.
contributo inviato da Marianna Madia il 10 marzo 2011

 Il 7 marzo 2011 il Corriere della Sera ha riportato i risultati di un’inchiesta sull’occupazione femminile dove l’Italia emerge come maglia nera d’Europa. Il nostro Paese è quello, insieme a Malta, dove è più difficile lavorare per una donna con un figlio.

Una mamma italiana su due non lavora. Tanto per capirci in Francia lavorano quasi l’80% delle madri. Noi siamo a oltre venti punti percentuale in meno. Questo per la cronica mancanza di asili nido, assistenza e stato sociale, strutture per favorire la conciliazione dei tempi. Nelle stesse ore il governo ha dato il sospirato via libera alle giuste quote rosa nei cda – saranno finalmente attive dal 2015 – e lancia le linee guida alle parti sociali per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Mi sembra un altro caso di schiacciante contraddizione. Se il governo è davvero interessato a far rientrare più donne nel mercato del lavoro perché ha abrogato la legge di contrasto alle dimissioni in bianco che aveva introdotto il centrosinistra nel 2007? Nel primo anno successivo a questa abrogazione ben 20.000 giovani mamme hanno abbandonato il proprio contratto di lavoro al momento della nascita del figlio. Un dato che fa riflettere: saranno state tutte e 20.000 dimissioni “volontarie”?

Il governo ripristini allora una legge semplice, che non costa niente, e che difende i diritti delle lavoratrici.

TAG:  QUOTE  DONNE  OCCUPAZIONE  DIMISSIONI IN BIANCO 

diffondi 

commenti a questo articolo 24
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
7 aprile 2008
attivita' nel PDnetwork