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contributo inviato da dalle nebbie mantovane il 15 aprile 2011
Sono un po' sul nervosetto, come sempre quando devo fare la valigia per una vacanza, anche se breve. Poi devo guidare io, e la cosa mi agita ancor di più, quando mai mi sono offerta!

Qualcuno ha visto Report sabato sera, il 10 aprile 2011? La puntata, intitolata "Il prodotto siamo noi" ha risposto a molti miei interrogativi sul perché Facebook e altri social network offrano così tanto in cambio di niente.
La mia prima idea, al termine dello spettacolo, è stata di cancellarmi da Facebook. Già ci vado pochissimo, già odio esibirmi, odio Farmville e non sopporto i test perché mi fanno sentire una cretina. Invece ci resto, perché molte persone le trovo e mi trovano solo lì.

In attesa della prossima botta di autodisgusto, lo tsunami, la faglia di Sant'Andrea che mi farà commettere il suicidio informatico, che in giapponese si chiama... boh, non me lo ricordo.

Però ho tolto il più possibile: data di nascita (e quindi età), luoghi dove ho studiato, età, e-mail, blog, situazione sentimentale. Avrei voluto togliere anche gli interessi (film, libri...) ma non ci sono riuscita.
Non sono un prodotto. Mi rifiuto di essere usata come profilo di classe di consumatori (donne single 20-40, titolo di studio medio-alto e blablabla).
Mi rifiuto.

Se poi penso che ogni volta che clicchiamo innocentemente "mi piace" sulla bacheca di un amico, andiamo a incrementare le informazioni su di noi nelle banchedati di qualche multinazionale, mi escono i fumini dalle orecchie.

Davvero, la prossima è cancellarsi e basta,
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