Castaldini il 22 aprile 2011
Il governo in carica ha abrogato da sè le norme che consentivano il ritorno all'energia nucleare in Italia. E' lecito domandarsi per quali ragioni, e se il fatto implica un cambio di direzione.
A mio avviso, le ragioni sono evidenti, una di carattere tecnico e una di carettere politico:  la difficoltà tecnica in cui sprofondano sempre più le regole per la costruzione di impianti nucleari per mantenere a livello adeguato la sicurezza dell'impianto, e la contrarietà della grande maggioranza dei cittadini italiani, ora notevolmente rafforzata dall'evento di Fukushima, che ha reso la scelta insostenibile politicamente.
Riguardo la prima, si nota che essa non è di poco conto, visto che la gran parte dei costi per la realizzazione di un impianto sono proprio dovuti alla sicurezza nei confronti del pericolo di fughe di elementi radioattivi. Dovranno crescere ancora? Le prossime centrali dovranno reggere a terremoti di grado 9?  In realtà, è molto probabile che le conseguenze del terremoto giapponese sulla centrale di Fukushima siano la pietra tombale del nucleare nel mondo.  Non immediatamente, per ovvie ragioni, ma sarà difficile che nel futuro si vada oltre gli impianti già programmati attualmente.
Riguardo invece la seconda, ritengo che il governo abbia fatto marcia indietro perchè si tratta di una scelta non spendibile politicamente, ma che non si tratti affatto di una fuga.  Al contrario, pur senza un'azione che caratterizzi una "politica energetica" degna di questo nome, questo governo agisce per centralizzare la produzione, e sicuramente non per diffonderla sul territorio o ridurla con il risparmio energetico. E il nucleare è l'unica fonte che, una volta superati petrolio e metano a causa del riscaldamento globale, garantisce una produzione centralizzata.
Ogni provvedimento preso sin qui mostra la fatica nell'ottemperare anche soltanto alle direttive dell'Unione Europea, per non parlare delle cifre facilmente contestabili che si trovano in elaborazioni discutibili ed incoerenti come il Piano d'Azione per le rinnovabili.
Mancano, o sono frutto di percorsi accidentati e difficili, scelte moderne, sostenibili, coerenti in campo energetico, e questo fatto resta anche dopo la marcia indietro sul nucleare. Mancano perchè si vuole così, o perchè si è totalmente impreparati a fare altro (o entrambe le cose).
TAG:  ENERGIA  NUCLEARE  RINNOVABILI  ELETTRICITÀ  ENERGIA ELETTRICA  CENTRALE NUCLEARE 

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