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contributo inviato da magnagrecia il 11 marzo 2011

 

Pubblico la lettera che ho inviato il giorno 5 marzo scorso al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
 
Avevo già in programma di pubblicarla oggi ed è solo una fortuita coincidenza che segua all’apparizione del ministro Tremonti ad Annozero. Non ho ricevuto finora risposta, né so nemmeno se egli l’abbia letta. Un solo indizio – un lapsus linguae - però me lo lascia pensare: quando egli ha affermato: “Non mi riconosco nella serie storica prospettata da Scalfari”. Ma Scalfari non aveva prospettato nessuna serie storica, aveva soltanto fatto, come premessa, un excursus storico-economico.
 
Infine, sottolineo molto volentieri l’intervento del giovane che, al termine della trasmissione, rivolto al ministro, ha detto: “Insomma stasera abbiamo capito che lei non capisce niente di economia”. Io lo affermo da una decina d’anni e ne scrivo da tre (da quando frequento il web); e mi sono sempre augurato che questo divenisse senso comune.      
 
 
Egr. Sig. Ministro Tremonti,
 
Ci deve essere un motivo se una persona sedicente socialista come Lei si mette a fare politica in un partito di destra, e questo motivo deve avere a che fare per forza con il suo retroterra educativo.
 
Ascoltando la Sua intervista al "GR3" di stamane (ma lo stesso discorso vale per tutte le più o meno recenti Sue dichiarazioni), sembra di essere davanti alla solita "diagnosi": non tanto – come scrisse tempo fa Massimo Giannini – di sdoppiamento della personalità alla Dottor Jekill e Mister Hyde, ma di un Suo irresistibile, quasi compulsivo, invero un po‘ schizoide bisogno di scaricarsi la coscienza delle conseguenze negative causate dalle Sue scelte – passate, presenti e future - di governo, riferendole ad altri, situandole in un tempo (ecco allora le Sue onnipresenti divagazioni storico-filosofiche) o in una realtà (ecco allora l’allusione ai Paesi arabi) lontani da quelli sotto il Suo controllo e la Sua responsabilità.
 
Lei ha affermato al “GR3” che le rivolte dei popoli arabi sono dovute alle disuguaglianze sociali. Ma dovrebbe sapere – anzi, Lei certamente saprà - che “Dal rapporto Growing Unequal dell’Ocse emerge che tra i 30 paesi Ocse oggi l’Italia ha il sesto più grande gap tra ricchi e poveri. Non è solo colpa della crisi, anche se la crisi certo ha accentuato questa tendenza: redditi da lavoro, capitale e risparmi sono diventati il 33% più diseguali a partire dalla metà degli anni ottanta. Si tratta del più elevato aumento nei paesi Ocse, dove l’aumento medio é stato del 12%”.
 
Allora, che cosa teme, Sig. Ministro; quale rischio vuole esorcizzare; quale colpa vuole allontanare da sé, dalle Sue spalle e dalla Sua coscienza? Che il popolo italiano, la parte meno ricca e più “disuguale” di esso, Le presenti il conto della sottrazione al Sud dei fondi FAS o del mancato appoggio al G20 – contraddicendo se stesso - all’introduzione della TTF o del varo della manovra correttiva 2010?
 
Una manovra di 24,9 miliardi per il biennio 2011-2012, la più scandalosamente iniqua della storia repubblicana e che, con l'avallo sostanziale della CISL e della UIL, invece di apprestare provvedimenti anti-crisi e provvidenze di welfare non selettive, come è successo in tutti – proprio tutti! – gli altri Paesi, ha, per soprammercato, scaricato quasi tutto il peso del risanamento dei conti pubblici sugli invalidi civili, come i Down (poi cancellato in Commissione Bilancio del Senato, soltanto a seguito di vibrate, corali proteste); i precari, licenziati in decine di migliaia; i pensionandi inattivi a reddito zero!, tra cui i lavoratori in mobilità oltre le 10 mila unità - che sembra, oltre che crudele, anche incostituzionale -, che perderanno in un solo anno anche decine di migliaia di € per l’allungamento di 12 mesi dell'età di pensionamento (cfr. DL 78/2010, art. 12); gli insegnanti e gli altri dipendenti pubblici; la spesa sociale delle Regioni e dei Comuni (disoccupati, anziani, minorenni a rischio, ragazze-madri, matti, ex drogati, LSU, ecc.).
 
E non fa pagare – letteralmente! - neppure un centesimo (tranne i produttori di farmaci ed i farmacisti, in quanto fornitori del SSN) ai percettori di redditi privati, anche miliardari (come Ferrero, Del Vecchio, Berlusconi: i primi tre italiani nella classifica “Forbes“ 2010), o milionari (come Lei, Passera, Profumo, Montezemolo), o abbienti (come Sacconi, Bonanni, Angeletti), o giornalisti, severi e rigorosi custodi dei conti pubblici (come Giannino e Cisnetto; Eugenio Scalfari - Lei lo sa - ha un po’ provocatoriamente chiesto più volte, ma inutilmente, di pagare).
 
