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contributo inviato da team_realacci il 19 aprile 2011
Una giornata per il fotovoltaico e le energie rinnovabili». Ma soprattutto una serie «iniziative sui rischi delle nuove norme del ministro Romani e per fare chiarezza sulle energie pulite» e «contro chi vuole bloccarne lo sviluppo». Si tratta del Solar Day che si terrà a Roma mercoledì 20 aprile, organizzato dal tink thank nato sulla Rete Sos rinnovabili che per quella data vuole portare 100mila firme, oltre 50mila quelle raccolte nei primi cinque giorni, per ribadire che «affossare fotovoltaico ed eolico vuol dire inibire lo sviluppo del Paese, lasciandolo legato alle fonti fossili, oppure a energie pericolose e anti economiche come il nucleare», spiegano gli organizzatori.
 
La data del sit-in (il 20 aprile) non è casuale. Proprio quel giorno il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, presenterà alle regioni il quarto Conto energia che conterrà i nuovi incentivi al settore. Al Solar Day aderiranno anche i sindacati. «Mercoledì si svolgerà il primo sciopero nazionale dei lavoratori dell’intero comparto del fotovoltaico e delle aziende collegate con il settore delle rinnovabili», scrivono in una nota Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil. Anche loro, ora chiedono modifiche al «decreto che ha avuto l’effetto immediato di bloccare l’intera filiera del fotovoltaico in Italia». Del resto, dopo l’approvazione il 3 marzo del provvedimento, «si sono registrati annullamenti di ordini, messa in discussione dei finanziamenti delle banche e molte aziende hanno ridimensionato i piani di investimento, in tanti casi, annunciando delocalizzazioni e avviando il ricorso agli ammortizzatori sociali», denunciano i sindacati.
 
Anche Bruxelles mette in guardia il governo. Quel provvedimento serviva infatti ad attuare nel nostro Paese la direttiva europea 28 del 2009 sulle rinnovabili. «Negli ultimi mesi – scrive in una lettera il commissario Ue all’energia, il tedesco Güenther Oettinger - i miei uffici sono stati contattati da un numero elevato di operatori a proposito delle riforme ai sistemi d’incentivazione per le rinnovabili. Le conseguenze di tali modifiche destano la mia preoccupazione», perché «rischiano di violare principi generali di diritto nazionale e comunitario e di compromettere la  stabilità degli investimenti nel settore, con possibili ripercussioni sulla ripresa economica».
 
Il commissario chiede al ministro Romani «di essere particolarmente cauto nel considerare misure che possano avere ripercussioni sugli investimenti già effettuati». Per il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, «sarebbe gravissimo se il governo, spinto dalle lobby dei petrolieri e dei nuclearisti e nonostante la bocciatura del commissario Ue, continuasse con un provvedimento che rappresenta una dichiarazione di guerra alle rinnovabili e all’innovazione tecnologica dell’Italia». Contro il decreto anche Legacoop che per bocca del responsabile Energia Vanni rinaldi ricorda: «C’è una minaccia speculativa ma Romani ha deciso di buttare il bambino delle energie pulite e  democratiche del futuro insieme all’acqua sporca della speculazione dei fondi di investimento, anche stranieri, bloccando tutto al 31 maggio e annunciando nuovi provvedimenti restrittivi».

Fonte: Terra News
Autore: Alessandro De Pascale
19 aprile 2011
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