.
contributo inviato da pdbergamo7circ il 8 aprile 2011

di Gabiele Seguini

Mobilità, traffico, inquinamento.La bacchetta magica non c’è. Questo non vuol dire rimanere bloccati nella paralisiattuale. Partire dai dati numerici e dai più deboli, nella giungla del trafficocittadino, porta un po’ di concretezza per aiutarci a migliorare la situazione.

Le statistiche allegate al Pianodi Governo del Territorio ci dicono che ogni giorno a Bergamo entrano 59.000persone e ne escono 19.000 con un saldo positivo in entrata di ben 40.000persone. Passando dalle statistiche all’esperienza quotidiana tutti vediamocome sia diventata una consuetudine diffusa il lasciare l’automobile in ognidove ai lati delle strade, anche di quelle a maggior traffico. Il timore diessere multati non c’è perché le multe sono più inesistenti che rare e l’invincibileorgoglio di dimostrarsi sempre più furbi di tutti è diffuso.
Non è il caso di fare la morale a nessuno ma è opportuno riflettere come il vantaggio di pochi furbi diventa un danno per tutti. Servirebbe un cardiologo per la mobilità a Bergamo per far capire che il sangue per scorrere ha bisogno di arterie uniformemente libere. Ogni auto ferma dove non dovrebbe stare, è un piccolo infarto locale alla circolazione che si ripercuote e nuoce a tutto l’organismo della mobilità cittadina. Le strade si stringono e alla fine non si passa più.

La tenace volontà di eliminarequalche pezzo di pista ciclabile qui e là dovrebbe essere accompagnata daun’altrettanto tenace volontà di tenere libere le strade. Il ciclista urbanonon dovrebbe ogni volta buttarsi a centro strada per schivare le auto in sosta(vietata).

Ma prima di muoversi in cittàbisogna arrivarci. Le statistiche e l’esperienza quotidiana su due delle piùimportanti radiali di ingresso in città (Via San Bernardino e Via Moroni),offrono l’occasione di alcuni spunti. Per allargare le strade bisognerebbeabbattere le case, soluzione più che magica, irrealistica. Il poco lavorosull’hardware (la rete di strade), che si può ragionevolmente fare è completareuna rete ciclopedonale per chi vuole entrare in città in bici ogni giorno, enon solo farsi una passeggiata la domenica. Da Stezzano non è invitantearrivare al kilometro rosso e dover deviare verso le industrie del bosco invecedi proseguire diretti verso Colognola e la città. Da Grumello o Lallio avere unbel marciapiede fino al Villaggio che poi o sparisce o si restringe èaltrettanto sconfortante. Poche centinaia di metri di marciapiedi ciclopedonalibastano a completare le due direttrici di ingresso in città.

Strade libere e reteciclopedonale, due semplici spunti perché la mobilità è innanzitutto muoversi.

Gabriele Seguini

TAG:  MOBILITÀ  SEGUINI  BERGAMO  PISTA CICLABILE  PISTE CICLABILI  TRASPORTO PUBBLICO  COLOGNOLA  GRUMELLO  VILLAGGIO SPOSI  PD 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
24 aprile 2009
attivita' nel PDnetwork