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contributo inviato da Yerle il 19 marzo 2011

Un rapporto presentato alle Nazioni Unite da Olivier De Schutter, relatore speciale dell'Onu sul diritto al cibo, sostiene che la produzione alimentare potrebbe raddoppiare nell'arco di una decina d'anni, se solo il mondo investisse in agricoltura su piccola scala e adottasse i criteri della agro-ecologia.
Lo studio afferma che «tutti i dati scientifici dimostrano che i metodi agroecologici sono più efficaci dell'uso dei fertilizzanti chimici nell'aumentare la produzione alimentare là dove vivono coloro che hanno fame, specialmente negli ambienti sfavorevoli».
E poiché «la fame oggi non è da attribuire alla penuria di stock alimentari, non è un fatto di produzione globale che non soddisfa la domanda, bensì un problema di povertà», allora: «Solo sostenendo i piccoli produttori possiamo rompere il circolo vizioso che porta dalla povertà rurale agli slum urbani, povertà che genera povertà».
E infine, per realizare il diritto al cibo bisogna che «l'agricoltura non comprometta la sua capacità di soddisfare i bisogni futuri».
Qui si collegano i concetti fondanti dell'agroecologia: salvaguardare la biodiversità, usare in modo sostenibile terra e acqua, riciclare i nutrienti organici e l'energia, integrare le colture e l'allevamento, diversificare le specie e le risorse genetiche.
Ecco un bell'argomento "politico" da portare avanti per un mondo migliore, ecco una bella tematica su cui impegnarsi in Europa, anche per difendere le nostre produzioni specifiche dalla globalizzazione che diventa Blobalizzazione, per difendersi dall'aggressività di Monsanto e soci.
Ecco qualcosa "di sinistra" su cui costruire una reale alternativa di proposta di governo.
Attendiamo fiduciosi...

http://yerle.blogspot.com/2011/03/unaltra-agricoltura-e-possibile.html

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commenti a questo articolo 0
commento di nino55 inviato il 23 marzo 2011
Ormai, ognuno di noi,si è fatta un'idea su come "và il mondo".Personalmente credo che da quando i robot hanno sostituito il lavoro manuale, è iniziata una nuova era che ha permesso al capitalismo delle imprese, un risparmio di tempo e di quattrini.Così, anche le imprese agricole si sono servite di questa idea rivoluzionaria, adoperando tutte le macchine e trattori che il progresso ha messo a disposizione.Certamente hanno beneficiato di una notevole riduzione dei tempi di attesa e di lavorazione dei campi,ma nel contempo la meccanica adoperata ha modificato tutti gli equilibri naturali che a cominciare dal suolo e dalle sue caratteristiche biologiche sono stati impoveriti.Le concimazioni chimiche utilizzate per migliorare questi elementi, nel tempo hanno contribuito anch'esse all'impoverimento delle sostanze nutritive.La terra non può essere intesa "un fattore meccanico" dove l'uomo in qualsiasi momento può modificarne la sua natura ed in suo favore, ESSA fà parte di quella sfera di madre natura dove l'uomo restituendo gli elementi che aveva tolto all'equilibrio e quindi agli habitat, rigenera automaticamente la vita del genere animale e vegetale.Ma deve essere una restituzione non meccanica e neanche chimica,dove diventa determinante il riciclaggio e la trasformazione in humus delle materie utilizzate nello scarto vegetale ed animale.
Le leggi europee che vogliono favorire la privatizzazione delle acque, aggiungono notevole difficoltà, e l'impoverimento delle falde acquifere che ne deriva potrà creare dei monopoli destabilizzanti per l'economia della futura agroecologia.
commento di nino55 inviato il 22 marzo 2011
Scusami Yerle, hai ragione è diverso.Ne riparliamo tra poco.
commento di Yerle inviato il 21 marzo 2011
Parliamo di agricoltura "ecologica": è diverso...
commento di nino55 inviato il 21 marzo 2011
Un'altra agricoltura era possibile su scala mondiale alcuni decenni fà, quando si cominciò a capire che la causa dei cambiamenti climatici è stata attribuita ai micro ed ai grandi inquinamenti che l'uomo ha prodotto e che continua a produrre.Oggi anche volendo utilizzare luoghi coperti come le serre, non si potrà mai mettere in atto una agricoltura biologica, perchè i requisiti di questi prodotti devono rispondere ai tempi di maturazione con la complicità degli elementi naturali come il sole e l'aria.
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20 febbraio 2008
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