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contributo inviato da Claudia Castaldini il 12 marzo 2011
Parlando di energia è chiaro che non bastano le analisi teoriche, ma occorre vedere cosa fare nella pratica, e in quest'ultima c'è anche la necessità di costruire a volte (quando servono) impianti sul territorio - centrali, rigassificatori, eolico, solare, ecc.
Come distinguere se l'opposizione che spesso nasce nella cittadinanza locale è fondata oppure no?  Si parla da anni di "sindrome n.i.m.b.y.", ma di rado si esamina dove ha avuto origine, e come superarla. Sicuramente, esiste in sè presso molte persone, ma probabilmente in molte altre affonda le sue radici nella carenza di fiducia diffusa ormai da anni verso coloro che fanno le scelte.
In breve, elementi originanti sfiducia sono rintracciabili nella nostra storia ormai da molti anni. La pratica di realizzare opere inutili o quasi esiste da tempo, in particolare nel nostro Paese, con esempi clamorosi di cui periodicamente parla la stampa (strade senza chi le percorre, svincoli californiani per borghi di 200 anime, per finire ad impianti opinabili nelle necessità che andrebbero a coprire). E' stato coniato perfino un nome per il caso in questione: "cattedrale nel deserto", famoso quanto basta a fotografare la situazione. Catastrofi naturali e non (Seveso, Vajont) hanno poi ampliato la diffusione della preoccupazione nella pubblica opinione, quando è realistica, ed anche quando non lo è. Dunque, la "sindrome" sarebbe, quantomeno per quella parte della popolazione che si pone a fronte delle questioni con intento partecipativo, il frutto (negativo) di fatti concreti (anch'essi negativi). 
Come superarla? Una strada ci sarebbe:  basterebbe fornire (se ci sono) ogni volta le valutazioni scientifiche e tecniche a supporto dell'opera da realizzarsi, a loro volta facenti parte di un quadro complessivo coerente e sostenibile.
Non è dato sapere se funziona, ma è l'unica via. Non è nemmeno un'assurdità, ma un processo di "concertazione" con la cittadinanza che nei (soliti) Paesi del Nord Europa viene applicato da anni, con trasparenza e coinvolgimento di tutte le rappresentanze sociali. La politica dovrebbe farsi carico di promuovere percorsi simili, giustificando con la chiarezza ciò che non si può imporre.
TAG:  ENERGIA  SOLARE  EOLICO  CENTRALI  IMPIANTI 

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