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contributo inviato da Vincenzo10 il 29 marzo 2011

 

C’è finalmente un documento consultabile nel sito ufficiale dell’IAEA http://www.iaea.org/newscenter/news/tsunamiupdate01.html  dal titolo Radiological Consequences of the Fukushima Nuclear Accident - 28 March 2011
Nella tavola 10 di tale documento si espone il risultato sintetico di misure effettuate a distanze tra 16 e 70 Km e vi si dice che hanno dato valori di contaminazione compresi tra 0,02 e 4,9 Mega Bequerel/mtq ( attenzione al Mega) nonché ratei di dose tra 0,05 e 59 microsievert/ora.
Possiamo noi da profani fare due conti in base a tali dati e farci una pallida idea?
Forse si.
Ci dobbiamo immaginare misure sparse tra i giorni 17 e 26 marzo in posti diversi e probabilmente al suolo in condizioni molto eterogenee. Diciamo che l’area interessata è una corona circolare di 1,46x104 Kmq. Utilizziamo il valore medio che è 2,46x106 Bq/mtq = 2,46x1012 Bq/Kmq e calcoliamo i Bq (bequerel) totali riversati sull’area moltiplicando la concentrazione superficiale per tutta l’area. Otteniamo 3,59x1016 Bq.
Ora supponiamo che la stragrande maggioranza di questi bequerel sia composta dai decadimenti dello Iodio 131 che ha un tempo di dimezzamento di otto giorni.
Siccome le misure si sono protratte per poco più di 8 giorni, possiamo tenerne conto rozzamente moltiplicando per 2. Si ottengono 7,2x1016 Bq che, con opportuni passaggi corrispondono a 15,6 grammi di Iodio 131.
E’ ragionevole ritenere che una massa altrettanto consistente si sia riversata nell’alta atmosfera?
Penso di si.
Possiamo supporre che si siano diluiti in tutta l’atmosfera terrestre quasi uniformemente?.
Se non sappiamo nient’altro diciamo di si.
Allora 15,6 grammi di Iodio 131 corrispondono a 7,2x1016 Bq. Il volume dell’atmosfera terrestre ( ho considerato un’altezza di 20 Km) è 9,05x1018 mtc. Da cui si deduce un ordine di grandezza di 0,01 Bq/mtc che è un valore circa 10 volte superiore ai 1000 milionesimi definito come limite massimo dal dott. Torri qualche giorno fa (vedi il mio post del 24/03/11).  
TAG:  MODELLI  STIME  RADIOATTIVITÀ IN ARIA 

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