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contributo inviato da MarcoBorciani il 21 aprile 2011

Cantava Daniele Silvestri in una sua celebre canzone «più in basso di così c'è solo da scavare».
Una frase che facilmente potrei calare sulla notizia di ieri di quel Deputato (titolo/nomina che se fosse per me gli dovrebbe essere revocato seduta stante) che lunedì avrebbe depositato alla Camera una proposta di legge per cambiare l'Art. 1 della Costituzione, inserendo in quello esistente una frase volta a centralizzare il Parlamento rispetto all'attuale assetto istituzionale del Paese.

La notizia è già di per sè di quelle di cui nessuno sentiva il bisogno. Una di quelle che fanno gridare all'attentato istituzionale comunque la si pensi.
Ma tutto ciò non basta: occorre contestualizzare anche questa disgustosa iniziativa parlamentare.

Calandola nel dovuto contesto, questa chicca di demenza della maggioranza assume i toni del dramma politico-istituzionale.
Tanto per cominciare perchè è la prova provata che questa classe dirigente vuole a tutti i costi il pieno, assoluto e incontrastato governo del Paese, fregandosene altamente di tutto ciò che è altro da sè.
Poi, fa ribrezzo il fatto che un Deputato nominato si permetta di proporre un cambiamento all'Art. 1, cioè a uno degli articoli che raccontano i Valori fondanti della nostra Carta e, con essa, della nostra Repubblica. È qualcosa di abominevole in quanto trasuda di ignoranza storica, di leggerezza e superficialità rispetto al cammino che ha condotto l'Italia al suo 150° compleanno. Ancora, è un insulto e un abominio nei confronti di quanti, per garantire a noi che siamo italiani oggi e a quanti lo saranno domani di esserlo da cittadini liberi, hanno sacrificato la loro vita e sublimato i loro stessi ideali: penso ai martiri della II Guerra Mondiale, ai partigiani morti sulle nostre montagne, alle vittime degli ideali alti su cui si è costruita la nostra Patria. Andasse questo illustre giurista e storico della Nazione a una qualunque delle celebrazioni dell'imminente 25 aprile e provasse a imparare cosa si celebra e nel nome di chi si fa memoria.
Ancora, è ridicola - per non dire di peggio - l'idea che una proposta di centralità del Parlamento nasca in seno a una compagine politica che del Parlamento sta facendo ogni scempio immaginabile. Ridotto ad un'aula per asserviti al padrone (anche in virtù della legge elettorale che ci ritroviamo), è il teatrino per gli spettacoli indecorosi di gentaglia come il Min. La Russa o il Min. Alfano (entrambi maestri di bon-ton istituzionale), con la stessa frequenza con cui rimane un'aula monumentale abbandonata a se stessa (passano talvolta settimane intere senza che vi sia lavoro per i gruppi parlamentari e le Commissioni interne).
Infine, una valutazione sul senso di questa sovversione dei ruoli istituzionali. Nel momento in cui organo di garanzia dello Stato diventa un'Istituzione composta da poco meno di 1000 persone, chi è il vero garante del Paese? Possiamo davvero credere che sia possibile una cosa del genere, cioè che un collegio di circa 1000 persone sia sovrano a una carica quale quella di Presidente della Repubblica, esercitata da una sola persona, peraltro eletta in virtù della propria provata capacità politica e per il proprio profondo senso delle istituzioni? O è meglio affidarsi a omuncoli dello spessore politico di Scilipoti che basta una busta sonante di denari perchè cambino idea e schieramento?

Siamo all'assurdo. Eppure, forse, è semplicemente il primo passo di una maggioranza che sta creando un assolutismo.
Il pericolo è l'assuefazione generale che induce molti a pensare che sia solo la boutade di uno. Sentimento anche più pericoloso della cosa in sè.
Così come è pericoloso credere davvero che il PDL abbia preso le distanze da questo individuo. Se davvero volessero prenderne le distanze, anzichè limitarsi a raccontarci che è la mossa di un singolo, lo cacciassero direttamente dal partito, dimostrando, una volta tanto, senso delle istituzioni!

TAG:  PDL  MAGGIORANZA  COSTITUZIONE  ART.1  CERONI  ASSOLUTISMO 
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