.
contributo inviato da magnagrecia il 31 marzo 2011

 

Riassumo, qui di seguito, alcune note sparse sui vari tipi di Energia.
 
ENERGIA NUCLEARE A FISSIONE
 
15 Maggio 2010 a 16:08
Secondo la lettera riportata sopra, le 4 centrali da 1,650 GW, che sarebbero ultimate tra una decina d’anni, coprirebbero il 14% (?!) del fabbisogno elettrico nazionale, al costo di 4,5-5 miliardi ciascuna.
Sembra una percentuale sovrastimata, atteso che la potenza complessiva attuale è di quasi 60 GW e quella prevista tra 10 anni di circa 70 GW.

Carlo Rubbia ha affermato, infatti, che per coprire il 30% del fabbisogno, sarebbero necessarie 15-20 centrali (da 1 GW), una per ciascuna regione (con un costo di 75-100 miliardi). Inoltre, sostiene che il costo unitario dell'energia ottenuta col nucleare non è affatto più economico.

Poi, c’è il problema quasi insolubile delle scorie radioattive. Ad oggi, in Italia, non si è ancora riusciti a trovare un solo sito-deposito per stoccare per centinaia d’anni le scorie radioattive prodotte dalle vecchie centrali già chiuse.

Per Rubbia esistono due strade: il nucleare ed il solare, purché innovativi, e quindi necessariamente il frutto di nuova ricerca e sviluppo. In ogni caso, già ora, egli propone:
a) un tipo di solare termodinamico, capace di accumulare energia e rilasciarla quando serve;
b) un tipo di nucleare al torio e non all'uranio (il torio è più abbondante – in un rapporto di 1 a 10 -, molto più efficiente – rapporto di 1 a 200 – e le sue scorie “decadono” in tempi molto più brevi – decine di anni anziché migliaia - ).

Rubbia: Il nucleare in Italia? Non risolverebbe il problema dei costi energetici
http://www.blogalileo.com/rubbia-il-nucleare-in-italia-non-risolver...

Rubbia: "L'errore nucleare. Il futuro è nel sole"
http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/ambiente/nucleare3/rubbia-...

Cambiamento del clima e salute dell'uomo, oncologo e Nobel per la fisica a confronto
Il protocollo di Kyoto è insufficiente, come evitare la catastrofe ambientale?
Veronesi: solo il nucleare ci salverà
Rubbia frena: non è l'unica alternativa

http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/energie-pulite/ve...

Carlo Rubbia: Centrale nucleare al torio
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&oi=video_result&am...

Lettera aperta a Bersani dagli scienziati, imprenditori e parlamentari italiani: Il PD non deve chiudere le porte al nucleare
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&ct=res&cd=1&am...
N.B.:
Carlo Rubbia, in estrema sintesi, afferma che, qualunque sia la scelta, essa deve essere concretamente realizzabile (in Italia), congrua ed avere un saldo costi-benefici (tecnico-economici, ambientali, in fatto di fonte di approvvigionamento), il più positivo possibile: lapalissiano, mi sembra.
 
Osservazioni:
"Il ciclo del Torio è sicuramente interessante per diversi motivi. Intanto di Torio sembra ce ne sia molto molto di più.

Il secondo punto è che un reattore al Torio è certamente intrinsecamente stabile. Di fatto non può proprio esplodere. Viene usata una “spallation source” per produrre neutroni. Il Torio ne cattura uno ed emette un raggio beta, trasformandosi in uranio 234 (che è fissile). In un certo senso, la macchina si procura il materiale fissile, man mano che le serve. Come si spenge la spallation source, si spenge tutto.

Il terzo punto è che questa macchina non produce transuranici. Quindi niente Plutonio, niente proliferazione nucleare e niente scorie con vite medie di milioni di anni.

Il primo punto dolente è l’energia che ci vuole per far funzionare l’acceleratore di protoni che serve da spallation source. O si riesce a costruire un acceleratore con efficienza molto molto alta (>10%) o il sistema non funziona.

Il secondo neo è che tutte le altre scorie radioattive si formano esattamente come in un reattore ad Uranio."
 
Francamente, mi sembra incredibile che il NYT pubblichi una notizia, a detta dell'ENEL, così palesemente infondata. Comunque, questi sono gli articoli a confronto:
Un articolo del New York Times su uno studio americano
Il solare costa meno del nucleare
Il sorpasso al prezzo di 0,16 dollari a chilowattora. L'energia atomica costerà sempre di più
27 luglio 2010 (ultima modifica: 28 luglio 2010)
La replica
Enel: «Conti falsati»
Vengono tolte dall'effettivo costo dell'energia elettrica prodotta con il solare gli ingenti incentivi forniti
28 luglio 2010
 
Ogni giorno che passa l'energia solare diventa più conveniente http://www.sc.doe.gov/bes/reports/files/SEU_rpt.pdf" target="_blank... . Secondo il dipartimento dell'energia USA il sorpasso avverrà fra il 2013 ed il 2023 (gli asterischi si riferiscono alla proiezione del sorpasso)
 
Secondo i tecnici potrebbe esserci lo slittamento di 12 mesi sulle centrali
Scorie nucleari, ecco le aree. Pronta una lista con 52 siti
Ma per il piano Palazzo Chigi chiede di aspettare l'Agenzia
Roberto Bagnoli
24 settembre 2010
 
Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha presentato oggi la prossima manovra finanziaria, che ha al primo punto l'energia nucleare.
Il fotovoltaico più economico dell’energia atomica, ma l’Italia non vuole cambiare strada
Secondo il rapporto della Duke University in North Carolina i costi dei sistemi solari sono scesi a un punto che è ormai inferiore a quelli previsti per la costruzione di nuove centrali nucleari
di Andrea Bertaglio
14-10-10
 
 
NUCLEARE
Agenzia per la Sicurezza: Veronesi nominato presidente
Il Consiglio dei ministri comunica la composizione del consiglio direttivo. Oltre all'oncologo e senatore del Pd, ci sono gli esperti di energia atomica Cumo e Ricotti e il magistrato Stefano Dambruoso. Si dimetterà da senatore
05 novembre 2010
 
 
 
SOLARE TERMODINAMICO  O  A CONCENTRAZIONE
 
Ripropongo le informazioni sugli impianti basati sulla tecnologia della energia solare a concentrazione, e lo faccio riportando i 'post' da me pubblicati in un altro forum.
 
