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contributo inviato da Achille_Passoni il 21 marzo 2011


L’Inps è ormai a rischio collasso. Dopo i 550 precari che sono stati lasciati a casa per colpa della manovra di Tremonti a gennaio, altri 1240 rischiano seriamente di rimanere senza lavoro a partire dal 1 aprile. La situazione è gravissima, perché al gigantesco problema occupazionale (sono 100 mila i precari della pubblica amministrazione potenzialmente a rischio in tutta Italia) si somma il fatto che queste persone svolgono funzioni ordinarie e strutturali, e il loro licenziamento potrebbe seriamente rallentare o bloccare il lavoro dell’istituto. 

Questi precari infatti si occupano di erogare importantissime pratiche pensionistiche e sociali di competenza dell’Inps, come la cassa in deroga, la disoccupazione, l’invalidità civile: tutte funzioni cruciali che saranno a rischio se i precari saranno mandati a casa. Inoltre - e aggiungo, paradossalmente - lo stesso Inps dovrà erogare le indennità ordinarie di disoccupazione per questi stessi lavoratori, per un costo di circa 7 milioni e mezzo di euro. 

Insomma, un bel modo di “fare cassa”. La manovra voluta da Tremonti taglia della metà la spesa per il personale della pubblica amministrazione senza preoccuparsi del fatto che questa misura - assieme al blocco del turnover - sarà un colpo mortale per il buon funzionamento di uffici che erogano servizi fondamentali per i cittadini. Il risultato è che ora la P.A. è al collasso, in tantissimi perderanno il lavoro e oltretutto il Governo ha bocciato con arroganza i nostri emendamenti salva-precari. 

Chissà se almeno adesso, a fronte di questa ecatombe lavorativa, il Ministro Sacconi si degnerà di ascoltare le richieste dei sindacati e deciderà di occuparsi seriamente della questione. Io dico che sarebbe decisamente il caso.
TAG:  LAVORO  CRISI  DISOCCUPAZIONE  PUBBLICA AMMINISTRAZIONE  INPS  PRECARI 

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commenti a questo articolo 0
commento di magnagrecia inviato il 22 marzo 2011
Ho appena inviato al sito della prossima manifestazione dei precari http://www.ilnostrotempoeadesso.it/
inviata da: Vincesko

la seguente e-mail:

"Era ora! L’Italia è l’unico Paese UE (oltre alla Grecia) che non ha un sistema di ammortizzatori sociali universale.
Il nostro è un Paese incivile, governato da una cricca di incompetenti (Berlusconi, Tremonti, Sacconi), che ha deciso (v. manovra correttiva 2010, ecc.) crudelmente di far pagare la crisi ai ceti bassi e una parte dei ceti medi, risparmiando (quasi) interamente i ricchi e gli abbienti.
Occorrono una piena consapevolezza di questo, una grande coesione ed una lotta dura onde evitare l’affermarsi in Italia della pura logica darwiniana, portata avanti nel mondo da una ristrettissima minoranza di straricchi, che attraverso il dominio dei media e una potentissima capacità di lobbing condizionano le scelte economiche degli Stati e degli Organismi di regolazione e controllo.
Non servirebbe "molto", basterebbero due misure: reddito di cittadinanza universale ed un piano corposo pluriennale di alloggi pubblici (almeno 25 mila all'anno, di discreta qualità).
Invece di limitarci alla lamentela o perseguire riforme palingenetiche, dovremmo batterci con forza e costanza per questi due obiettivi".
Vincesko

Allego:
Proposte complete http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html

di cui [Nota 4] Una crisi pagata dai giovani di Samuel Bentolila , Tito Boeri e Pierre Cahuc - 06.07.2010
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001817-351.html
Lavoro precario e reddito di cittadinanza
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580529.html
commento di magnagrecia inviato il 21 marzo 2011
Anche il Presidente Napolitano spinge per la riduzione dei costi della struttura pubblica e per l’equità. Solo così si potranno introdurre più facilmente le indispensabili misure di welfare: reddito di cittadinanza universale e piano di alloggi popolari (di qualità).

Napolitano spinge per il federalismo
"Non lasciare il lavoro incompiuto"
Il capo dello Stato a Milano: "Mi auguro che lo sforzo già a buon punto possa arrivare a conclusione con la massima condivisione". "Il Parlamento deve essere riformato. Sotto le Regioni troppo parassitismo". "Fuori dalla crisi con equità". A Varese la folla invoca il tricolore
(1/continua)
commento di magnagrecia inviato il 21 marzo 2011
(2/segue)
MILANO - "Non possiamo concederci il lusso di lasciare il lavoro incompiuto. Mi auguro che lo sforzo già a buon punto possa arrivare a conclusione con la massima condivisione". Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano torna così sul federalismo in occasione dell'inaugurazione delle nuova sede della Regione Lombardia 1 a Milano. Lo fa, dopo aver accennato alla crisi libica, ("La comunità internazionale ha fatto le sue scelte e l'Italia partecipa a queste scelte") per rilanciarlo. "Questa volta dobbiamo portare a termine l'attuazione del titolo V riformato della nostra Costituzione e trovare necessarie strade di equilibrio e corrispondenza tra il ruolo dello Stato, delle amministrazioni locali, delle grandi Istituzioni come quella parlamentare che a sua volta va riformata nella nuova prospettiva, e il ruolo delle Regioni, delle Province e dei Comuni", dice il capo dello Stato. Che, proprio in ottica federalista, vede indispensabile la necessità di una riforma del ruolo del Parlamento. E anche una maggiore semplificazione. In particolare nelle Regioni del Mezzogiorno. "Vediamo come al di sotto del livello regionale si sia davvero costruito qualcosa di troppo artificioso, di troppo pesante e talvolta anche di parassitario", dice il presidente. (…).
http://www.repubblica.it/politica/2011/03/21/news/federalismo_napolitano-13898036
commento di frapem inviato il 21 marzo 2011
Ottimo studio, caro MG, ma tuttavia anche senza studio, si capisce qual'è la preoccupazione di questa classe dirigente: pagare gli interessi sul debito, e avere le risorse per tenere in piedi il sistema, precari inutili compresi, o meglio precari utilizzati per fare il lavoro dei vecchi protetti sicuri del posto e che non hanno più voglia di fare un cazzo, accade anche nel privato..
Tutto il resto è un taglio continuo di risorse, dalla cultura all'assistenza ecc.ecc.
commento di magnagrecia inviato il 21 marzo 2011
Tre miliardi di euro in meno
per il sociale nel prossimo triennio

