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contributo inviato da Achille_Passoni il 9 aprile 2011

 
La Toscana accoglie 500 profughi provenienti dal nord Africa. Proprio in questi giorni vengono distribuiti in piccoli gruppi su tutto il territorio regionale: è quello che il Presidente Enrico Rossi ha rivendicato come "modello toscano di accoglienza". 

Di fronte ad un Esecutivo che ancora una volta dimostra di non saper governare, senza un piano e vittima della propria ideologia, che emerge come al solito dai grandi proclami di Berlusconi, questa volta intenzionato a comprare casa a Lampedusa e a costruirci un campo da golf, la Toscana propone un progetto serio. I problemi non si risolvono con le dichiarazioni da bar della Lega, né con i bollini di clandestinità, né con le posizioni rigide di alcune regioni del Nord che si preparano per il voto delle prossime amministrative. Le difficoltà, una politica responsabile, cerca di affrontarle con serietà. 

La Toscana ha avviato il piano di accoglienza proponendo un modello diverso e ragionevole: distribuire piccoli gruppi di sfollati in strutture già adibite per l'accoglienza degli indigenti. Rispetto al campo recintato e non attrezzato di Coltano del Ministro Maroni, questa soluzione è indubbiamente più umana, ma anche più efficace, in quanto cerca di integrare queste persone evitando le tendopoli che stanno generando altrove tensioni ingestibili.

Il modello toscano di accoglienza è tanto buono da essere già diventato uno dei punti della proposta del Partito Democratico per l'emergenza profughi. Un piano che in questi giorni sembra far breccia anche nel Governo, un prevedendo un accordo con la Tunisia per bloccare gli arrivi, l'asilo temporaneo e la libera circolazione degli sfollati anche nel resto dei paesi europei. Tre proposte sensate per affrontare, con serietà e da Paese civile, il dramma di migliaia di persone.
 
TAG:  IMMIGRATI  PROFUGHI  TOSCANA  CLANDESTINI  LIBIA 

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