1.Il solare termodinamico a concentrazione risale ad Archimede (tra l'altro, è il nome del progetto Rubbia-ENEA); il primo impianto risale al 1981 (USA), ma non funzionava bene; in Italia (2004) e in Spagna sono già stati inaugurati i primi impianti con la nuova tecnologia di Rubbia, altri sono in costruzione.
2. Come si vede, siamo ben oltre “prototipi da testare”.
3. E' quasi superfluo notare che: a) è fondamentale il modo in cui si definisce il piano energetico strategico nazionale e poi si appostano i correlati stanziamenti di bilancio; b) tale piano può ben contemplare tecnologie diverse.

Obiezioni:
- il solare a concetrazione e' forse "delicato" nelle condizioni di funzionamento. Segnalo questo bel post di Ugo Bardi a riguardo:  http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/09/18/fotovoltaico-a-concent...

Risposta:
 
dallo scritto risulta che:
 
a) il capogruppo del PDL al Senato, Gasparri, vuole togliere i finanziamenti (decisi dal governo Prodi) al solare termodinamico di Rubbia: sai la novità... Il governo di centrodestra cacciò Rubbia dalla presidenza dell'ENEA perché s'era permesso di criticare il governo Berlusconi, che lesinava sulla ricerca. Inoltre, chiaramente, avendo fatto ora la scelta nucleare (costosissima), deve reperire le risorse finanziarie e lo fa dove può farlo e con più piacere: nelle fonti alternative e nei progetti di Rubbia già finanziati;
b) Aspoitalia critica questa decisione del PDL, ma nello stesso tempo anche il solare termodinamico di Rubbia.
Poi, tuttavia, se si fa una ricerca nel sito di Aspoitalia di critiche al progetto “Archimede” di Rubbia-ENEA (vedi allegato, davvero interessante e di buona qualità, la cui lettura suggerisco a tutti), si può rilevare che: 1) è solo un tecnologo, uno solo – il Dott. Domenico Coiante, ex ricercatore ENEA, propugnatore appassionato del fotovoltaico – a criticare il solare termodinamico; 2) alle sue critiche risponde puntualmente il Dott. Massimo Falchetta, ricercatore ENEA impegnato nella ricerca sul solare termodinamico, che inizia così:
“Ho recentemente letto i commenti del dr. Coiante, cui gradirei rispondere, avendo una conoscenza diretta della materia trattata. Nel commento di Coiante emerge chiaramente una “vis polemica” tesa a individuare i punti deboli di un progetto che, per varie ragioni, viene periodicamente trattato sui media con modalità strumentali”. (…).
http://www.aspoitalia.it/archivio-articoli/140-il-progetto-archimed...


ENERGIA
Rubbia: "L'errore nucleare. Il futuro è nel sole"
Parla il Nobel per la Fisica: "Inutile insistere su una tecnologia che crea solo problemi e ha bisogno di troppo tempo per dare risultati". La strada da percorrere? "Quella del solare termodinamico. Spagna, Germania e Usa l'hanno capito. E noi..."
29 novembre 2009
http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/ambiente/nucleare3/rubbia-...

Vicino a Siracusa un impianto all'avanguardia: oggi l'inaugurazione, parla il Nobel che lo ha progettato
Rubbia e la centrale di Archimede "Così catturerò l'energia del sole"
È la terza via delle rinnovabili. Una fonte pulita perfettamente competitiva, abbondante e sicura
di Elena Dusi
 
 
Riesumo questo vecchio thread per allegare la notizia dell'inaugurazione in Sicilia di un nuovo impianto solare a concentrazione.
Francamente, non ho verificato - visto che il primo fu inaugurato, mi pare, nel 2004 - se questo è il secondo o il terzo o il quarto della serie, anche se dal tono dell'articolo si può avere il dubbio che si tratti ancora del primo.
 
ENERGIA
Inaugurato a Priolo il "solare di Archimede"
La centrale Enel si avvale di un'intuizione dello scienziato vissuto 23 secoli fa, attualizzata da Carlo Rubbia. L'impianto rimarrà in funzione anche di notte o con le nuvole. "Unico nel suo genere, punta di diamante del progresso"
di Valerio Gualerzi
 14 luglio 2010
 
Intervista di Radio3 Scienza a Mauro Vignolini
 responsabile Fonti rinnovabili dell'ENEA, sulla centrale solare termodinamica, inaugurata lo scorso 14 luglio a Priolo (SR).
 
