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contributo inviato da Marco.Bonfico il 28 marzo 2011

NEGARE LA BOSSI – FINI


Come rispondere a un grido di dolore che viene da più popoli che chiedono giustizia, libertà e lavoro.


Le risposte che vengono dalla Lega e in second'ordine da Veneto e Lombardia fanno emergere le incongruenze dei Centri di espulsione voluti non sul proprio territorio e il Presidente Formigoni che da buon Comunione e Liberazione predica sostegno morale e civile e nel concreto scarica su altri il fardello dovuto.


Il Ministro degli Esteri Frattini propone un contributo di 1.500 euro sul rimpatrio, questo sarebbe un buon viatico se si considerano i costi che dobbiamo sostenere per un massimo di 18 mesi ed un costo presunto giornaliero di circa 70 euro a extracomunitario escluse tutte le spese accessorie (preventivo 2010 184.766.000).


E' uno smacco per la Lega il cui costo quantificato per passare da 36.951 (2008) a 9.573 (2009) e 4406 (2010) è stato di cinque miliardi di euro e fornitura di centri radar alla Libia mentre per la Tunisia il contributo si riduce a 150 milioni e fornitura d'armi.


Altro passaggio è il costo giornaliero di 250 euro per carcerazione preventiva che garantiscono quella sicurezza di non apertura sociale (quantificata) dei diritti – doveri dell'integrazione.


Ora entrano in gioco gli arrivi non più quantificabili (già 17.118 al 25/3) e l'esplosione dei centri d'espulsione dei “clandestini” che verranno ha costare in modo esponenziale per gli ultimi adempimenti.


Non sarebbe il caso di individuare vista l'offerta delle figure necessarie al nostro tessuto produttivo – formativo senza fare decreti flussi annuali.


Questa è politica del fare mentre la Lega punta sulla propria sicurezza territoriale e appoggiata dal PDL scarica sulla collettività le centinaia di milioni di euro necessari al mantenimento della legge.


Il cordone navale è un errore se posizionato lontano dalla costa in quanto i costi aumentano in proporzione ed è possibile solo per quarantena come la storia insegna, bisogna considerare anche gli ammutinamenti sia loro che nostri con perdita di navi e aumenti di pressione sulle coste.


Le barche sequestrate dovrebbero essere date in comodato d'uso ai nostri pescatori che non possono permettersi di comprarle per rilanciare un settore in crisi.


La sicurezza è un arma a doppio taglio perché vuol dire libertà per pochi e segregazione per il popolo, si comincia con ronde, ordinanze restrittive, coprifuoco.


Basiano 28 marzo 2011


Marco Bonfico

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