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contributo inviato da moreno bucci il 10 aprile 2011
Una cosa che Berlusconi sa fare molto bene è di curare i propri affari, economici e personali.
Forse non si è ancora accorto che governare uno stato è tutt'altra cosa.

Di fronte alle difficoltà che incontra relativamente al problema degli immigrati non ha trovato di meglio da dire che "conviene tornare per conto proprio". In una battuta ha liquidato più di cinquant'anni di vita europea, dal Mercato Comune all'Unione europea.

Non mi nascondo il fatto che dopo la bocciatura da parte di Francia e Olanda del Trattato costituzionale (la Gran Bretagna non si era neppure disturbata a prenderlo in considerazione), il rimedio del Trattato di Lisbona è stato un ben misero rimedio al danno fatto rispetto alla possibilità di formare un'Europa forte e decisiva per le sorti del pianeta. Neppure dimentico che l'attacco neo imperialista alla Libia da parte di Francia, Gran Bretagna e USA, al fine di sostituirsi all'Italia nella gestione delle risorse energetiche di qual paese,  scopre tanti perché alle difficoltà di trovare una politica europea condivisa.

Di lì però a pensare di andarsene dall'Europa, ce ne corre. Sciolta dai vincoli, ma anche dalle opportunità che l'Unione europea concede,  all'Italia non resterebbe che un destino molto simile a quello dell'Argentina di una dozzina d'anni fa.

La politica, forse un giorno quest'uomo se ne accorgerà, non è né il "cucù", né il bunga-bunga.
In politica estera Berlusconi ha portato l'Italia in Europa e nel mondo sul filo dei rapporti interpersonali tra i capi di stato e di governo, ottenendo ottimi risultati con Putin, Gheddafi, Bel Alì, Mubarak (lo zio?), Lukashenko ed anche Bush (anche se Wikileaks ha fatto sapere la  vera considerazione degli americani). Meno bene gli è andata in Europa, anche se gli stati membri sono retti nella stragrande maggioranza da conservatori, con lui politicamente assonanti..


Sarkozy e Cameron tentano di togliergli gas e petrolio in Libia. Sarkozy e Merkel trovano rimedi per impedirgli di instradare in Francia e Germania i tunisini sbarcati a Lampedusa.
Non hanno creduto alla sua campagna leghista con la quale si è presentata la faccenda a Bruxelles e fanno di tutto per respingere gli immigrati dalle loro frontiere.

Si lamenta, Berlusconi, e fa palesare che conviene stare in solitudine, piuttosto che nell'UE.

Forse potrebbe accorgersi che in campo europeo e internazionale, oltre al potere economico e politico (che casualmente oggi fanno difetto all'Italia che lui governa) molto influisce la credibilità.
Dovrebbe riflettere a fondo, Berlusconi, su questo aspetto.
Forse capirebbe perché è stato tenuto lontano dalla videoconferenza preparatoria all'incontro che avrebbe passato il comando delle operazioni in Libia alla NATO; forse capirebbe perché le sue richieste per una politica europea sull'immigrazione  non sono ascoltate ed anzi ignorate; forse capirebbe perché gli interessi nazionali non corrispondono a quelli personali e perché vanno difesi   con la politica e non con le amicizie. La politica ben condotta resiste, le amicizie danno talvolta brutte sorprese.

Ci pensi Berlusconi, se la sua immagine, in Europa e nel mondo, è quella che aiuta l'Italia (e l'Unione europea) oppure se essa costituisce un ostacolo in più rispetto ai problemi che già abbiamo. 

Non si sente a disagio, vedendosi emarginato? E se si, non sarebbe meglio mettersi da parte, nell'interesse più grande della nazione italiana?






TAG:  UNIONE EUROPEA  FRANCIA  OLANDA  GRAN BRETAGNA  TRATTATO COSTITUZIONALE  ATTACCO ALLA LIBIA  CUCÙ  BUNGA BUNGA  PUTIN  GHEDDAFI  IMMIGRATI. 

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