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contributo inviato da xpress il 14 marzo 2011
Il bilancio delle vittime del devastante terremoto seguito da un gigantesco tsunami, secondo l'agenzia Kyodo, sarebbe salito a diecimila vittime. Bilancio che, nella sola Prefettura di Miyagi, sembra purtroppo destinato a salire, anche per quanto riguarda il numero delle migliaia di dispersi. Nel reattore si stanno iniettando grandi volumi di acqua di mare per scongiurare l'aumentare del surriscaldamento dei reattori e alleviare la pressione all'interno della centrale nucleare e il ministro dell'industria Banri Kaieda, prevede una carenza nella fornitura di energia elettrica di grandi dimensioni, sicuramente fino alla fine di aprile.

Le autorità tentano di scongiurare una catastrofe nucleare, dopo aver riconosciuto che barre di combustibile del reattore n° 3 si sono deformate a causa del calore eccessivo; tuttavia si sono verificati nuovi incidenti in altre centrali nucleari della TEPCO. Sempre nella Prefettura diMiyagi, nel vecchio impianto di Onagawa (1984), anche dopo che i tre reattori erano stati fermati, vi sarebbero state ugualmente uscite di fumo.   

Allarme nucleare anche a Tokyo, ‘in blocco’ l’impianto di raffreddamento della centrale di Tokai, a 120 chilometri dalla capitale e non vi sono smentite ufficiali circa il pericolo di fughe radioattive. Gli abitanti della metropoli, nonostante sia passato il momento di panico maggiore, si sono comunque riversati nelle autostrade e nella quasi totalità, tutte le linee ferroviarie, metro e linee di autobus sono bloccate. Migliaia di persone, in paziente ma allarmata attesa, sperano di poter prendere il treno per tornare a casa, ma moltissimi non hanno altra alternativa se non restare a dormire in alberghi o ospitati, quando non da conoscenti, in Università, Templi o scuole. Gli aeroporti principali della zona metropolitana di Tokyo, Haneda e Narita, hanno subito forti rallentamenti per i molti stranieri che cercano di rimpatriare al più presto.

Le polemiche sugli impianti nucleari: "Il governo non dice la verità"

L’ex progettista di centrali nucleari giapponesi Masashi Goto, accusa il governo di non dire tutta la verità sulla situazione degli impianti atomici danneggiati dal terremoto. Durante una conferenza stampa, ha detto che per il Giappone si prospetta una crisi gravissima, che uno dei reattori dell’impianto di Fukushima è “altamente instabile” e che le conseguenze di un’eventuale fusione del nucleo sarebbero “tremende”. Invece le notizie ufficiali sono diverse. E infatti, con l'ultima urgenza di Fukushima, il progettista ha avuto ragione nel denunciare le reticenze degli organi governativi, tanto che il premier giapponese Naoto Kan ha poi dovuto ammettere che "la situazione resta grave".

Alla ricerca delle fonti alternative

Anche Sawa Tihiro, scienziato nucleare e membro del Nuclear Information Center, avverte il governo giapponese. In un'intervista dice: «Le centrali nucleari hanno un periodo di vita limitato. Cominciamo a sostituire quelle che a breve verranno chiuse impiegando uomini e mezzi nella ricerca delle fonti alternative. Non chiediamo la chiusura immediata di tutte le centrali ma la loro riconversione». «È vero - sottolinea - che i piani di sicurezza non erano pronti a fronteggiare un simile sviluppo di energia distruttiva, ma questo dimostra, una volta ancora, che le centrali nucleari, anche se costruite e gestite con criteri rigorosissimi, presentano alcune falle. Qualunque grande impianto, specie se complesso, ha in sè incognite e imprevisti che possono tramutarsi in tragedia». «Mi aspetto che nei prossimi anni l'opinione pubblica prenda coscienza del pericolo connesso con il nucleare e dei costi elevati che esso comporta», conclude lo scienziato.

La pioggia contaminata

Ora gli esperti temono anche che il materiale radioattivo, fuoriuscito dalla centrale di Fukushima e spinto verso est sul Pacifico, possa ricadere a terra con le precipitazioni. Finora c’è stato bel tempo ma è attesa la pioggia. Ieri la televisione giapponese lo ha ripetuto continuamente, dando istruzioni alla gente su come difendersi: è importate “non uscire di casa, se non con asciugamani o maschera sulla bocca; non esporsi alla pioggia; lavare viso e mani quando si torna a casa e non mangiare verdure coltivate all’aperto”.

TAG:  AMBIENTE  SVILUPPO SOSTENIBILE  NUCLEARE  ENERGIE RINNOVABILI  BENI COMUNI 
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