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contributo inviato da giorgio egidio il 17 marzo 2011

                  

Il governatore del Piemonte Cota ieri, in una pausa del rovello che lo occupa negli ultimi giorni, se partecipare alla visita di Napolitano a Torino per i 150 anni dell’unità, o sdegnosamente barricarsi nella sua fatal Novara, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni (tutte assieme):

  1. farà tutto quanto in suo potere (cioè nulla) per la soluzione dei problemi del Giappone
  2. è fermamente convinto della necessità che l’Italia vada avanti nel piano di realizzazioni di centrali nucleari
  3. è altrettanto fermamente contrario (e porrà un veto) alla realizzazione di dette centrali sul suolo piemontese.

In effetti ha ragione: ci sono posti molto più qualificati per accogliere le future centrali, come ad esempio l’Irpinia, il Belice o la provincia dell’Aquila.

Avrei un suggerimento da dare al governatore: perché non proporre di unificare i progetti delle grandi opere e realizzare con un unico cantiere il ponte sullo stretto e una centrale a Messina? (oltretutto Messina è ragionevolmente distante dalla fatal Novara, feudo elettorale di Cota, governatore sì, ma pur sempre leghista.


       
                                                            (Messina 1908, il porto)

TAG:  NUCLEARE  PIEMONTE  COTA 
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