Ecco il link per vedere l'edizione speciale sull'inaugurazione:
 
Nota: Ho telefonato all'ENEA/Casaccia (Tel. 06/30481; 8:30-16) per chiarire se si tratti dell'impianto già inaugurato nel 2004. Il responsabile era assente, la segreteria mi ha detto che sì, è lo stesso impianto, smontato (aggiornato, presumo, per renderlo il più avanzato del mondo) e rimontato nella nuova centrale ENEL a ciclo combinato (solare e gas). Ogni commento appare superfluo.
19-07-10
 
Tre giorni fa, ho ritelefonato all'ENEA ed ho parlato con il responsabile del progetto “Archimede”, l'Ing. Mauro Vignolini.
Mi ha detto che si tratta non del vecchio, ma del prototipo di un impianto completamente nuovo, iniziato nel 2008, perché dopo la partenza del Prof. Rubbia, erano stati tagliati i fondi e l'ENEL ha aspettato che il progetto fosse rifinanziato.
L'impianto ha una potenza di 5 Megawatt (originariamente era previsto di 20 MW) a ciclo combinato a gas e solare termodinamico, basato su una tecnologia fortemente innovativa elaborata dall’Enea: invece dell'olio diatermico, che raggiunge una temperatura massima di 450°C, nei tubi vengono utilizzati dei sali (nitrati di sodio e potassio), che raggiungono una temperatura massima di 550°C, che ne aumenta l'efficienza, ne abbatte i costi e rende possibile la produzione di energia anche in assenza di sole.
I tubi con i sali vengono prodotti da una azienda italiana, la Solar Energy del Gruppo Angelantoni Industrie S.p.A., partecipata dalla Siemens (interessata alla tecnologia italiana) al 45%; gli specchi e gli altri componenti da altre aziende.
L'Ing. Vignolini, su mia domanda, mi ha detto che il Prof. Carlo Rubbia sta sviluppando una tecnologia che utilizza, invece dei sali, l'anidride carbonica (CO2).
24-07-10
 
 
FUSIONE NUCLEARE
 
 
 
 
Parla il direttore dell’European Fusion Development Agreement
Accelera la fusione nucleare: «Fra 15 anni energia dalle stelle»
Il professor Francesco Romanelli: «Stiamo lavorando per consegnare al mondo il reattore ITER»
Franco Foresta Martin
24 settembre 2010
 
Fusione nucleare a freddo "A Bologna ci siamo riusciti"
Per la prima volta in Italia, davanti ad esperti, è stato realizzato il processo utilizzando nichel ed idrogeno. E' la strada per ottenere energia pulita. Andrea Rossi, ingegnere e Sergio Focardi, fisico, spiegano: "Dietro questo processo non c'è una base teorica, per quale motivo avvengono questi risultati lo abbiamo solo ipotizzato"
di ILARIA VENTURI
14 gennaio 2011
 
 
ENERGIE ALTERNATIVE
 
L'IDEA DI UNO STUDENTE INGLESE
Lo sciacquone genera energia elettrica
Il sistema HyDro-Power usa anche l'acqua della doccia e del lavandino. Nei condomini promette grandi risparmi
Eva Perasso
26 luglio 2010
 
 
PS:
contributo inviato da xpress il 30 marzo 2011
Dalle centrali atomiche francesi l'Italia importa solo l'uno per cento dell'elettricità totale che consuma. 
 
 
TAG:  VERONESI  ENERGIE ALTERNATIVE  RUBBIA  ENERGIA NUCLEARE A FISSIONE  ENERGIA SOLARE A CONCENTRAZIONE  ENERGIA NUCLEARE A FUSIONE 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
commento di paolorol inviato il 9 aprile 2011

Se il giorno 11 marzo 2011, la mozione che chiedeva di spostare il voto dei referendum, dal 12 giugno al 15 e 16 maggio (elezioni amministrative) non è passata, lo si deve al voto contrario dell’onorevole Beltrandi Marco (vedi articolo http://tantopersapere.bloog.it/ricordatevi-questa-faccia.html).
Dare tutta la responsabilità a Beltrandi non è un operazione corretta, in quanto mancavano all’appello 12 deputati (10 del PD e 2 dell’IDV). Ecco questi 12 deputati sono stati definiti ‘Facce da Nucleare’sul blog di Grillo..
Dei disertori il catalogo è questo:

CIRIELLO
D'ANTONA
FARINA
FEDI
FASSINO
GOZI
CAPANO
MADIA
MASTROMAURO
SAMPERI

L'ineffabile MADIA si era già messa tristemente in evidenza per la sua assenza alle votazioni che hanno fatto passare lo Scudo Fiscale. Si era profusa in scuse e buoni propositi per il futuro, se ben ricordo giustificandosi con i soliti motivi di salute (?). Se è malata si dimetta e ceda il posto a qualcuno meno scalcagnato di lei. E' una ladra come gli altri.
Con un'opposizione come questa non c'è storia, come ha detto giustamente Vattimo "o lo fanno a pagamento e sono dei venduti, o lo fanno gratis e sono coglioni".

In quell'occasione l'altrettanto ineffabile Bersani aveva assicurato che avrebbe preso non meglio specificati "provvedimenti", che ovviamente non sono mai stati adottati.



commento di cilloider inviato il 8 aprile 2011
Bravo Magna!

Così mi piaci!
:)
commento di aregolo inviato il 6 aprile 2011
Allora, magnagrecia,dicevamo...
Tu affermi che nel caso ad esempio delle scelte sul nucleare bisogna sopratutto ragionare, lasciando alla passione un margine ristrettisimo, quasi nullo.
Ma per fare questo bisognerebbe sapere già quasi tutto del nucleare.
E invece questa scienza è relativamente giovane, poco più che un bambino.
E di essa si sa ancora relativamente poco nonostante sia ormai circa un secolo che studiosi di tutto il mondo siano impegnati sull'argomento.
Il fatto è che la scoperta dell'energia nucleare ha aperto le porte verso confini ancora del tutto inesplorati.
E si sa che l'uomo possiede una natura estremamente curiosa e ha una tendenza fortissima ad esplorare zone a lui sconosciute.
Anche se questo può comportare rischi elevati.
La storia del progresso umano lo dimostra in modo incontestabile.
E il più delle volte è la passione a spingere ad effettuare i passi in avanti.
La ragione viene subito dopo, quando si tratta di rimediare agli eventuali errori commessi e a ridurre i futuri rischi probabili.
commento di aregolo inviato il 5 aprile 2011
Caro Magnagrecia, impegni di lavoro e di famiglia non mi consentono al momento di attuare una adeguata replica alle tue interessanti osservazioni.
Mi riservo di farlo appena possibile.
Cordiali saluti. Aregolo.
commento di magnagrecia inviato il 4 aprile 2011
Caro Aregolo,

