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contributo inviato da Achille_Passoni il 1 aprile 2011


La sentenza del tribunale del lavoro Genova - l’ultima di una lunga serie - che riconosce ai precari della scuola con almeno tre anni di servizio alle spalle quegli stessi diritti garantiti ai loro colleghi a tempo indeterminato (scatti di anzianità, stipendio pagato anche nel periodo estivo e via dicendo) è una gran bella grana per il Governo. La sentenza condanna infatti il Ministero a risarcire i 15 precari che hanno presentato ricorso con più di 30mila euro a testa: considerando che sono circa 150mila le persone che potrebbero essere coinvolte in ricorsi simili, anche la Gelmini sta cominciando a capire che potrebbe essere molto meno costosa l’immissione in ruolo di tutti i precari rispetto a un gigantesco risarcimento di massa.

Eppure, la responsabilità di una situazione ormai intollerabile - per cui migliaia di persone svolgono di fatto un lavoro senza però godere dei diritti previsti per i loro colleghi - ricade tutta nella miopia del ministro Gelmini e nel devastante piano di tagli che ha dimezzato le immissioni in ruolo previste dalla legge.

E dire che il Ministro aveva davanti a se una strada già ben delineata: il governo Prodi, con la finanziaria 2007, scelse di superare il precariato nella scuola, stabilizzando i percorsi professionali di centinaia di migliaia di precari e rafforzare la qualità della scuola attraverso la continuità didattica. Per questo obiettivo, fu approvato nella legge finanziaria un piano straordinario triennale di assunzioni di 150 mila docenti e di 30 mila ata. L’assunzione di 50 mila docenti ogni anno avrebbe determinato l’assorbimento di una larga parte dei docenti collocati in graduatoria, fino all’esaurimento totale almeno per una parte significativa di graduatorie.

Il ministro Gelmini invece ha pensato bene di bloccare completamente questo percorso, con l’obiettivo concordato con Tremonti di “fare cassa”: una politica che però le si sta ritorcendo contro, a causa dei ricorsi come quello di Genova che potrebbero vanificare tutti i risparmi ottenuti tramite i tagli. 

E allora, visto che sinora ha dimostrato di non sapere affatto come gestire questa delicata situazione, il Ministro potrebbe avere il buon senso di ascoltare quello che il Pd dice da tempo: ritornare al percorso della finanziaria 2007, realizzando 60mila assunzioni in ruolo nel prossimo anno, corrispondenti ai posti attualmente vacanti e alle mancate assunzioni del ministro Gelmini. Con questi numeri, sarebbe possibile garantire il mantenimento dei diritti acquisiti da coloro che sono stati nominati in ruolo, dando certezze a migliaia di docenti e restituendo la continuità didattica alla scuola.
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