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contributo inviato da Antonio Armenante il 14 marzo 2011
  Chi l'avrebbe mai detto che per riparlare di nucleare in Italia dovessero morire migliaia di persone dall'altra parte del globo? Nessuno, me compreso, l'avrebbe voluto. Ma non temete, molto probabilmente questo piccolo boom mediatico vissuto dall'atomo, non sortirà alcun effetto sul Referendum che la Lega&co. han deciso di farci votare in piena estate con un ingiustificato aggravio sulle casse dello stato. Ricordate San Fratello (ME)? La frana avveniva nei giorni in cui qui in Campania si era in piena campagna elettorale per elezioni comunali e regionali. Ebbene, il fronte anti-abusivismo edilizio perse ovunque, con somma gioia (vana) di tutti i costruttori fuorilegge che avevano fino a quel momento edificato ville, villette e palazzoni a ridosso di burroni o costoni di roccia friabile. Accadrà, molto probabilmente, così anche per il nucleare. In realtà manco si è capito perchè dovremmo accettare la costruzione di centrali nucleari sul nostro territorio. Tante credenze, poche certezze.
  Si dice, ad esempio, che l'Italia non è energeticamente autosufficiente.. Vero. Ma non è altrettanto vero che il nucleare rappresenta una risposta. O meglio, non a breve termine, visto che una centrale impiega anni ed anni prima di entrare in pieno esercizio delle funzioni per le quali è stata costruita. Allora forse, ipotizzano altri, potrebbe esserci un notevole risparmio economico, qualora l'Italia si decidesse a costruire centrali nucleari. Davvero? Ma avete idea di quanto costi realizzare centrali d'ultima generazione? E lo sapete che l'Italia non abbonda affatto di giacimenti di uranio (il Giappone sì invece)? I più simpatici, però, sono quelli che dicono: "Ma ti rendi conto che solo noi non le abbiamo? La Francia le ha vicino al nostro confine! Se salta una di quelle avremo conseguenze catastrofiche anche da noi". Stupenda affermazione.. Dunque, siccome se salta una centrale in Francia ne pagano le conseguenze anche la Val d'Aosta o il Piemonte, dovremmo costruire decine di centrali anche sul nostro territorio, in modo da mettere a repentaglio pure la vita degli agrigentini e dei reggini.
La realtà è che, come sostenuto da illustri scienziati, primo fra tutti Rubbia, il nucleare è cronologicamente fuori luogo, è vetusto, superato, sconveniente dal punto di vista economico. Costa 18 miliardi finanziare il progetto Enel di nuclearizzazione, per un rendimento finanziario scarsissimo.
Ma allora perchè gli altri hanno le centrali? Facile, perchè sono perlopiù armati fino ai denti (nuclearmente parlando). Giappone, Francia, USA e via discorrendo, hanno installato centrali per realizzare armi di distruzione di massa a base di plutonio e, dal momento che le centrali erano già state costruite e funzionavano, hanno ben pensato di utilizzarle per produrre energia elettrica.
Il nucleare lo si utilizza innanzitutto per fini militari. Senza contare che decine di paesi stanno pensando decisamente di dismettere le centrali in funzione. Come la Germania, ad esempio.
Ho volutamente tralasciato il discorso "scorie". Trattasi del piatto principale: andava necessariamente servito in ultimo. Mi domando come si possa pensare, in un paese in cui non si è capaci di risolvere l'emergenza rifiuti a Napoli (era emergenza fino a tre-quattro anni fa, ora è ordinarietà), di occuparsi di scorie radiotossiche. La radioattività dell'uranio decade dopo decine di migliaia di anni. Il che significa che le suddette scorie vanno racchiuse in speciali barre composte da più strati di rame e cemento armato e immagazzinate almeno 700 metri sotto terra in un posto che non presenti infiltrazioni d'acqua e che per almeno 10-20.000 anni non subisca movimenti geologici, senza considerare che quelle scorie potrebbero diventare un giorno o l'altro armi in mano a terroristi, per cui occorre anche una grande stabilità politica. Ora, considerando che 10.000 anni fa dormivamo nelle caverne ed eravamo ancora nell'Età della Pietra, va da sè che non esistono luoghi sicuri in cui stockare le scorie. Men che meno nella mafiosissima italia. Se camminate nelle campagne di San Cipriano d'Aversa, Marcianise, Sparanise, Casal di Principe.. potreste imbattervi in rifiuti che lo stato ha smaltito tramite la camorra (!!!) come pezzi usciti dalla Zecca dello Stato dismessa (le fonti sono giornalistiche). Ed io dovrei lasciare rifiuti nucleari in mano a queste persone? Non diciamo sciocchezze.
Riguardo il disastro nucleare in Giappone, va solo detto che diversamente da come dicono i professoroni pagati da Silvio e dalle lobbies bancarie (uniche ad arricchirsi con la costruzione delle centrali) al tg1 (che vergogna!), quelle centrali sono praticamente identiche a quelle che dovrebbero essere costruite in Italia, dal momento che la quarta generazione è solo oggetto di ricerca per ora. Cosa dire più.. solo che se il governo la smettesse di far danni provando a sospendere gli incentivi per le energie alternative, con la geotermica piazzata vicino all'Etna o a Stromboli, Vulcano.., con le pale eoliche piazzate in sardegna e su coste ventose e con pannelli solari sui tetti di ogni casa, riusciremmo a soddisfare il nostro fabbisogno energetico rivendendo energia all'estero. Questa non é un'ipotesi, è certezza. Finchè non abbatteranno i costi di un impianto fotovoltaico (da stime Enea, quello che occorre ad una famiglia di quattro persone ha un costo iniziale di 23.000 €), ci saranno sempre ciarlatani pronti a sostenere il ritorno al nucleare con tutta la faccia tosta che richiede la faccenda.
Fossi in voi il 12 Giugno la salterei 'sta giornata di mare. Non saranno solo i vostri figli a ringraziarvi, ma un bel pò di vostri discendenti.

TAG:  NUCLEARE  TERREMOTO  GIAPPONE  TSUNAMI  ITALIA  REFERENDUM  CENTRALI  ENERGIE ALTERNATIVE 

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