passione [pas-sió-ne] s.f.
• 1 L'insieme delle sofferenze subite da Cristo nel periodo che va dalla notte passata nell'orto di Getsemani fino alla crocifissione; estens. (e freq. con iniziale maiusc.) il racconto evangelico della passione di Cristo; opera o brano musicale che ha per tema la passione di Cristo || settimana di p., quella che precede la settimana santa, intesa come commemorazione dei patimenti di Cristo
• 2 Grande sofferenza spirituale, morale SIN pena, tormento: quel ragazzo mi farà morire di p.
• 3 Sentimento di grande violenza e intensità: essere accecato dalle p.
• 4 Trasporto amoroso, forte attrazione erotica; anche, la persona che ne è oggetto: quella ragazza è stata la sua ultima p.
• 5 estens. Inclinazione, interesse molto vivo per qlco.; anche, l'oggetto di tale interesse: avere la p. del gioco; la pittura è la sua grande p. || fare qlco. per p., per inclinazione o per diletto, non per interesse economico | fare qlco. con p., con grande dedizione e sentimento
• 6 bot. fiore della p., passiflora
• • sec. XIII

Come vedi, è consigliabile, in tema di energia nucleare a fissione, non esagerare con la passione, che nel mix giusto è meglio entri per il 5% lasciando che il rimanente 95 sia costituito dal raziocinio.

Per quanto riguarda la posizione del PD tu sei troppo severo, forse perché non ne fai parte e non lo voti. Ho già ‘postato’ l’evoluzione della sua posizione, credo che ora la stragrande maggioranza non sia favorevole al nucleare.
commento di aregolo inviato il 4 aprile 2011
E visto che alcuni frequentatori di questo post hanno commentato sul nucleare per interposta persona voglio dire ancora qualcosa.
Se si commenta per interposta persona , come ad esempio fa solitamente Magnagrecia, riferendo opinioni anche contrarie al nucleare di autorevoli personaggi e commentatori esperti di settore, può essere comunque un arricchimento culturale per tutti, ma se si riportano come fanno altri le sommarie e sguaiate espressioni di personaggi dell'avanspettacolo che hanno costituito per decenni un triste disvalore per l'intelligenza e la sensibilità degli italiani come ad esempio il fantozzi della "corazzata potemkin=cagata pazzesca" associandole al nucleare, allora mi convinco che in questo Paese c'è molto da lavorare per riportarlo ad una maggiore consapevolezza e dignità culturale.
commento di aregolo inviato il 4 aprile 2011
Caro Magnagrecia.
Il solo raziocinio senza spirito passionale, produce il più delle volte incertezza, inconcludenza e staticità.
Un eccesso di passionalità può indurre in errore, ma sarà il raziocinio a correggere l'errore.
Ma dopo la correzione dell'errore sarà di nuovo lo spirito passionale che dovrà guidare l'azione dell'uomo.
Altrimenti non ci sarà progressione nè sviluppo.
Il referendum antinucleare, purtroppo associato e inquinato all'antiberlusconismo,non è stato promosso dal PD, grande partito di massa, ma dal gruppo di pasdaran dell'IDV di Di Pietro.E il PD lo utilizzerà appunto come dici tu per levarsi dalla imbarazzante "incombenza di trovare la quadra tra favorevoli e contrari al nucleare".
E' ovvio che prenderemo democraticamente atto del risultato assai probabilmente negativo per il rilancio dell'opzione nucleare nel nostro paese, sempre che venga raggiunto il qourum, ma non per questo non continuerò ad occuparmi con passione e "raziocinio" di questa fondamentale problematica del nostro tempo.
commento di magnagrecia inviato il 3 aprile 2011
Caro Prof. Aregolo,

Di una cosa credo si possa essere sicuri: che dopo questa lunga chiacchierata fatta qui ti preoccuperai un pizzico in più di insegnare ai tuoi allievi, sia in generale sia in particolare sulla questione del nucleare, la regola dell’approccio razionale, di usare sempre il raziocinio.

raziocinio
[ra-zio-cì-nio]
s.m. (pl. -ni)
1 Facoltà di ragionare, di riflettere con equilibrio e buon senso
? estens. Ragione, criterio: uomo che ha molto r.; non ha un briciolo di r.
? SIN. giudizio

Credo anche che converrai con me che non sia arrischiato prevedere con ragionevole certezza che sarà il prossimo referendum a sgombrare il campo dall’opzione nucleare (a fissione) per i prossimi 20 anni e quindi a sollevare anche il PD dall’incombenza di trovare la quadra tra i favorevoli e gli antinuclearisti.

