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contributo inviato da xpress il 1 aprile 2011
Meglio attivi che radioattivi. Lo slogan ha compiuto molti compleanni ma sembra appena nato. E dall'anno in cui è stato coniato non ha mai smesso di ringiovanire. Gli 'incidenti' nucleari infatti non si sono mai fermati. La storia del nucleare è costellata da problemi che non si possono mai definire minori. Si può adottare il criterio di quanto si può essere stati informati per un incidente piuttosto che per un altro, ma nessuno si faccia illusioni. In 50 anni vi sono stati 130 incidenti nucleari accertati. Più appropriato chiamarli disastri per l'umanità. Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica nel 1984 e impegnato nel progetto Archimede  basato sull'energia solare, pochi giorni fa ha osservato che se per Chernobyl, Tricastin, Tallin, El Ferrol, Windscale e per tanti altri passati sotto complice e colpevolissimo silenzio, "la radioattività è senz'altro un grande problema, è il periodo di decadenza (period of nuclear decline) che non viene mai abbastanza considerato". In queste ultime settimane, dopo la catastrofe di Fukushima, si è parlato (poco) della pericolosità del plutonio. Ebbene, il Plutonio 239, quello più usato per armi e reattori nucleari, ha un tempo di decadimento di circa 24.000 anni. E' un prodotto di sintesi, 'derivato' dall'Uranio. Le esplosioni di Fukushima sono state causate in gran parte dal Plutonio che, al contatto con l'aria umida, aumenta il proprio volume fino al 70% per poi sfaldarsi in una polvere che esplodendo s'incendia. La sua radioattività è velenosa per il midollo osseo.

Senza scovare 'dettagli' troppo tecnici, si può leggere che l'emivita
dei materiali radioattivi varia da frazioni di secondo per i più instabili, fino a miliardi di anni per quelli che sono solo leggermente instabili. E' per questo che ha tenuto banco per un paio di giorni il fatto che a Roma c'era più radioattività che a Tokyo. A Roma è il radon, emesso da labili tracce di Uranio  che esce dalle fessurazioni tra i sanpietrini, il responsabile della radioattività. Un gas pesante, e per questo la sua concentrazione nell'atmosfera non crea allarme, ma  è senz'altro pericoloso, se inalato. Perciò viene usato solo in radioterapia e diventa un fattore di rischio se si accumula all'interno delle abitazioni, pertanto viene monitorato. Ma il radon si forma dal decadimento del radio (lo stesso che uccise i coniugi Curie, loro scopritori), a sua volta prodotto dal decadimento dell'Uranio. L'elemento più radioattivo esistente in natura.

Di veri e propri giacimenti di Uranio, fortunatamente se ne parlò solo per un arco di  circa 20 anni. Fino al 1970, quando le scorte furono esaurite. Infatti ora si parla di tracce e spesso di ipotesi. Si estrae da due minerali: la Pechblenda e la Carnotite. Per un'idea da brividi di cosa vuol dire tempo di decadenza, basti pensare che l'Uranio (238) diventa piombo (non radioattivo) in circa 4.500.000 anni. E fin qua ci si potrebbe anche stare, dato che col sistema della datazione radiometrica, si calcolano le età di oggetti decisamente antichi.

Ma l'uomo è curioso, e soprattutto ama il potere che troppe volte è stato cercato tramite la potenza delle armi. Così l'Uranio, conosciuto da più di 2000 anni per il suo ossido, restò materiale di ricerca fino alla fine del 1800. Dopo che ne fu scoperta la sua radioattività, ricevette grandi attenzioni, guarda caso, durante la Seconda guerra mondiale.  Nel 1940, dopo che fu sintetizzato il Plutonio, il progetto Manhattan culminò nelle atomiche di Hiroshima e Nagasaky. Da allora in poi o furono bombe o pericolosi esperimenti, durante i quali si scopersero le proprietà dell'Uranio e degli isotopi, cioè atomi dello stesso elemento ma con massa (atomica) diversa. Fu energia, tanta e immensamente potente quanto distruttiva. Gli effetti di quelle due bombe e di tutti gli altri 'esperimenti' nucleari si stanno vedendo adesso. Proprio in Giappone esiste un Istituto che studia le mutazioni genetiche dovute alla radioattività che si scatenò nell'agosto del 1945. Una ricercatrice, durante un'intervista, mostrò le foto di raccappriccianti mutazioni su insetti, rane e altri animali di piccola taglia. L'intervistatore chiese se si fossero riscontrate anomalie su esseri umani. La donna disse che nell'Istituto vi erano dei bambini a cui però non erano state fatte foto. "Sono deformità orribili. Non abbiamo fatto foto".

Il Livello delle Radiazioni in Giappone in un grafico interattivo


Col Referendum del 12 e 13 giugno gli italiani potranno dire SI all'abrogazione del nucleare. E nessun italiano sarà costretto a pagare di tasca propria l'acquisto dell'usato nucleare di Sarkozy. Tutto il mondo sta ripensando all'uso del nucleare. Noi italiani possiamo dare l'esempio positivo. L'uso delle energie provenienti da fonti rinnovabili ci assicura, senza margini di errore, il nostro presente e futuro finalmente pulito.

TAG:  SVILUPPO SOSTENIBILE  NUCLEARE  ENERGIE RINNOVABILI  RADIOATTIVITÀ  REAZIONE NUCLEARE 
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