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contributo inviato da Achille_Passoni il 16 marzo 2011


Ieri gli operai di Isi e Power One hanno manifestato davanti alle prefetture contro il decreto sulle energie rinnovabili. Un provvedimento che come ho spiegato nei post precedenti, ha già iniziato a produrre i suoi effetti negativi su molte aziende e su un settore strategico e all'avanguardia per la nostra economia. 

Mentre molti paesi europei in questi giorni si interrogano drammaticamente sul nucleare e decidono la chiusura di centrali e nuovi investimenti in energia pulita, il Governo va controcorrente, emanando il decreto famigerato e confermando la scelta nucleare. D'altronde, ci siamo abituati. 

Ad Arezzo sono scesi in piazza i dipendenti e la Rsu della Power One di Terranuova Barcciolini, mentre a Firenze i lavoratori della Isi di Scandicci. Per i lavoratori della Power One torna lo spettro dell'incertezza e della paura, dopo due anni di sviluppo e crescita dell'occupazione. Per quelli della Isi invece, alla paura si unisce la rabbia, per un futuro che sembrava segnato dalla sicurezza di tornare a lavorare e adesso sembra svanire.

Intanto ieri in Provincia è stata attivata la procedura per la richiesta di cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività di un anno. Il primo passo è fatto, il secondo spetta al Ministero dello Sviluppo Economico che sulla Isi ha convocato un tavolo per martedì. Resta comunque tutta l'assurdità di un provvedimento contro la crescita e lo sviluppo di un settore che potrebbe trainare l'occupazione e il lavoro in un momento difficile come quello che il nostro Paese sta attraversando.
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