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contributo inviato da team_realacci il 29 marzo 2011
ROMA - Il rinnovabile 'tira', e all'Italia piace sempre di più. Sono infatti 7.661 i municipi - il 94% del totale dei Comuni italiani - che ospitano almeno un impianto da rinnovabile (erano 6.993 lo scorso anno e 5.580 nel 2009), per "una crescita impressionante che riguarda ognuna delle fonti pulite". Sono infatti 7.273 i Comuni del solare (l'89% del totale), 374 quelli dell'eolico, 946 quelli del mini idroelettrico, 290 i comuni della geotermia e 1.033 quelli che utilizzano biomasse e biogas. Questi i numeri contenuti nel rapporto 'Comuni rinnovabili 2011' di Legambiente, realizzato con il contributo di Gse e Sorgenia e presentato oggi a Roma.

I numeri indicano che "aumenta significativamente" il contributo energetico delle rinnovabili, che nel 2010 ha coperto il 22% dei consumi elettrici complessivi, grazie a 200 mila impianti distribuiti nel territorio, che "già oggi rendono rinnovabili al 100% un numero sempre maggiore di Comuni".

Nel 2010, sottolinea il rapporto, gli impianti eolici hanno permesso di produrre 8.374 GigaWattora di energia pulita, pari al fabbisogno elettrico di oltre 3,5 milioni famiglie. Grazie all'eolico "sono 221 i Comuni che si possono considerare autonomi dal punto di vista elettrico". I Comuni del mini idroelettrico sono 946 (il Rapporto prende in considerazione gli impianti fino a 3 MegaWatt), per una potenza totale installata è di 988 MegaWatt, "in grado di produrre ogni anno oltre 3.952 GigaWattora, pari al fabbisogno di energia elettrica di oltre 1,6 milioni di famiglie".

Buoni anche i numeri della geotermia: sono 290 i Comuni con impianti, per una potenza installata pari a 868 MegaWatt elettrici e 67,9 termici. Gli impianti producono circa 5.031 GigaWattora di energia elettrica, "in grado di soddisfare il fabbisogno di oltre 2 milioni di famiglie". I Comuni della biomassa sono 1.033 per una potenza installata complessiva di 1.088 MegaWatt elettrici e 702 MegaWatt termici. Gli impianti si dividono tra quelli che utilizzano biomasse e quelli che utilizzano biogas.

Sono 20 i Comuni 100% rinnovabili, realtà, cioè, che "rappresentano il miglior esempio d'innovazione energetica e ambientale". Tra questi vincono il Premio 2011 due Comuni al 100% rinnovabili dell'arco alpino: Morgex (Aosta) e Brunico (Bolzano). A Morgex un impianto a biomasse con una potenza termica di 9 MegaWatt, collegato a una rete di teleriscaldamento di 10 chilometri, serve tutte le utenze domestiche oltre a scuole, poliambulatori e esercizi commerciali. Un rilevante contributo elettrico arriva, invece, da un impianto idroelettrico da 1,1 MegaWatt che copre il fabbisogno di circa 1.700 famiglie, cui si aggiungono 112 kiloWatt prodotti da 9 impianti fotovoltaici distribuiti sui tetti. Il Comune ha messo poi a bilancio la realizzazione di pannelli solari termici sui tetti delle scuole (investimento di circa 300 mila euro).

A Brunico sono installati 840 metri quadrati di solare termico e 3.093 kiloWatt di fotovoltaico (tutti distribuiti su tetti o coperture), 4.390 kiloWatt di mini idroelettrico articolati in 3 impianti. Un impianto a biomassa e uno a biogas da 1,5 MegaWatt, allacciati a una rete di teleriscaldamento di 120 chilometri, forniscono calore a oltre 2.000 utenze.

I numeri contenuti nel rapporto, commenta il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, "dimostrano come le fonti rinnovabili sono oggi tecnologie affidabili, su cui è possibile costruire un modello energetico più moderno, efficiente e pulito". Per questo "occorre sostenere questo scenario, dando certezze a imprese, cittadini, enti locali, per sviluppare innovazione e qualità nel territorio", e consentire così "in poco tempo di raddoppiare gli attuali 120 mila occupati nel settore". Per cui, continua l'ambientalista, "chiediamo al Governo un impegno preciso in questa direzione, a cominciare da una modifica al Decreto Romani che ha di fatto frenato e tolto ogni certezza agli investimenti".

Il rapporto di Legambiente, sottolinea Nando Pasquali, amministratore delegato del Gse, "fa emergere il dato che le energie rinnovabili sono sempre più accessibili al singolo cittadino e non solo ai grandi produttori". Emerge inoltre che "il Paese stia puntando su tutte le fonti rinnovabili", fonti che "hanno forti possibilità di crescita, anche al fine del raggiungimento degli obiettivi comunitari".

A proposito di target Ue, Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente, sottolinea che "la sfida ora è costruire una seconda fase dello sviluppo delle rinnovabili nel territorio, per raggiungere gli obiettivi europei di sviluppo al 2020". Dopo ciò, conclude, "occore continuare a progredire nell'innovazione energetica e in una progressiva uscita dalle fonti fossili".

Fonte: Agenzia Dire
www.dire.it
29 marzo 2011
TAG:  ENERGIA  FONTI  RINNOVABILI  PULITA  VERDE  LEGAMBIENTE  COMUNI RINNOVABILI  COMUNI  SOLARE  FOTOVOLTAICO  EOLICO  GEODERMICO  MINI-IDROELETTRICO  MORGEX  BRUNICO 

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