L’effetto Grecia, soltanto in Italia col Governo di centrodestra Berlusconi-Tremonti- Sacconi, e l’avallo sostanziale di CISL e UIL, lo stanno pagando quasi interamente, non i ricchi e gli abbienti, ma i poveri e una parte del ceto medio-basso.
 
Lei ha un alto concetto di sé (apparentemente, perché è smentito nei fatti dalla Sua permalosità e vulnerabilità alle critiche ed ai giudizi negativi e dal Suo incomprimibile bisogno di vendicarsi con chi Glieli rivolge). Negli ultimi 10 anni il centrodestra (cioè Berlusconi) ha governato per quasi 8 anni; e per quasi 6 anni ministro dell’Economia è stato Giulio Tremonti, cioè Lei:
 
1) PIL. E’ sufficiente riportare la serie storica 1999-2010: 1999 = +1,7%; 2000 = +3,6%; 2001 = +1,8%; 2002 = + 0,3%; 2003 = +0,0%; 2004 = +1,1%; 2005 = +0,0%; 2006 = +1,9%; 2007 = +1,9%; 2008 = -1,0%; 2009 = -5,0%; 2010 = +1,3%, per ricavarne che Berlusconi e Lei o siete due incompetenti o portate iella o entrambe le cose.
 
2) DEBITO. E’ facilmente verificabile che il debito pubblico è sempre calato con i governi di centrosinistra e sempre cresciuto con i governi Berlusconi-Tremonti. E’ di pochi giorni fa la notizia (fonte Bankitalia) che esso nel 2010 è cresciuto del 4,5%, arrivando al 118% del PIL.
 
Il debito pubblico è cresciuto durante i Vostri governi di centrodestra non per gli investimenti, ma come conseguenza dello squilibrio tra le uscite e le entrate correnti e conseguente diminuzione e quasi azzeramento del c.d. “avanzo primario”, cioè la differenza tra le entrate e le uscite prima degli interessi; la spesa, in barba ai Suoi proclami, ai Suoi tagli ed ai Suoi patti di stabilità, è cresciuta in media di oltre il 4,6 %.
 
In conclusione, Sig. Ministro, il Segretario del PD, Pierluigi Bersani, dopo il varo della manovra correttiva 2010, affermò a “l’Unità“: «Ma con una manovra che non chiede nulla ai ricchi come lui, non ha paura che qualche Dio lo fulmini?». Egli si riferiva evidentemente a Berlusconi, facendo finta di non sapere che il vero autore della manovra correttiva è Lei (con l’aiuto di Sacconi, Bonanni, Angeletti e Marcegaglia). Rammenta? Lei, dopo, ebbe anche l’impudenza di affermare: “Nell'insieme la manovra è stata fatta su una vastissima base di consenso sociale" (cfr.   http://www.repubblica.it/politica/2010/07/18/news/tremonti_no_a_governi_tecnici-5654276  ).
 
Io non credo – essendo agnostico – nella punizione divina, né – essendo razionale - in quella che Freud chiama “l’onnipotenza del pensiero“, riferendosi al potere iettatorio, ma è indubbio che sia io (che ho dovuto chiudere, due anni fa, a causa della terribile crisi economica e di altro problema di forza maggiore, il mio studio di consulenza alle imprese e perderò quasi 20 mila € in un solo anno di mancato introito pensionistico), sia le centinaia di migliaia, forse milioni, di altre analoghe vittime delle Sue crudeli e molto inique decisioni, quasi sicuramente non possiamo far sentire la nostra voce di protesta, ma un “pensierino“, stia sicuro, Glielo rivolgiamo.
 
 Distinti saluti

 

 

 

 

 

Puntate precedenti:
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commento di magnagrecia inviato il 12 marzo 2011
Lo propongo come "divertissement". Tremonti ha letto o non la mia lettera?

Ho riascoltata la trasmissione "Annozero", avendone la conferma dell'espressione di Tremonti. Le parole precise sono state: "Ho qualche difficoltà a riconoscermi nella serie storica fatta da Scalfari".
Scalfari, invece, non ha fatto nessuna serie storica, ma, ripeto, un excursus sull'economia mondiale, dalla crisi del 1929 al termine di questa, che egli ha collocato nel 1940. Poi, ha contestato l'affermazione di Tremonti che le disuguaglianze sociali ci siano solo nei Paesi arabi, ma che siano presenti anche in Italia.
Vorrei evidenziare 2 elementi: il primo è quello già da me indicato della locuzione "serie storica", inesistente non solo nelle parole di Scalfari, ma nell'intera trasmissione, mentre è presente nella mia lettera; il secondo è il verbo che Tremonti ha usato: "riconoscermi", del tutto incongruo se riferito all’ excursus sull'economia mondiale fino al 1940 (Tremonti è… nato nel 1947), ed usato nella forma negativa di "'non' riconoscermi", che equivale a respingere un'accusa, una colpa; ma, in realtà, ha la struttura - attenuata (“ho qualche difficoltà a”) - della "negazione freudiana", ed equivale quindi ad un'ammissione - semi-inconscia, diciamo così, per simmetria - di colpa: appunto, la responsabilità dell'assenza di crescita economica italiana (PIL), oltre che dell’aumento del debito pubblico e delle disuguaglianze sociali nel periodo in cui egli ha avuto la titolarità del superministero dell'Economia e delle Finanze. Cioè le accuse contenute nella mia lettera.
commento di magnagrecia inviato il 11 marzo 2011
S. FREUD E LA PSICOANALISI APPLICATA