“Più di tre miliardi di euro nel triennio 2008/2010, poco più di trecento milioni nel 2011/2013. E, dunque, oltre due miliardi e 800 milioni che mancano all’appello. E’ questo il confronto fra le risorse complessivamente stanziate negli ultimi tre anni nei Fondi dedicati a Politiche sociali, famiglia, pari opportunità e non autosufficienza, e quelle che nella nuova legge di stabilità si prevede di stanziare, alle stesse voci, per i prossimi tre anni. Naturalmente, i numeri relativi al triennio 2011/2013 potrebbero essere cambiati in sede di discussione della legge di stabilità, ma al momento le cifre inserite nei documenti all’esame del Parlamento sono queste e raccontano la realtà di una riduzione complessiva di risorse pari a quasi tre miliardi di euro (2 miliardi e 811 milioni) in tre anni. Laddove prima c’erano 3 miliardi e 143 milioni di euro, si prevede di mettere ora solo 332 milioni. Il che vuol dire che se prima si metteva cento, adesso si pensa di mettere poco più di dieci. (…).”
http://www.rosarossaonline.org/art/2010/11/11/tre-miliardi-di-euro-in-meno-per-il-sociale-nel-prossimo-triennio_8059
commento di frapem inviato il 21 marzo 2011
Per quanto riguarda il precarioto, sono pienamente d'accordo con Magnagrecia, se la mansione non è temporanea ed effettivamente precaria non dovrebbe esistere e men che meno nel pubblico impiego. Piuttosto si renda meno stringere l'articolo diciotto, e si limiti il ricorso la giudice solo nel caso di reati penalmente perseguibili nei confronti del datore di lavoro.
commento di frapem inviato il 21 marzo 2011
Il precariato nel pubblico impiego è l'ultimo avanposto del clientelismo.
L'INPS è un carrozzone che divora una buona parte dei costi del sistema pensionistico. Basterebbe affidare l'assistenza ai comuni, e semplificare il sistema pensionistico unificando il valore del contributo, in modo da avere un assegno pensionistico uguale per tutti a parità di anni lavorati.
Poi, chi volesse permettersi un fine vita più agiato, si affiderebbe al privato.
commento di magnagrecia inviato il 21 marzo 2011
E’ forse opportuno puntualizzare che per “INPS al collasso” ci si riferisce all’organico ed alle funzioni dell’Istituto, non certamente al bilancio dell’INPS, che presenta un avanzo di 8 miliardi.

Io non so se questi precari dell’INPS sono o non sovrabbondanti, ma bisognerebbe saperlo prima di difenderne il posto di lavoro (precario).
Perché è prioritario, invece, evitare di dividere gli Italiani, tra cui i lavoratori precari, in figli e figliastri. Pertanto, premesso che con l’attuale governo e con l’attuale situazione del bilancio pubblico, è velleitario persino parlare di ammortizzatori sociali universali, ma il PD questo deve porselo tra gli obiettivi prioritari del programma, finanziandoli, tra la varie misure, proprio con il licenziamento dei dipendenti pubblici in esubero, agendo soprattutto sul turnover.

Per intanto, è utile rammentare e tener presente – e farne oggetto di forte e assidua propaganda! - che è vero che “La manovra voluta da Tremonti taglia della metà la spesa per il personale [precario, ndr] della pubblica amministrazione”, ma ha anche allungato di 12 mesi il pensionamento, anche dei 65enni inattivi, e tagliato di ben il 75% la spesa sociale delle Regioni e dei Comuni (disoccupati, anziani, minorenni a rischio, mamme-madri, matti, ex drogati, LSU, ecc.).

E tutto ciò, mentre né i miliardari come Berlusconi, né i milionari come Tremonti, né gli abbienti come Sacconi stanno pagando un solo centesimo; il presidente dell’INPS, Antonio Mastrapasqua, cumula oltre allo stipendio ben 54 (cinquantaquattro) emolumenti per cariche varie; e i magistrati messi fuori ruolo e passati ad altri incarichi prendono non uno ma due – lauti - stipendi!

C‘è troppa sordina su queste scandalose iniquità da parte dei parlamentari del PD! Perché?
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4 marzo 2010
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