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contributo inviato da Achille_Passoni il 16 marzo 2011


E’ difficile anche solo provare a descrivere il dramma che sta vivendo il popolo giapponese. Devastato da un terremoto apocalittico e da un enorme tsunami, l’arcipelago deve far fronte ora alla minaccia più terribile, quella nucleare. Non sappiamo cosa succederà nella centrale di Fukushima, ma quel che è certo è che la radioattività nella zona è già altissima e i rischi di una catastrofe nucleare sono purtroppo concreti. In questo terribile scenario e a seguito della decisione della Germania di spegnere le sue vecchie centrali, in tutto il mondo si discute sulla reale sicurezza del nucleare e sull’opportunità di puntare con più decisione sulle energie rinnovabili, pulite e sicure. Dappertutto, tranne che in Italia.

Il Ministro Prestigiacomo infatti continua a dichiarare che il nucleare italiano sarebbe più sicuro di quello giapponese, e il Governo non sembra intenzionato a fare alcuna marcia indietro su una decisione osteggiata - come dimostrano tutti i sondaggi - dalla stragrande maggioranza degli italiani, dai governatori delle regioni che escludono di poter ospitare nel loro territorio le centrali e persino da molti esponenti di centrodestra.

Ma tant’è: prendiamo atto che il Governo italiano è cieco e sordo rispetto alla gravità di quanto sta succedendo, continua a puntare testardamente sul nucleare e per di più blocca gli incentivi alle energie rinnovabili con lo sciagurato Decreto Romani. Tutto il contrario di quanto si sta facendo nel resto del mondo insomma: difficile immaginare una politica più miope!

Fortunatamente, gli italiani avranno l’occasione di abrogare con un “sì” chiaro e definitivo la legge sul ritorno al nucleare nel referendum della prossima primavera. Resta però ora e subito da rimuovere il blocco alle rinnovabili, che rischia seriamente di bloccare tutto un settore industriale che andrebbe invece sostenuto, perché strategico per il futuro del Paese.
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