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contributo inviato da salvo sr il 20 marzo 2011
Dopo la rivoluzione, in Egitto si è tenuto un referendum di riforma della costituzione. I quesiti riguardavano la riforma prevede la limitazione del numero di mandati presidenziali, l'allentamento delle restrizioni per candidarsi, il rafforzamento del controllo della magistratura sulle elezioni e l'abolizione del potere presidenziale di ordinare processi militari contro i civili.
Da segnalare due cose: l'affluenza alta, intorno all'80%, e la vittoria del si (a favore delle riforme quindi). Le riforme non sono di per se sbagliate, ma sarebbe stato più opportuno scrivere una nuova costituzione intesa come patto tra tutte le forze in campo. Per fare un esempio, è come se in Italia non si fosse fatta una assemblea costituente che scrivesse la nuova carta fondamentale, ma si fosse emendato il sistema istituzionale costruito da Mussolini. E' evidente che l'Italia del dopo fascismo doveva cambiare strada in maniera netta, e allo stesso modo era quello che doveva accadere in Egitto. Questo paese non è più quello di Mubarak, questo paese deve essere del popolo egiziano.
TAG:  EGITTO  REFERENDUM  RIFORME  RIVOLTE 

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