commento di aregolo inviato il 3 aprile 2011
Tra le varie opzioni interpretative del tuo nucleare=corazzata Potemkin,Yerle,speravo proprio che non fosse quella di Fantozzi.
commento di Yerle inviato il 3 aprile 2011
L'accostamento con la corazzata Potèmkin era invece molto terra-terra, lanciato apposta per fare arrabbiare magnagrecia per la bassezza dell'intervento.
Insomma: era la citazione di Fantozzi...
commento di aregolo inviato il 3 aprile 2011
Un osservazione a margine un pò fuori tema.
Noi qui stiamo ad occuparci e a preoccuparci di questioni come l'energia e il nucleare, mentre le sommosse popolari e le guerre più o meno indotte nel nord Africa e nel Medio Oriente stanno sconvolgendo gli equilibri sociali ed economici dell'intero Mediterraneo.
Nel caos di Lampedusa,non si sono visti nè i capi di stato europei che l'hanno indirettamente rpovocato, nè i leaders politici nazionali.
Avete forse visto la testa lucida del nostro Segretario, che pure emerse dal tetto universitario insieme agli studenti nella protesta anti Gelmini?
Oppure i baffi del Presidente del PD?
O gli occhiali e la faccia rubiconda della Vicepresidente?
Oppure il capopolo giustizialista iperpresenzialista dell'IDV?
O anche le eleganti facce del terzo o nuovo polo che dir si voglia?
O gli aspiranti rivoluzionari-rottamatori alla Vendola e alla Renzi?
O la faccia feroce da "foera de ball" del minihitler della Padania?
Oppure infine si è vista la nobile e austera figura del Capo dello Stato?
No, niente di tutto questo si è visto nell'italianissima Lampedusa dove qualche migliaio di italiani si sono visti sommersi da un'ondata disperata di extracomunitari nordafricani.
Si è visto solo il faccione sorridente del Premier,a dispensare pacche sulle spalle e promesse.
commento di aregolo inviato il 2 aprile 2011
Simpatico ma un pò oscuro,Yerle, l'accostamento tra il nucleare e la vicenda storica e umana suggestiva e variegata della corazzata Potemkin.
Trovo più interessante il tuo"più se ne sa del nucleare etc...".
E' proprio così, Yerle, non importa quale possa essere infine il giudizio soggettivo di ciascuno di di sul nucleare.
Quello che importa è informarsi e saperne il più possibile su un argomento così complesso e quasi misterioso, affinchè il nostro giudizio sia sempre più motivato e ragionato.
Quando il governo Berlusconi cadrà,mi auguro che sia il PD con i suoi alleati ad assumere il pesantissimo onere ma anche il grande onore e la responsabilità di guidare questo Paese martoriato da 15 anni di berlusconismo.
E allora si tratterà di gestire il nucleare che c'è e quello che è da venire con senso della misura ma anche con tutta l'attenzione che merita questa grande problematica internazionale.
commento di Yerle inviato il 2 aprile 2011
Più ne sappiamo più ci convinciamo che il nucleare è come la corazzata Potemkin...
commento di aregolo inviato il 2 aprile 2011
Caro Magnagrecia, nel dettagliato ed esuriente articolo di P. Ferrante da te riportato si conferma la insidiosa pericolosità del calore residuo permanente da decadimento radioattivo negli attuali reattori ad uranio anche dopo lo spegnimento di massima della reazione a catena dopo la manovra di emergenza di "SCRAM".
Non è chiaro ,dall'affermazione finale di Carlo Rubbia a Radio 3,se anche la rivoluzionaria scelta del Torio come materiale fissile nucleare non continui tuttavia a presentare analogo problema .
E comunque rimane da risolvere tale problema per la filiera nucleare ad uranio di seconda e terza generazione attualmente operanti nel mondo, e forse anche per quelli di terza generazione evoluta in fase di costruzione in Finlandia e,Francia e Cina,quali l'EPR francese.
Il problema in sostanza, penso sia ormai abbastanza chiaro anche ai non addetti ai lavori,è quello di garantire per un tempo assai prolungato lo smaltimento del calore residuo con sistemi attivi (che hanno bisogno del controllo continuativo dell'uomo e dell'energia di attivazione in generale elettrica senza la minima interruzione fin dal momento della prima emergenza) o con sistemi passivi che si basano su fenomeni fisici naturali che non necessitano di alimentazione esterna oppure infine con una giusta scelta di copresenza e collaborazione di entrambi i tipi di suddetti sistemi di sicurezza.
Ed è su questi particolari temi di sicurezza delle future centrali nucleari che si sta evolvendo la ricerca in tutto il mondo progredito.
commento di magnagrecia inviato il 2 aprile 2011
(segue/6)
La soluzione, secondo Rubbia (v. Intervista di Radio3 Scienza al Prof. Carlo Rubbia
http://www.radio.rai.it/podcast/A7440019.mp3 )
è nell’energia nucleare al torio, che è già in uno stadio avanzato di studio e che deve sfociare nell’approntamento di un impianto prototipo (egli ha in corso collaborazioni con la Cina e l’India).


La tecnologia basata sul torio:
1. Elimina rischio Hiroshima e pericolo terrorismo, perche separa l’utilizzo per usi civili da quelli militari.
2. Elimina rischio Chernobyl (incidente di criticalità)
3. Permette una sicurezza deterministica e non probabilistica (se manca corrente, chiude da solo il ciclo)
4. Scorie: tempo di decadimento di centinaia di anni e non migliaia o decine di migliaia.
5. E’ più abbondante dell’uranio (fattore 10) ed è molto più efficiente (fattore 200), per cui permetterebbe una produzione massiva per 20 o 30 mila anni.
(6/Fine)
commento di magnagrecia inviato il 2 aprile 2011
(segue/5)
La rimozione di calore è normalmente ottenuta attraverso sistemi di raffreddamento molto ridondanti nel nucleo di un reattore, mentre nei depositi si scorie si ottiene attraverso l’uso di cisterne molto grandi e un sistema di dissipazione passiva.
Dopo un anno, un tipico quantitativo di combustibile esausto può generare circa 10 kW di calore per tonnellata, scendendo a 1kW dopo dieci anni. Quindi è importante conservare le barre esauste per un periodo abbastanza lungo in sistemi di contenimento appositi.
Se non si riesce a rimuovere in modo continuativo il calore delle barre di uranio, come stiamo vedendo in questi giorni nel Giappone martoriato dal terremoto e dal successivo maremoto, che hanno messo uso molti sistemi di sicurezza della centrale nucleare di Fukushima, si rischia il surriscaldamento del nocciolo e l’esplosione dello stesso, a causa della pressione che può svilupparsi al suo interno (gli incidenti di questi giorni a Fukushima ma anche quello del 1979 a Three Mile Island ne sono un esempio). Non stiamo parlando di incidenti come quello di Chernobyl (almeno per il momento), in cui il nucleo del reattore esplose letteralmente per aria nella notte e senza alcun preavviso, spargendo pezzi mi metallo radioattivo a chilometri di distanza e senza alcuna possibilità di contenimento, provocando inoltre una nube altamente radioattiva che coprì tutta l’Europa.

