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contributo inviato da cesare pisano il 1 aprile 2011

Di Cesare Pisano

                                     JOHN LOCKE

Secondo me, ieri alla Camera, la ex-maggioranza, uscita dalle urne, ha perso un’occasione d’oro, per dimostrare al Paese di avere intrapreso una strada diversa, che non fosse la richiesta della fiducia e che non fosse la forzatura con votazioni basate solo sul numero.

Il blitz, che ha portato l’ex-maggioranza, ad invertire l’ordine calendarizzato delle discussioni in aula, ha dimostrato che la democrazia puo’ essere superata ed annullata.

La democrazia non è forzatura; essa è data dall’uso della PAROLA, dall’uso di essa dentro lo spazio del dibattito aperto; lo scontro sui contenuti, ove le parti debbono dimostrare la bontà delle argomentazioni ed imporsi alle minoranze, sulla base della discussione e delle analisi compiute, sulle quali, poi, si voterà; chi vince, in base al numero, affermerà, poi, pienamente la forma liberista del concetto di democrazia.

Se così non è; se il “ fatto “ si reitera nel tempo, come il “ modo “ di governare il Paese, siamo di fronte a quella che Locke chiamava tirannide

John Locke, intellettuale del ‘600, con il suo pensiero politico, pose le basi del liberismo e fu un modello di riferimento per la cultura illuministica, a cominciare da Voltaire.

Nel suo “ Secondo Trattato sul Governo, individua , nell’esercizio del diritto, il principio supremo della gestione di ogni potere pubblico sui cittadini e crea le basi del liberismo basato sul contratto e sui diritti naturali dell’uomo.

Afferma:

“ Come l'usurpazione è l'esercizio di un potere a cui un altro ha diritto, cosí la tirannide è l'esercizio del potere oltre il diritto, a cui nessuno può aver diritto. E ciò consiste nel far uso del potere che uno ha nelle mani non per il bene di quelli che vi sottostanno, ma per il suo distinto vantaggio privato, quando cioè il governante, di qualunque titolo sia insignito, fa norma non della legge, ma della propria volontà, e i suoi comandi e le sue azioni sono dirette non alla conservazione delle proprietà del suo popolo, ma alla soddisfazione delle proprie ambizioni, vendette, cupidigie o altre passioni sregolate “.

Seguendo questa idea sul potere e sul diritto degli uomini, percepiamo che, là dove termina la garanzia del diritto, abbia inizio, in modo inesorabile, la tirannide, che si può realizzare in qualunque forma politica, che assicuri l’esercizio del potere e l’usurpazione del diritto.

Il concetto mi sembra molto chiaro: la tirannide-dittatura si può rappresentare, in modo camuffato, in tutte le forme, sia quela classica, sia della camuffata dentro le forme democratiche del potere.

Quindi: Tirannide; liberismo democratico; dittatura democratica.

La Tirannide è l’antica forma di Governo politico, in cui tutti i poteri sono concentrati nelle mani di una sola persona, che li esercita, in modo del tutto personale, per il raggiungimento dei suoi particolari interessi d’individuo, a cui sono esclusi quelli del popolo; in questa fase il popolo è privo di una Carta Costituzionale, che possa garantirgli i diritti sociali, politici ed economici.

Il liberismo democratico è il risultato delle lotte illuministiche capaci di rappresentarsi in forme democratico-liberali del potere, alla base del quale c’è un contratto tra i cittadini e lo Stato, che garantisce, sulla base di una Carta Costituzionale, i diritti ed i doveri dei cittadini.

Il liberalismo politico ed il liberismo economico hanno dato vita alle società borghesi capitaliste, basate sull’investimento dei capitali, sul mercato libero, sul lavoro, sui diritti costituzionali, sulla formazione del cittadino attraverso la scuola…etc….

Le moderne società capitaliste sono democratiche perché si sviluppano dalle libere elezioni e dai vari raggruppamenti politici, che tutelano i diversi interessi dei vari gruppi economici e sociali presenti.

Gli eletti hanno l’obbligo-dovere di rappresentare solamente, non i loro personalissimi interessi, ma quelli del popolo, da cui sono stati scelti ed eletti.

Pertanto, sembrerebbe che tutte le forme delle società a base democratica-elettorale siano liberiste e veramente democratiche.

Non e’ così; infatti, possono verificarsi situazioni elettorali di grande vantaggio per un raggruppamento politico, qualora esso riuscisse a raggiungere un numero di parlamentari sufficienti per garantirgli l’esercizio del potere con le sole forze rappresentative, che il popolo sovrano gli ha concesso, attraverso l’elezione-democratica.

Quindi, puo’ accadere che il Capo di una formazione politica abbia un numero sufficiente di parlamentari, per imporre il proprio potere e violare costantemente norme e diritti, in modo del tutto legale, con la forza parlamentare, basata su rappresentanti del popolo, che abdicano alla difesa degli interessi popolani, per curare quelli del Capo.

Cioè, accade che il potere annulli le minoranze-opposizioni parlamentari, escludendole dal dibattito parlamentare, usando nelle votazione il numero superiore di voti.

Altra arma efficace, che garantisce l’annullamento delle opposizioni, è la richiesta costante della fiducia, nei momenti in cui si paventa un pericolo, durante l’iter parlamentare, nei confronti di una particolare legge, che interessi il potere.

Se queste forme, usate nelle democrazie parlamentari, vengono utilizzate per annientare e rendere inutile ogni forma di rapporto e di dialogo con le opposizioni, si avrebbe una violazione delle forme della democrazia, che si trasformerebbe in Dittatura dentro la Democrazia.

Questa è la forma moderna e democratica per attuare un potere dispotico, che persegue costantemente interessi personalistici, che nulla hanno a che fare con gli interessi propri dei cittadini, la cui espressione, nei momenti della crisi sono: disoccupazione, crescita economica, formazione professionale, ricerca universitaria, tutela della persona, della famiglia, e dell’economia familiare col contenimento fiscale, ma, mai gli interessi personalistici di chi gestisce il potere in nome del popolo, ma, del popolo non gliene frega nulla.

E quando trattasi di Riforme “ epocali “, occorre la condivisione delle opposizioni, senza la quale è vano il tentativo di annoverare tra i processi di democrazie forme nascoste di dittatura democratica.

TAG:  DEMOCRAZIA  TOTALITARISMO  DITTATURA DEMOCRATICA   

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