(…). Con il terzo saggio, “Animismo, magia e onnipotenza del pensiero” Freud, pur accettando la tradizionale divisione degli stadi di sviluppo umano in animistico, religioso e scientifico, condividerà con Marett l’esistenza di uno stadio precedente o “pre-animistico” definito “animatismo”, dove il mondo viene percepito come animato da diverse intenzioni che conducono al benessere o alla rovina dell’umanità. Il passaggio all’animismo, il cui il mondo é vissuto come popolato da anime e demoni, è secondo Freud da considerarsi un progresso, poiché l’uomo affida i propri desideri agli spiriti attraverso una proiezione. Per quel che attiene la magia Freud metterà in rapporto questo atteggiamento primitivo con l’onnipotenza dei pensieri riscontrabile sia nelle fantasie nevrotiche che nella vita psichica dei bambini.

Nella quarta parte, ”Il ritorno del totemismo nell’infanzia”, si soffermerà sull’origine dei totem, spiegando ad esempio come al clan che discendeva da una particolare specie (per eredità materna) fosse severamente proibito uccidere animali di quella specie. Era anzi obbligatorio proteggerli, affinché essi, a loro volta, proteggessero il loro clan.

Il libro, come lo stesso Freud anticipò, non ricevette il consenso dovuto poiché incontrò aspre resistenze anche al di fuori dei circoli psicoanalitici. (…).

http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/Freud/articoli/freud17.html
commento di magnagrecia inviato il 11 marzo 2011
RILEGGENDO FREUD..........
IX VOLUME DELLE OPERE.. Il perturbante

(…). Una delle forme più perturbanti e più diffuse di superstizione è la paura del "malocchio" di cui un oculista di Amburgo, Seligmann, ha fornito una trattazione approfondita. Sulla provenienza di questa paura non sembra vi siano mai stati dubbi. Chi possiede qualcosa di prezioso e al tempo stesso di perituro teme l’invidia del prossimo, in quanto proietta sugli altri l’invidia che egli proverebbe se si trovasse al loro posto.

in-videre è guardare malamente, non vedere.

Questi moti dell’animo si tradiscono con lo sguardo anche quando ci si vieta di esprimerli a parole, e, se vi è chi spicca tra gli altri per caratteristiche ben evidenti, specie se indesiderate, subito sorge il sospetto che la sua invidia raggiungerà un’intensità particolare e che questa intensità verrà poi anche mandata ad effetto. Si teme perciò un’intenzione segreta di nuocere e si suppone, basandosi su determinati indizi, che questa intenzione disponga anche della forza per attuarsi.

Gli esempi di perturbante che ho citati per ultimi dipendono da un principio che, accogliendo un suggerimento di un paziente, ho chiamato la "onnipotenza dei pensieri". (1/continua)
commento di magnagrecia inviato il 11 marzo 2011
(2/segue)
Cosa è l’onnipotenza del pensiero? è quel fenomeno immaginato, per cui il pensiero di per se ha la capacità di modificare la realtà senza passare attraverso le istanze comportamentali che il pensiero muove. Onnipotenza è "se io desidero che quella cosa venga qui, il mio pensiero può agire attraverso i movimenti". In altre parole se io penso che soltanto pensando possa far avvenire qualcosa, questa è l’onnipotenza del pensiero. E ancora, se voglio parlare con una persona devo in qualche modo lanciare un messaggio, scrivere un biglietto, parlare con lui, passare al comportamento. Ma se io pensando immagino che lui recepisca il mio messaggio senza nessun segno, è onnipotenza del pensiero, cosa che è propria delle religioni. Io prego con Dio in silenzio: uno dei due deve essere onnipotente, o io che prego o lui che ascolta. Se nessuno dei due è onnipotente non si può comunicare in silenzio.

Il concetto di onnipotenza è il modo tipico di ragionare del mondo infantile, ma anche dei popoli primitivi o dei popoli non primitivi, e negli adulti quando entrano nella dimensione religiosa. (…).

http://www.psychiatryonline.it/ital/rileggendofreud/lezione21.htm (2/Fine)
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15 ottobre 2009
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