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contributo inviato da torquemada58 il 29 marzo 2011
Marcello Dell'Utri nasce a Palermo l'11 settembre 1941 e Stefano Bontate nasce a Palermo il 23 aprile 1943. Chi sia Marcello Dell'Utri lo sanno ormai tutti mentre Stefano Bontate è una figura meno nota al grande pubblico ma per chi si occupa di storie di Mafia è un personaggio di primissimo piano perché all'inizio degli anni settanta è stato con Luciano Liggio e Gaetano Badalamenti uno dei capi di Cosa Nostra.

Non sono però in molti quelli che hanno fatto caso ad una singolare coincidenza : Marcello Dell'Utri e Stefano Bontate sul finire degli anni '50 hanno studiato entrambi al prestigioso Liceo Gonzaga di Palermo, scuola di gesuiti, forse hanno fatto conoscenza e amicizia nei corridoi del liceo.

Dopo pochi anni la scena cambia, siamo a Milano, primi anni '60, Marcello Dell' Utri incontra nell'androne della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Statale di Milano un giovane di qualche anno più grande che gli cambierà la vita, è un tale che vende gli appunti delle lezioni per mettere insieme i dané e che ha progetti ambiziosi : il nuovo amico di Marcello Dell'Utri si chiama Silvio Berlusconi.

Dopo una decina di anni siamo ancora a Milano e le cronache ci dicono che i tre , Marcello Dell'Utri, Stefano Bontate e Silvio Berlusconi si ritrovano un giorno tutti insieme, per la precisione si incontrano in un periodo compreso tra il 16 e il 29 maggio 1974, lo racconta Francesco Di Carlo, boss di Altofonte, ai sostituti procuratori di Palermo Gioacchino Natoli, Domenico Gozo e Vittorio Teresi in data 31 luglio 1996 :

"Incontrai nuovamente Marcello Dell' Utri a Milano in un' altra occasione. Ciò avvenne qualche mese dopo il primo incontro e, se mal non ricordo, eravamo alla metà degli Anni Settanta. Non appena arrivato a Milano io mi recai in via Larga presso un ufficio della disponibilità di Ugo Martello... subito dopo l' incontro in via Larga andammo a pranzare insieme io, Gaetano Cinà, Nino Grado, Mimmo Teresi e Stefano Bontate. Ricordo in particolare che il Teresi, il Bontate e il Cinà erano particolarmente eleganti e, a mia domanda, specificarono che dovevano incontrare un grosso industriale milanese, amico di Gaetano Cinà e Marcello Dell' Utri. Mi chiesero, in quella occasione, di andare con loro e io accettai di buon grado. Ci recammo quindi in un ufficio non molto distante dal centro di Milano dove ci accolse Marcello Dell' Utri...un ufficio che non so se fosse il suo...dopo circa quindici minuti, venne Silvio Berlusconi... " :

L'episodio è rievocato compiutamente negli atti del processo Dell’Utri : “Di Carlo riferisce di aver partecipato personalmente ad un incontro a Milano, in Foro Bonaparte, sede della Edilnord di Berlusconi. Incontro cui parteciparono anche Stefano Bontate, Mimmo Teresi, Marcello Dell’Utri e Gaetano Cinà. Di Carlo: Siamo entrati e a venirci incontro è stato proprio Marcello Dell’Utri, che io conoscevo. E’ una persona bassina. Ci ha salutati, una stretta di mano, con Tanino (Cinà, ex medico di Totò Riina, condannato a nove anni assieme a Dell’Utri per mafia) si è baciato, con gli altri si, con me no. Tra di loro si davano del tu. Siamo entrati in una grande stanza e c’era una scrivania. C’era qualche divano per sedersi, delle sedie. Ci siamo seduti là. Dopo un quarto d’ora è spuntato questo signore sui 30 anni, 30 e rotti anni, e ci hanno presentato il dottore Berlusconi…”. Pm: “Ricorda chi faceva le presentazioni?”. Di Carlo: “Dell’Utri, ma Berlusconi conosceva già Gaetano Cinà”. […] Dell’Utri era con un vestito blu, giacca e cravatta. Il dottore Berlusconi non era quello di adesso, senza capelli. Aveva i capelli, era un castano chiaro, aveva una camicia sotto e un maglioncino a girocollo e un jeans, un pantalone sportivo comunque. Abbiamo scherzato di questo con Bontate e Teresi dopo. Ovvero il fatto che abbiamo passato un'ora a prepararci, come le donne quando si truccano, e quello è venuto in jeans e maglioncino” . Dopo i convenevoli, si passa al tema dell’incontro. Racconta Di Carlo: “Sono andati nel discorso della garanzia perché Berlusconi era preoccupato. […] Stefano Bontate gli fece raccontare la situazione. Lui disse che aveva dei bambini, dei familiari, che non stava tranquillo, che avrebbe voluto una garanzia. Berlusconi disse: “Marcello mi ha detto che lei è una persona che può garantirmi questo ed altro”. Allora Stefano, modesto, rispose: “No, io sa… però lei può stare tranquillo, se lo dico io può stare tranquillo. Lei avrà persone molto vicine, che qualsiasi cosa chiede sarà fatta. Poi ha Marcello qua vicino e per qualsiasi cosa si rivolga a lui”. Disse che oltre a Marcello gli mandava qualcuno, una persona molto vicina a loro. Disse: “In ogni caso Marcello può garantire perché è una persona molto vicina a noialtri”. Pm: “Poi avete discusso della persona fidata da mandare a Berlusconi?”. Di Carlo “Non mi ricordo se già c’era andato Mangano. Quando ne parlammo Teresi disse: “Ma c’è già Vittorio, perché questo Vittorio è amico di Dell’Utri. Per quello che deve fare va bene Mangano, perché in Cosa Nostra non è la presenza che conta, c’è Cosa Nostra che protegge, basta che si sappia che uno è protetto da Cosa Nostra e può stare tranquillo”. Poi Bontate chiede a Berlusconi il motivo per il quale non venga ad investire in Sicilia, e il futuro premier risponde: “Ma come, con i meridionali e i siciliani (in quegli anni a Milano erano siciliani e calabresi protagonisti dei sequestri) ho problemi e debbo venire là?”. Di Carlo conclude: “Berlusconi alla fine ci ha detto che era pure a disposizione per qualsiasi cosa. E “a disposizione” non so se per i milanesi abbia un senso differente che per i siciliani – perché noialtri, quando ci dicono “a disposizione”, in Cosa Nostra, si deve essere disponibili a tutto».



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