http://gaianews.it/attualita/emergenza-nucleare-scienza-e-tecnologia/cose-il-calore-di-decadimento-e-perche-le-barre-di-uranio-di-fondono/id=8687
(continua/5)
commento di magnagrecia inviato il 2 aprile 2011
(segue/4)
E per questo motivo che, nel momento stesso dello spegnimento del reattore (ma anche dopo, come abbiamo potuto vedere nel reattore 4 di Fukushima, che conteneva solo barre esauste ed era spento già da prima del terremoto) il decadimento radioattivo produce circa il 7% del calore prodotto in fase di piena attività del reattore, se le barre sono state fatte “funzionare” per un tempo sufficientemente lungo a produrre prodotti radioattivi di fissione, che rimangono nelle barre (a meno che queste non fondano).
Circa un’ora dopo lo spegnimento, il decadimento radioattivo produce circa l’1,5% dell’energia del reattore in funzione. Dopo un giorno, il calore di decadimento scende allo 0,4% del calore prodotto dal reattore in funzione. Dopo una settimana, siamo già scesi allo 0,2%.
La produzione di calore, a questo punto, continuerà a scendere lentamente nel tempo. La curva di decadimento dipende dalle proporzioni dei prodotti di fissione delle barre (in quanto varia il loro tempo di dimezzamento, ossia il tempo in cui la radiazione emessa si dimezza).


La rimozione del calore residuo è quindi un problema molto grosso per la sicurezza non solo di un reattore nucleare, ma anche di un deposito di scorie radioattive per un certo tempo dopo il loro utilizzo come combustibile nucleare. Occorre garantire il raffreddamento continuo delle barre per un lungo tempo per evitare che i materiali altamente radioattivi si liberino in aria o possano interagire con l’ambiente.
(continua/4)
commento di magnagrecia inviato il 2 aprile 2011
(segue/3)
Un ulteriore quantitativo di energia di 23 MeV è rilasciato dopo un certo tempo dall’avvenuta fissione di un nucleo fissile, dal cosiddetto decadimento beta dei prodotti di fissione. Circa 10 MeV dell’energia rilasciata dal decadimento beta avviene sotto forma di neutrini, e poiché i neutrini reagiscono pochissimo con la materia circostante, questa energia si disperde facilmente e non crea problemi di raffreddamento. L’energia rimanente, 13 MeV, (il 6.5% dell’energia totale di fissione) resta all’interno del nucleo del reattore dopo ogni fissione di ogni singolo atomo radioattivo. Tredici MeV sono ovviamente un’energia minuscola, ma siccome gli atomi in una barra d’uranio sono tanti, ecco che l’energia complessiva è tutt’altro che trascurabile (d’altronde, si tratta del 6,5% dell’energia complessiva del reattore in attività, quando questo produce centinaia o migliaia di MW di potenza).
Quando un reattore nucleare viene improvvisamente spento, come abbiamo visto in questi giorni presso i reattori giapponesi, e la reazione nucleare non avviene quindi su larga scala, la maggior fonte di calore è dovuta proprio al decadimento beta dei prodotti di fissione.
(continua/3)
commento di magnagrecia inviato il 2 aprile 2011
(segue/2)
Spegnere un reattore
Il calore di decadimento non è significativo in termini di produzione di energia elettrica. Infatti, esso è una parte piccola del calore totale che i reattori nucleari usano per produrre calore e, attraverso turbine generatrici, l’energia elettrica. Al momento dello spegnimento improvviso di una centrale nucleare, come avvenuto nel caso degli 11 reattori nucleari che si sono spenti automaticamente dopo il terremoto del Giappone, il calore di decadimento radioattivo è una piccola parte del calore presente nel nocciolo (o nucleo) del reattore che contiene le barre di uranio. In una centrale ad acqua leggera come quella di Fukushima lo spegnimento avviene facendo scendere tra le barre di uranio presenti nel nocciolo delle barre di controllo, che assorbono i neutroni e impediscono ulteriori reazioni nucleari.
In una tipica reazione di fissione nucleare, 187 MeV (Mega elettronVolt) di energia vengono rilasciati istantaneamente sotto forma di energia cinetica dai neutroni di fissione, dai raggi gamma istantanei e dai raggi gamma dovuti alla cattura da parte del materiale dei neutroni emessi.
(continua/2)
commento di magnagrecia inviato il 2 aprile 2011
Cos’è il calore di decadimento e perché le barre di uranio possono fondere
Scritto da Paolo Ferrante il 15.03.2011

Si parla in questi giorni di calore nel nucleo delle centrali di Fukushima e della necessità di raffreddare le barre (adesso addirittura ci sono problemi di raffreddamento anche delle barre esauste nel reattore/deposito n. 4 della centrale). Ma perché le barre di uranio si scaldano? Il calore di decadimento radioattivo (in inglese decay heat) è il risultato del decadimento di elementi radioattivi presenti nella lega metallica che intrappola l’uranio. Questo avviene quando la radiazione interagisce con i materiali circostanti e l’energia delle radiazioni alfa, beta e gamma viene convertita nel movimento degli atomi del materiale, in altre parole in calore.
La temperatura di un corpo, infatti, non è altro che l’energia cinetica che i singoli atomi di questo materiale possiedono, e le radiazioni vanno proprio ad eccitare gli atomi del materiale circostante, rendendolo caldo. Ma quanto dura questa radiazione? In altre parole, quanto tempo ancora dobbiamo raffreddare le barre di uranio nella centrale di Fukushima (ma anche in tutte le altre centrali presenti in questo momento in giro per il mondo)?
Il calore di decadimento radioattivo è un fenomeno naturale e, all’interno del nucleo terrestre, si pensa che sia una significativa fonte di calore. Gli isotopi radioattivi dell’uranio, del torio e del potassio sono i principali elementi naturali che producono calore di decadimento.
(continua/1)
commento di aregolo inviato il 2 aprile 2011
E non per petulanza, ma occorre ricordare anche l'università di Palermo con il reattore sperimentale "Costanza", e i già accennati centri Enea tra i quali "La Casaccia", e il laborat. "Lena" di Pavia, e il centro SIET di Piacenza, e i laboratori Ansaldo e i centri Dell'Istit. Nazion. Fisica Nucleare "INFN" e tanti altri ancora compresi i numerosissimi cervelli italiani che lavorano stimatissimi in tale settore all'estero e che vorrebbero rientrare a studiare e lavorare nel proprio paese,lItalia, che stanno a dimostrare che la ricerca italiana in campo nucleare c'è e vuole vivere e svilupparsi, ma che per questo ha bisogno di risorse e non di critiche disfattiste.
commento di aregolo inviato il 2 aprile 2011
Senza dimenticare altre eccellenze che abbiamo in Italia nella ricerca sperimentale in ambito nucleare presso alcune università, come Pisa , Roma,Napoli, Bologna,Genova,Torino e sopratutto presso il Politecnico di Milano,dove mi risulta che sono in stadio avanzato studi e ricerche su nuovi tipi di reattore nucleare come l'IRIS, con studiosi italiani di assoluta e riconosciuta eccellenza mondiale , quali solo per fare alcuni nomi, il Prof. Marco Ricotti e il Prof. Davide Papini, leader nell'approntamento di nuovi sistemi a sicurezza passiva per le centrali nucleari evolutive, come ad esempio l'ESBWR, di prossima approvazione dagli enti certificatori internazionali.
commento di aregolo inviato il 2 aprile 2011
Addirittura , gli stessi studi condotti dal Prof. Rubbia e dall'ENEA sul solare termodinamico,settore di ricerca sperimentale di cui siamo fortemente orgogliosi e in cui siamo ta i primi al mondo, potrebbero essere di grande utilità per approntare soluzioni al problema dello smaltimento termico da decadimento radioattivo dei reattori nucleari.
A conferma del fatto che le diverse scienze e tecniche non dovrebbero mai essere poste in contrapposizione, ma semmai in collaborazione sinergica stretta
per trovare le giuste soluzioni ai problemi ancora irrisolti.
commento di aregolo inviato il 2 aprile 2011
Man mano che passano i giorni risulta sempre più evidente che le gravissime difficoltà incontrate nel "domare" e "addormentare" definitivamente i reattori nucleari della centrale di Fukushima, andati fuori controllo in seguito alla catena di eventi incidentali causati del terremoto-tzunami,sono dovute non tanto e non solo alla necessità di abbattere il calore massimo iniziale dovuto al normale funzonamento a regime degli stessi, ma piuttosto al calore minimo residuo dovuto al fenomeno del "decadimento radioattivo" in fase di spegnimento dei reattori stessi.
Viene naturale chiedersi come sia possibile che la ricerca ingegneristica , che è in grado di prevedere e progettare tutto nel minimo dettaglio, non sia ancora riuscita a ideare e realizzare in modo efficace e affidabile un sistema di smaltimento di calore di quel calore residuo minimo.
Visto e considerato che proprio quel fenomeno termico residuo può essere responsabile di conseguenze gravisime.
Ecco che da qui scaturisce una sfida per l'oggi e il futuro anche e sopratutto per la ricerca e l'industria italiana che a ingegno non è inferioe a nessuno: finanziare lo studio e la ricerca immediata di adeguati rimedi idonei a risolvere l'importante problema e l'applicazione nel più breve tempo possibile di tali rimedi a tutti gli impianti nucleari esistenti e ovviamente a quelli in fase di realizzazione o progettazione futura.
commento di magnagrecia inviato il 1 aprile 2011
lavoce.info
RINNOVABILI SENZA SUSSIDI AD OGNI COSTO
di Annalisa D'Orazio 01.04.2011

La riforma dei meccanismi di sostegno alle energie rinnovabili regge sul presupposto di rendere il sistema di incentivi più efficiente e meno costoso per famiglie e imprese. Ma così non sembra, almeno nella transizione. La strada per ridurre i costi del sussidio è un vero riordino delle politiche di promozione della crescita. Che consideri la relazione tra energia primaria e applicazioni d'uso e la relazione tra energia rinnovabile prodotta e consumata. Oltre a rendere evidente il costo del sussidio.

L'attenzione del mercato continua a essere catalizzata sul costo del sussidio alle rinnovabili elettriche e, in particolare, sull'effetto indotto dalla forte crescita di impianti fotovoltaici sulla spesa dei consumatori per sostenere l'energia solare. (1) Tuttavia, è bene osservare il quadro in una giusta dimensione.
LA POLEMICA SUI COSTI DELLE RINNOVABILI
Il rumoreggiare sul fotovoltaico è forse eccessivo se si considera che nel 2010, su un costo complessivo del sussidio alle rinnovabili elettriche di circa 3,4 miliardi di euro (125 euro per MWh consumato), solo il 24 per cento è imputabile al solare fotovoltaico. (2) (…).
http://t.contactlab.it/c/1000009/2939/29278439/20107


commento di magnagrecia inviato il 1 aprile 2011
Editoriale
Dove non volano le aquile
di Guglielmo Ragozzino
30/03/2011
Il Corriere, Sartori e il nucleare

“(…). l’energia nel mondo ha tre fonti principali che contano per il 90% del totale o poco meno: petrolio, gas, carbone, rispettivamente 34,6; 24,4; 29,3; che ve ne sono due minori, nucleare con 5,5 e idro-geo 6,4 (2008, Data book 2010 dell’Unione petrolifera)? E l’altro dettaglio, del tutto infimo, che lascia intendere che nell’ultimo decennio, per meglio dire dal 2000, il petrolio è arretrato di 3,5 punti percentuali, il gas è avanzato di 0,5 punti, il carbone ha guadagnato 4 punti netti, l’idro-geo ha perso 0,2, mentre il nucleare ne ha persi 0,8, scendendo da un contributo del 6,3% al consumo energetico mondiale nel 2000 a quello del 5,5, generoso, ma a prima vista insufficiente?
In altre parole il nucleare oltre che poco rilevante risulterebbe anche in decrescita, se questa parola non è peccaminosa. Così almeno appare a persone grette innamorate dei numeri, incapaci di guardare lontano e dall’alto, dove volano le aquile”.
http://www.sbilanciamoci.info/Rubriche/Dove-non-volano-le-aquile-8163
commento di magnagrecia inviato il 1 aprile 2011
A proposito di corruzione in Italia:

Affari pubblici a trattativa privata
di Anna Donati
31/03/2011
Nel silenzio generale, passa alla camera l'aumento del tetto della trattativa privata negli appalti pubblici: meno gare, niente trasparenza, uguale più corruzione
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Affari-pubblici-a-trattativa-privata-8167
commento di aregolo inviato il 1 aprile 2011
Il solare evolutivo-innovativo, come quello ad esempio del progetto "Archimede" di Rubbia e alla base del grande futuribile progetto intercontinentale Mediterraneo "Desertec", è una cosa, e il nucleare attuale sia tradizionale che evolutivo,che quello innovativo futuribile è un'altra cosa.
Ed entrambi sono straordinari prodotti dell'ingegno umano.
Possono e debbono convivere in un'ottica di progresso scientifico e tecnologico e mai dovrebbero essere messi in una artificiosa e illogica contrapposizione dannosa per entrambi.
Perchè se io parlo bene di una cosa e male di un'altra e tu fai la cosa opposta non progrediamo nè io nè tu e a goderne sarà un terzo (in questo caso il petrolio o chissà che cos'altro).
Mille auguri per la promozione aziendale di AlexBellotti alla Hannover Messe.
A proposito, io non sono danese, ma del centro-sud d'Italia.
commento di magnagrecia inviato il 1 aprile 2011
ENERGIE ALTERNATIVE

Per chi voglia approfondire, estrapolo dalla discussione riportata sopra tra Domenico Coiante, ex ricercatore ENEA, propugnatore del fotovoltaico, e Massimo Falchetta, ricercatore ENEA impegnato nella ricerca sul solare termodinamico, http://www.aspoitalia.it/archivio-articoli/140-il-progetto-archimed...

Studi [non recentissimi, ndr] pro e contro il solare termodinamico:

IL PROGRAMMA ENEA SULL’ENERGIA SOLARE A CONCENTRAZIONE
AD ALTA TEMPERATURA
http://www.enea.it/com/solar/doc/csp.pdf

Sistemi Solari Termoelettrici. Alcune Considerazioni Tecniche per l'Applicazione in Italia
Sistemi solari termoelettrici
http://www.aspoitalia.it/archivio-articoli/59-sistemi-solari-termoelettrici-alcune-considerazioni-tecniche-per-lapplicazione-in-italia


IMPIANTI di questo tipo installati in Nord Africa, tramite collegamenti elettrici trans-mediterranei con cavi ad altissima tensione. Il più recente studio in merito è scaricabile:

TRANS-CSP Trans-Mediterranean interconnection for Concentrating Solar Power
http://www.dlr.de/tt/trans-csp


Aggiungo:

Progetto Desertec
http://it.wikipedia.org/wiki/Desertec

DESERTEC FOUNDATION
http://www.desertec.org/

commento di alexbellotti inviato il 1 aprile 2011
segue..

In Germania gli operai hanno stipendi doppi dei nostri e la vita è meno cara e faranno a meno del nucleare entro 10 anni.
E' così difficile copiare il cammino tedesco ?
Parto domani per Hannover, partecipo con la mia azienda all'Hannover Messe dove nessuno parlerà di nucleare.
Solo l'Enel, l'anno scorso, enfatizzava la scelta nucleare dell'Italia.
Ho provato profonda vergogna nel leggere la mera propaganda presente sui depliant che Enel, l'anno scorso distribuiva a tutti.
Il nulceare a fissione era già morto anche prima di Fukushima.
Ora è anche seppellito.
C'è voluta la tragedia giapponese per avere il cambiamento di rotta del PD.
Questo fatto mi urta un pò.
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
15 ottobre 2009
attivita' nel PDnetwork